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Contenuti
della
sessione
dedicata alla
Comunicazione
Unificata
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Lei
cosa ne pensa?
Il Forum CU propone le seguenti due domande:
1)
I servizi di CU sui device mobili incontrano maggiori difficoltà
di impiego rispetto a quelli su desktop. A
suo parere si tratta di aspetti economici (tariffe), di maggiore complessità
(diversi sistemi operativi), di modalità operative (cuffie)? Più
in generale cosa suggerisce per ridurre i tempi di introduzione dei servizi
di CU pur rispettando l’autonomia di ogni singolo utilizzatore?
2)
Il
mercato è in fermento. A suo parere quali saranno a breve gli sviluppi
dei servizi di CU che avranno maggiore successo (a solo titolo di esempio:
qualità della videoconferenza, evoluzione dei servizi di presenza,
sviluppi delle funzionalità di collaborazione, ogni integrazione
con OCS, ecc…) ? E come si sta preparando la sua Società -
a seconda dei casi - a proporre tali servizi o ad adottarli?
Per partecipare inviate le vostre risposte via e-mail a:
info@pec-forum.com
- grazie per la collaborazione!
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Riassunto dei servizi di CU che avranno maggiore successo
(seconda domanda sopra riportata)
- Dal
punto di vista dei vendor ICT
-
A breve termine:
Video, collaborazione, presenza, servizi con modello cloud
computing
-
A medio termine:
Collaboration come strumento per agevolare o migliorare i
propri processi, aumentare il proprio business
- Dal
punto di vista dei Carrier TLC
- A
beve termine:
Soluzioni VoIP e CU come strumento di risparmio,
Servizi di videoconferenza professionale e funzionalità
di collaborazione
-
A medio termine:
Strategia
di business trasformation e adozione dei nuovi strumenti nei
processi di business del cliente, con relativi piani di adozione
- Dal
punto di vista delle Aziende utilizzatrici di CU
- A
breve termine:
VoIP, IP Telephony, routing con gestione della presenza o
routing della comunicazione su base presenza, sistemi di video
& web conference
-
A medio termine:
Evoluzione dei servizi di collaboration
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nel seguito le risposte che sono pervenute
in ordine di arrivo, dalla meno recente alla più
recente |
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Alessandro Greco - Cisco
- 1) La CU è stata di fatto l'evoluzione
della IP Telephony se vediamo la storia, Voce su IP (VoIP) in italia
Fastweb uno dei promotori in Europa, poi si è passati all'IP
Telephony ed ora da qualche anno a questa parte Comunicazione Integrata.
All'interno di questo processo il mondo mobile è stato abbastanza
a guardare e i principali vendor di CU hanno cercato di indirizzare
anche il mercato mobile (es. soluzioni dual-mode , applicazioni
ad hoc su PDA per partecipare a web conference come webex , ...
). Quindi in sostanza credo che il principale motivo per cui in
ambito mobile non ci sia stato lo sviluppo avuto sul fisso è
perchè aziende leader e player come Cisco, Microsoft non
hanno un portafolio di soluzioni proprietarie di terminali mobili
e gli operatori telefonici non hanno mai spinto in modo significativo
tali applicazioni. Oggi vedo che in ambito mobile ci si sta muovendo
per portare la larga banda e le prime applicazioni, è un
segmento sicuramente in crescita, ma è un mondo un po' in
ritardo rispetto al fisso/desktop in ambito CU sia nelle evoluzioni
architetturali, di offerta e quindi in definitiva meno utilizzatori
e meno domanda. Il Mobile avrà uno sviluppo (a mio parere)
nella navigazione e interazione con la rete per i contenuti (carico
un video sulla rete, leggo le email, ..), se caleranno le tariffe
e se la qualità di navigazione sarà decente, ma per
le applicazioni di CU credo che per motivi storici e anche di migliore
opportunità di poter apprezzare il video di dimensioni e
qualità decenti, la condivisione di contenuti, la maggiore
banda a disposizione (almeno ad oggi), il livello di comfort migliore
per l'utilizzatore finale di stare davanti ad un PC con cuffie e
PC... insomma la CU sarà guidata dal desktop e dai terminali
IP almeno per i prossimi 3 anni e il mobile sarà arricchito
di alcune funzionalità per offrire un livello di integrazione
minimale tra desktop e terminali mobili (es. applicazioni come Single-Number-Reach
che consentono di fare il pick-up dal telefono fisso o su PC da/verso
il telefono mobile )
- 2) Senza dubbio video e collaborazione via web
saranno i principali elementi di innovazione (Telepresence, Webex,
Video Conferenza, ..).
