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Le
possibili regole per il WiFi Integrazione, non
discriminazione e piena concorrenza
Differenze
Umts e WLan sono ai blocchi di partenza, di essi si è molto
parlato e nessuno dei due sistemi è ancora completamente funzionante
sul mercato italiano.
Ma vi è una sostanziale differenza: per il primo le concessioni
sono state date due anni fa e per esse gli operatori si sono finanziariamente
dissanguati, mentre per il secondo le regole devono ancora completate
(febbraio 2003).
E' ovvio che gli
interessi in gioco sono molti e che il Wi-Fi viene in prevalenza spinto dai grandi
nomi dell'ICT (da Microsoft a Cisco), mentre sul versante dell'Umts, oltre agli
operatori, ci sono i vendor di infrastrutture (Ericsson e Nokia ad esempio). In
Gran Bretagna l'Oftel ha già normato le reti WLan, mentre in Italia questa
seconda parte del 2002 è segnata da una crescente attenzione da parte del
Governo e del Ministero delle Comunicazioni in particolare (l'Autorità
di Napoli ne è fuori).
Entro
l'anno 2002 il governo potrebbe varare le regole per il servizio in aree
pubbliche, ma si preferirebbe una raccomandazione a livello UE. In altre
parole si riconosce la necessità di liberalizzare il Wi-FI, ma
si preferisce dilazionare questa decisione di qualche mese, per verificare
la volontà a livello di UE. Se questa non produrrà una Raccomandazione
specifica si procederà a livello nazionale.
Un
articolo comparso su Corriere Economia (7 ottobre 2002) a firma di Edoardo Segantini
aiuta a chiarire alcuni aspetti della situazione.
Il ministro Questo,
in sintesi, il parere del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. "Le
regole vanno fissate per assicurare il divieto di diritti di esclusiva nell'installazione
delle infrastrutture radio e per consentire un accesso non discirminatorio alle
reti e ai servizi di comunicazione elettronica. Questo per garantire condizioni
di piena concorrenza tra operatori e pari opportunità tra i servizi quando
le reti WLan riguardano luoghi aperti al pubblico come gli aeroporti, i centri
commerciali e altri esercizi pubblici. L'armonizzazione delle regole consentirà,
infine, a tutti gli operatori di organizzare politiche commerciali coerenti e
assicurerà ai cittadini libertà di scelta."
Il
consulente
Nel seguito si riporta la sintesi del parere di Guido Salerno, direttore
della Fondazione Ugo Bordoni.
"Chi installa antenne negli hot spot dovrà accettare
il traffico prodotto da chiunque, a beneficio del cliente. Il quale, per
esempio, dovrà poter passar da un operatore Wi-Fi di un aeroporto
all'operatore di un altro usando la stessa tessera.
Inoltre chi installerà antenne Wi-Fi non potrà discriminare
altri operatori di telefonia Umts.
I vari passaggi saranno pagati ai diversi operatori come oggi si fa con
il roaming tra i diversi gestori di telefonia mobile."
Sullo stesso argomento leggere anche:
WiFi vera rivoluzione?
Il
mercato WiFi in Italia
Umts
e WLan | |