Accelerazione d’impresa
Il caso di
Dynamic Fun e Torino Wireless

Torino Wireless, fondazione attiva nel sostegno della ricerca e nello sviluppo di imprenditoria tecnologica, realizza la prima iniziativa di accelerazione d’impresa, entrando nel capitale di Dynamic Fun, società che si occupa di progetti e tecnologie wireless e multimediali ospitata nell’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P).

Dynamic Fun, forte delle piattaforme e tecnologie proprietarie sviluppate, si pone verso 3 macrosettori del wireless:

  • 1) l’entertainment, per cui ha vinto il primo premio per il “best mobile game 2003” e dove vanta clienti quali Panini, Lycos, Digital Bros, Gsmbox. Dynamic Fun sviluppa giochi originali multiplayer basati su tecnologia java che permettono a centinaia di utenti di giocare insieme tramite il proprio cellulare;
  • 2) il business, soprattutto la logistica, dove ha acquisito come maggiore cliente Number 1, centrale logistica del Gruppo Barilla, per il quale ha realizzato una soluzione basata su terminali Nokia di fascia bassa per permettere ai trasportatori di scambiare informazioni e esiti di consegna in tempo reale;
  • 3) il marketing e il CRM, dove realizza progetti volti a raccogliere e profilare dati di consumatori tramite i nuovi media quali soprattutto Internet e i cellulari.

E’ passato circa un mese dall’ingresso di Torino Wireless nel capitale di Dynamic Fun e si possono già vedere i primi risultati: su tutti la volontà di investire in ricerca tecnologica e definire nuovi prodotti e servizi innovativi.

In un’economia stagnante è necessario non chiudersi su sé stessi ed investire in ricerca, in qualsiasi settore merceologico. Il vantaggio competitivo delle PMI è la forza di essere flessibili e di innovare e innovarsi continuamente per rimanere sempre in vantaggio rispetto al mercato.
Ogni PMI vorrebbe quindi avere a disposizione budget da destinare alla ricerca precompetitiva ed industriale che permetta di creare ed accumulare vantaggi concreti futuri, senza doversi tuttavia preoccupare dei conti nel breve periodo.

La volontà di Torino Wireless nell’ingresso in Dynamic Fun è un nitido esempio di investimento per sostenere il vantaggio competitivo: una iniezione di capitali e di fiducia da spendere in ricerca, in un campo come il wireless dove tutto è ancora aperto e da definire, dalle tecnologie ai modelli di business, e la vera forza progettuale di un’Azienda risiede nel know how tecnico-gestionale che si ha a disposizione nell’affrontare progetti che, nella maggior parte delle volte, non sono standard e non hanno benchmark a cui far riferimento.

"Dynamic Fun, come in generale le PMI italiane, deve necessariamente riuscire a sostenere lo sforzo di competere su un terreno sempre più globale che impone livelli di preparazione elevati (l’aggiornamento professionale è la realtà quotidiana) e continue “ottimizzazioni” del processo produttivo - dice Stefano Colonna, AD di Dynamic Fun -
L’informatica di questi anni sta iniziando a subire, oggi in Italia come avviene già da tempo negli USA, l’abbattimento del costo del lavoro dovuto alla facilità con cui è possibile esternalizzare lo sviluppo in paesi quali India, Cina, Estonia, dove gli skills sono adeguati e i costi risibili. Lottare quindi per andare contro a quello che è l’andamento globale e il trend futuro sarebbe come combattere contro un mulino a vento e le Aziende, che per mestiere devono generare a regime ricavi superiori ai costi, non possono permettersi scelte sbagliate."

La strategia vincente è sicuramente quella di concentrare la vera ricchezza aziendale, soprattutto per chi è nel campo dei servizi e quindi slegato dalla produzione fisica, nelle funzioni chiave che difficilmente potranno essere portate all’esterno e dove il costo del lavoro è inferiore e cioè:
- la vision strategica e il vantaggio competitivo peculiare di ogni Azienda;
- il top management;
- l’investimento in R&D;
- l’accesso ai capitali (di rischio, industriali e di business angels)

L’ingresso di Torino Wireless nel capitale di Dynamic Fun deve quindi essere letto in questo modo: la possibilità di sostenere tramite capitali l’investimento in R&D utile a definire e mantenere il vantaggio competitivo. In più con un occhio allo sviluppo del Network commerciale, costante cruccio delle PMI, e dell’avvicinamento al mercato dei capitali di rischio in grado di ampliare gli orizzonti competitivi.

Stefano Colonna

 

Torino, maggio 2004.