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Ubaldo Sala - Avaya
- 1) In Italia i motivi sono principalmente economici.
- 2) Ci saranno nuovi sviluppi nelle applicazioni di presenza
e collaborazione, ma soprattutto servizi in the cloud (Google wave..etc)
con diminuzione dell'importanza che i costruttori daranno ad integrazione
con OCS. Le aziende utilizzeranno applicazioni oggi molto impiegate
dai consumer. |
Mario Berenato - Telecom Italia
- 1) Non credo sia un problema legato all’utilizzatore
o al device, i Clienti chiedono la convergenza fissa mobile, credo
che i ritardi siano dovuti ai seguenti motivi :
· Economici: il sistema di tariffazione penalizza i Clienti,
l’integrazione ha un costo
· Tecnologici: la convergenza dovrebbe essere fatta integrando
la rete Tim e quella Telecom, (integrazione fatta direttamente sul
Backbone)
· Standard: tutti i device Mobili dovrebbero essere in grado
di interagire con le diverse realtà IP-PBX.
- 2) Risulta molto difficile pensare al futuro, la maggior
parte delle aziende hanno l’obiettivo di salvaguardare i bilanci
e vedono le soluzioni VoIP e CU come strumento di risparmio. A mio
avviso non è questa la strada percorribile, i servizi di CU
modificano i processi aziendali, solo le aziende che avranno il coraggio
di rimettere in discussione il modo di comunicare interno all’azienda
potranno usufruire dei vantaggi dei servizi CU, siano essi di videoconferenza,
Collaborazione ecc. A
mio avviso è solo un problema culturale, occorre dire però
che in taluni casi un buon sistema di videoconferenza introduce un
risparmio sui costi di trasferta. |
Giuseppe Ronchi - Alcatel Lucent
- 1) Personalmente ritengo il principale handicap dei device
mobili sia la "scarsa usabilita` e maneggiabilita`" (vedi
difficolta` con la scrittura e i sistemi di puntamento su schermo
etc...) e, in seconda battuta a tariffe poco concorrenziali rispetto
al desktop. E` vero che le CU si possono pensare per un'interazione
nulla o quasi con device oltre all'interfaccia vocale. Un altro aspetto
che mi fa bene sperare per il futuro sono i device multi-touch a tutto
schermo (iPhone docet...) che possono senz'altro fare la differenza.
-
2)
Non mi sento in grado di dare una risposta sicura a questa domanda
se non puntare su nuovi device di cui sopra, i servizi verranno di
conseguenza. La divisione per la quale lavoro progetta e manutiene
sistemi sw di gestione per reti telefoniche. |
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Marco Marchesi - Telecom Italia
-
1) Penso che il problema principale risieda nella seconda
risposta proposta, ossia la maggiore complessità derivante
da sistemi eterogenei e da una differente e più complessa
interfaccia utente. Premesso l’ utilità per l’
azienda e per il singolo derivante dall’ introduzione della
CU e Mobile CU e Presence, credo che sia necessario lavorare sulla
facilità d’ uso delle applicazioni e sull’ ergonomia
degli handset mobile. Banale, ma non troppo, nel design del prodotto,
la famosa “rotellina” di scorrimento, introdotta della
BlackBarry è un esempio di miglioramento nell’ accesso
ai contenuti di una mail (e se devo rispondere a qualcuno è
utile che riesca a leggere bene cosa mi sia stato scritto).
- 2) Penso che il maggiore successo passi da un
aspetto alla base di questi servizi, ossia la “formazione”
degli utilizzatori e la creazione di un’ “etichetta”
d’uso, come prima cosa. Intendo
il far percepire agli utilizzatori non solo il vantaggio diretto
nell’ uso del mezzo, ma nella scelta di comunicazione migliore
e più proficua, con i propri collaboratori o referenti (esterni
e interni). Inutile sapere che un collega possa essere in “non
disturbare” per chiamarlo magari sul cellulare.
