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Larga banda e politiche di sviluppo

Dal rapporto
"Politiche di sviluppo del mercato
dei contenuti digitali e dei servizi"
Ministro per l'Innovazione e le tecnologie
Centro Studi - dicembre 2004
Il rapporto é costituito da oltre 60 pagine contenenti tavole e grafici.
Il suo scopo é quello di dimostrare come gli investimenti sino ad oggi effettuati sulle infrastrutture di larga banda rischiano di essere vanificati se non vi é un indirizzo delle tematiche legate ai contenuti digitali e ai servizi.
I cambiamenti cross settoriali e la ridefinizione della catena del valore sono altrettanti stimoli. Mentre Ocse e UE raccomandano di promuovere politiche di incentivazione per il mercato dei contenuti.

I consumi on-line

L'Italia risulta abbastanza in linea con il resto dell'Europa per quanto riguarda le attività degli utenti in rete. Come si nota dalla tavola a destra, la percentuale di impiegago per i clienti italiani é maggiore per la musica e l'intrattenimento ed é minore per i servizi finanziari e per lo shopping.
E' difficile prevedere gli sviluppi futuri del mercato dei contenuti digitali per un settore che é al primo stadio di sviluppo.
A livello mondiale si stima che, a parte una fase embrionale caratterizzata da giochi e animazioni, questa industria potrà assumere valori significativi a partire dal 2007.

L'incremento medio annuo del giro di affari tra il 2002 e il 2010 potrebbe essere il seguente:
- giochi: + 20%
- animazione: + 12%
- contenuti su mobile : + 47%
- e-learning: + 26%
- publishing e musica: + 43%.

Rispetto a questa proiezione, la posizione degli attori del mercato italiani é favorevole soprattutto per la produzione di contenti relativi alla comunicazione mobile e per i servizi di e-learning, se sostenuti da investimenti pubblici.

L'offerta

Sul fronte dell'offerta, i broadcaster guardano con crescente attenzione alla richiesta di interattività rispetto al minor tempo trascorso dagli utenti davanti alla televisione tradizionale.
Inoltre i produttori di contenuti li offronto su una gamma più ampia di supporti digitali, mentre gli operatori delle reti si propongono di sfruttare nel modo più opportuno le sinergie ed i produttori di apparecchiature cercano di avere soluzioni sempre più integrate nei contenuti e nella loro fruibilità.
Con la disponibilità di nuovi device (destinati soprattutto al mercato consumer) le industrie verticali - televisioni e giornali - saranno interessate dagli sviluppi di attività cross settoriali.

L'accesso ai contenuti attraverso il canale a larga banda può avvenire:
  1. da un service provider, con accesso centralizzato da un sito e in modalità video on demand,
  2. attraverso l'ISP, con accesso al proprio portale
  3. da un operatore di telecomunicazioni, con uso di connettività e contenuti vas,
  4. con sistemi pear to pear, in cui gli stessi utenti si scambiano liberamente i contenuti di loro interesse.
Il primo caso di accesso sopra riportato é sostenuto dai produttori di contenuti, ma ad oggi ha come successo più evidente solo quello della distribuzione di musica in formato MP3.
Il costo per download varia da 1 a 5 euro.
Il terzo caso prevede un servizio integrato di tipo telefono + internet+ televisione ed ha già interessato un bacino significativo di utenti , soprattutto nelle aree di maggiore concentrazione.

In Italia vengono in breve evidenziate queste forze in gioco:
- il mercato dei media tradizionali (es. tv e  radio) gode di una ripresa dei budget in pubblicità,
- nelle telecomunicazioni l'offerta degli operatori mobili produce utili e le reti fisse si stanno rivitalizzando.
Il rapporto suggerisce all'offerta:
- interventi sull'informazione per ridurre l'incertezza sul ritorno de
gli investimenti,
- supporto alla R&D con finaziamenti su progetti specifici,
- creazione e sviluppo di centri di eccellenza sui contenuti multimediali.