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Mario
Argolini - AlHof
-1)
Il lento diffondersi dei sistemi CU dipende principalmente dalla disponibilità
della banda larga. In molte zone si hanno problemi con il solo centralino
Voip per cui è difficile pensare a delle implementazione. Nelle
PMI , inoltre , la conoscenza dei sistemi CU non è molto diffuso.
-2) La prima criticità blocca la conoscenza
e l 'approfondimento ulteriore dei vantaggi dei sistemi CU. Vedo comunque
nella gestione della presenza uno degli aspetti più performanti. |
Mirko De Dominicis - Penny Market
-1) Se
per device mobili si intendono gli smartphone, la mia risposta é
non tanto la difficoltà nell'uso, ma soprattutto la diffusione
inferiore a quella dei notebook, le aziende secondo me fanno fatica
ad introdurre palmari o dispositivi mobili (non credo sia solo la
mia), se non per comprovati motivi.
- 2) Sicuramente tutti quelli indicati! La mia azienda
ha sposato da qualche anno prima Voip e poi IPtelephony; i servizi
collegati da lei indicati si fa fatica a farli passare, nella mia
azienda il dictat della casa madre tedesca é partito nell'uso
distribuito a tutti i CEO delle varie nazioni europee in cui siamo
presenti. |
Claudio Pistritto - BT Italy
- 1) Il problema maggiore credo che risieda nella difficoltà
da parte dei device mobili di riprodurre le medesime funzionalità
disponibili sul desktop. Ciò riguarda, in particolare i seguenti
servizi: audio e video real-time su IP e data collaboration. La filosofia
UCC dovrebbe prevedere la medesima “vista applicativa”
sui diversi UCC endpoint. Per alcune soluzioni c’è un
impatto legato ai sistemi operativi del device mobile (normalmente
il dual-mode disponibile al cliente con il proprio contratto di telefonia
mobile).
- 2) La videoconferenza professionale e le funzionalità
di collaborazione sono un elemento chiave della proposizione UCC BT
e disponiamo di una società ad hoc in BT (BT Conferencing)
che realizza soluzioni turn-key gestite con un approccio vendor-indipendent
(da Tandberg a Policy, da OCS2007 a WebEx), etc. Le soluzioni di maggiore
successo, oltre al modello del cloud-computing per le componenti di
servizio centrale, di assurance e di customer assistance, dovranno
essere in grado di integrare elementi significativi a casa del cliente
(identity management, integrazione con applicazioni di business del
cliente, etc.). Infine, la definizione di specifici piani di adozione
(comunicazione aziendale, remote end-user training) sono elementi
essenziali della strategia di business trasformation e di rapida adozione
dei nuovi strumenti nei processi di business del cliente. |
Emilio Garavaglia - ENI
-1) I motivi economici hanno la loro importanza, ma pesa
anche - soprattutto nell’ambito enterprise - la riottosità
dei vendor dei device ad accettare il fatto che detti device (soprattutto
per l’ambito WiFi) non debbono necessariamente operare davanti
ad una rete pubblica o non debbono necessariamente interagire con
un server in ambito pubblico. Di fatto molte offerte mirano a “catturare”
il traffico enterprise (rendendo esterno ciò che nasce interno
e non ha ragione di diventare esterno), invece che fornire servizi
“dentro” le enterprise. È demenziale ad. es. da
parte di RIM il fatto di non consentire la connettività WiFi
dei BlackBerry in ambito aziendale direttamente ai server aziendali
senza passare prima da loro. Ed è stata altrettanto demenziale
l’abbandono del settore enterprise da parte di Nokia (che aveva
apparati di punta in tutto concorrenziali ai Blackbarry, con integrazioni
in ambito Exchange) per dedicarsi al solo mercato consumer, lasciando
di fatto alle sociatà l’onere di svilupare da se quanto
serve alla integrazione. La CU per le imprese non ha nulla a che vedere
col concetto di “offerta” dei “provider”,
ma questo ambito - tradizionalmente guidato da operatori dell’ambito
consumer - non trova sempre riscontri nello sviluppo dei prodotti.
Non a caso tra i prodotti di punta ci sono “MS-OCS” o
“Tandberg” o “Cisco”. E non a caso la faccenda
dell’Identity stenta a trovare una standardizzazione poiché
ad ogni provider interessa definirla in proprio. In altre parole il
“mercato” deve essere meglio layarizzato: definiti gli
standard di comunicazione, occorrono fornitori di prodotti e fornitori
di servizi che interagiscono con ruoli distinti. Nulla vieta a chi
lo volesse di giocarli entrambi, ma oggi c’è ancora molta
“captiveness”, dove i due ruoli vengono appositamente
confusi per creare dei lock-in. Il rischio è che il concetto
stesso di CU venga implementato solo da chi se lo può permettere,
di fatto uccidendone il significato (non si ha unificazione) e rendendone
superflua l’introduzione.
- 2) Per quanto riguarda Eni, trattandosi di una
azienda molto “sparsa” in territori dove vigono normative
anche molto diverse, l’aspetto più importante è
“l’interoperabilità fatta a sistema”, ad
oggi faticosamente raggiunta e mantenuta mediante continui sforzi
di adeguamento dei gateway nel rendere interoperanti cose che sulla
carta dovrebbero esserlo per definizione ma che in realtà non
lo sono. La qualità è importante per certi tipi di comunicazione
(uffici direzionali) ma per altri ambiti è fondamentale la
garanzia dell’accesso e la riservatezza delle comunicazioni,
oltre che la possibilità di interagire condividendo il lavoro
in progress (collaboration). Gli aspetti di evoluzione della presenza
contano molto sui sistemi di “customer care”, che però
non sono strettamente dipendenti solo da esso, mentre sono ritenuti
solo “utili” a livello end-user. Riteniamo tuttavia che
col cambio culturale dovuto al rinnovo generazionale, emergeranno
progressivamente nuovi modi di lavorare che finiranno col rendere
inadeguati molti modelli di processi aziendali. Ed è su questo
punto - del tutto economicamente intangibile – che si gioca
la vera scommessa. |
Fabio Pettinari - Aastra Italia
- 1) Premettendo che la CU non può prescindere da
un utilizzo anche mobile, data la larga diffusione ed utilizzo del
mobile stesso, credo che ad oggi gli ostacoli al decollo siano i costi
per la parte mobile e la bassa conoscenza delle soluzioni/servizi/benefici
di CU con conseguente bassa diffusione.
- 2) La parte video e di collaborazione potrebbero
essere gli aspetti più interessanti anche in ottica di riduzione
dei transfer. |
Mario Federico De Dero - Italcementi
- 1) Troppo complessi per l’utente medio.
- 2) Stanno finalmente prendendo piede sistemi di
video & web conference. In azienda abbiamo in pilota OCS .
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Roberta Prezioso - ENI
- 1) A mio parere la difficoltà di diffusione di servizi
di CU su dispositivi mobili può essere spesso dovuta alla differente
user experience rispetto agli stessi servizi fruiti ad esempio da
desktop. Il sistema operativo di un device mobile fa si che le applicazioni
debbano essere adattate e spesso semplificate nelle funzionalità
causando una sorta di delusione da parte dell'utente e una conseguente
ritrosia nell'utilizzo quotidiano. Una ulteriore difficoltà
è introdotta dalla complessità dei sistemi operativi
e dalla mancanza di standard: tante volte mi è capitato di
vedere utenti in difficoltà nel fare lo switch da gprs a wifi
e nel cercare le modalità di un soft reset sul dispositivo
del momento. Maggiore
training agli utenti può aiutare la diffusione dei servizi.
- 2) Sicuramente il routing della comunicazione su base presenza
è un punto di forza delle nostre attività in ambito
UC, crediamo molto in questo principio come evoluzione dei servizi
di collaboration. |
Fabrizio Cugia - Cugia Cuomo & Associati
- 1) Riterrei problemi operativi e relative modalità,
e forse in parte la connettività (banda larga su mobile). Aumentare
la banda e creare handsets consumer friendly sarebbe la strada giusta
a mio avviso.
- 2) Le socieà/operatori che seguiamo come
studio legale stanno puntando molto su connettività, localizzazione
e conoscenza dei profili dei consumatori. In generale, la propensione
all’acquisto dei servizi di comunicazioni non sembra aver subito
la crisi generale. Il problema è offrire il servizio richiesto
(innanzitutto in tema di affidabilità e contenuti). |
Mauro Santucci, BT Italia
- 1) Vi sono ancora troppi apparati hardware da portarsi appresso
- 2) Tra gli sviluppi dei servizi di CU che avranno maggiore successo
segnalo la qualità della videoconferenza, mentre la nostra
Società ha attivato un utilizzo interno per il top management. |
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(ottobre-novembre
2009)
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