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MONDO WIRELESS 2003 |
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Il convegno
“Wi-fi e Umts: complementarietà o antagonismo”, organizzato
dal Il Sole 24 Ore a Milano (13-14 maggio 2003) è stato aperto
dalle relazioni di: Bernd Langeheine della Commissione Europea; Gianluca
Petrillo, consigliere del Ministro delle Comunicazioni; Anders Lindblad
di Ericsson Telecomunicazioni; Giorgio Pucci, AD Nokia Italia; Stefano
Pileri, DG Telecom Italia e Claudio Bassoli, direttore strategie investimenti
e alleanze Cisco Italia.
E' emersa una convergenza tra le tecnologie, tra Wi-Fi e cellulare
Umts, mentre si sollecita la rapida adozione della normativa: lo sviluppo
degli hot spot in Italia è frenato dalla mancanza di regole.
La
comunicazione wireless rappresenta una punta angolare della società
dell'Informazione ed avrà un ruolo ancora più importante
con l'allargamento ad Est dell'Unione Europea in quanto renderà
possibile comunicare anche in aree meno sviluppate. Per quel che riguarda
l'Umts, Bernd Langeheine della Commissione Europea,
afferma che il 3G ha suscitato molto interesse, ma ha sollevato diversi
problemi, se si tiene conto dei numerosi ritiri di operatori che erano
riusciti ad aggiudicarsi le licenze e del ritardo nel roll-out della
rete nei diversi stati membri. Dal punto di vista normativo la Commissione
ha a disposizione diversi livelli di azione: agire per armonizzazione
le diverse normative nazionali e regolamentare il mercato.
L'armonizzazione è importante, ad esempio, per uniformare le
condizioni poste agli operatori per il dispiegamento della rete nei
diversi stati membri, anche se ci sono questioni, come la condivisione
dei siti, di competenza delle autorità nazionali e sulle quali
quindi non si può intervenire.
La normativa sul mercato, invece, ha ragione d'essere precisa perchè
occorre gestire l'uscita dal monopolio in diversi Stati membri. Il
quadro normativo si basa su alcuni principi, quello della neutralita
tecnologica e sull'intento di dettare norme più precise negli
Stati con un basso livello di concorrenza (meno di 3 operatori); a
tal proposito la Commissione ha identificato 18 mercati per studiare
all'interno di ognuno di essi l'eventuale presenza di un operatore
dominante.
Per quel che riguarda le R-Lan, non sono da considerare in concorrenza
con l'Umts, perchè si tratta di tecnologie usate in contesti
diversi, per accedere ad internet la prima, per comunicare in mobilità
la seconda. L'attività della Commissione in tema di spectrum
policy inoltre è appena stata avviata con la costituzione del
"Radio Policy Spectrum group" con l'intento di dettare regole
per una gestione efficiente di una risorsa scarsa come lo spettro;
favorire la concorrenza e lo svilupo di nuovi servizi; assicurare
l'interoperabilità delle diverse piattaforme. |
Gianluca
Petrillo del Ministero delle Comunicazioni ha sottolineato il ruolo
delle diverse tecnologie sul livello di alfabetizzazione telematica del
paese.
Per l'Umts in particolare si attendono tariffe diverse dalle attuali, cioè
basate ancora sul modello "flat", ma comprensive dell'accesso
ad internet.
Anche il Ministero dell Comunicazioni come L'Unione Europea, non considera
il Wi-Fi come un concorrente dell'Umts perchè offre servizi rivolti
ad un diverso bacino di utenza. Sulla definizione del regime d'uso, il Ministero
ha atteso l'esito di una consultazione con la Commissione Europea che ha
indicato le linee guida. Il Governo non concederà licenze individuali,
ma rilascerà autorizzazioni generali il
cui costo sarà legato alle sole spese amministrative.
| Il
Wi-fi si pone anche come uno degli strumenti che consentirà
alle aziende di ridisegnare i processi aziendali e avrà un
impatto sul modo in cui le aziende faranno lavorare i propri dipendenti
perchè, come ha spiegato Claudio Bassoli di
Cisco, permette di accedere direttamente su IP, il protocollo sul
quale viaggia gran parte della comunicazione aziendale.
Il fenomeno della mobilità dei lavoratori è ormai consolidato,
ogni anno sono 280milioni le persone che viaggiano per lavoro e, ad
esempio, l'accesso ad internet influisce sulla scelta dell'albergo
nel 29% dei casi. Sulle prospettive del Wi-Fi basti notare che il
50% delle grandi corporation ha in programma lo sviluppo di una WLan
al proprio interno. |
Per Anders
Lindblad di Ericsson, l'importanza del contenuto del servizio,
altamente personalizzato nell' "internet mobile" impone la revisione
degli attuali modelli di business e la nascita di una nuova filiera dell'offerta
con nuovi attori: l'Aggregatore che permette attraverso il network roaming
che i diversi contenuti siano veicolati all'utente finale; gli operatori
mobili che garantiscono la diffusione del servizio perchè hanno la
customer ownership; i Wisp che trovano le location; e, infine, i wireless
owner.
L'importanza del modello di business è stata sottolineata anche da
Giorgio Pucci di Nokia, per il quale le WLan avranno successo se
offerte assieme ai servizi. Occorrerà garantire, come ad esempio
ha fatto Sonera, la possibilità di connettersi con un unico abbonamento
ad una rete rete Gprs, Dsl o Wi-fi a seconda del luogo in cui l'utente si
trova. Non vi è possibilità, quindi, per i Wisp di fare business
con i soli Hot spot.
La
tavola rotonda seguita agli interventi dei relatori ha avuto come
tema l'antagonismo tra Umts e Wi-Fi.
Secondo il punto di vista di Marco De Benedetti AD
di Tim, l'operatore deve coniugare le diverse risorse a sua disposizione
per offrire servizi alla clientela in modo indipendente dalla tecnologia
sottostante, ciò significa anche che in futuro i gestori mobili
avranno la loro rete Wi-Fi ed avranno accordi di roaming con altri
operatori.
Un esempio di possibile convergenza tra tecnologie è dato dall'acquisizione
di Megabgeam da parte di Telecom Italia. Stefano
Pileri ha spiegato l'interesse di Telecom Italia per il Wi-Fi
perchè considerato una interessante estensione dell'offerta
broadband Dsl.
Il Wi-Fi è legato a due modelli di business: il modello wireless
data o internet mobile - in cui l'operatore mobile deve assicurare
il roaming tra le due reti con la stessa card - e il modello della
banda larga, che è quello perseguito da Telecom Italia.
Altra riflessione interessante emersa dal dibattito rigurda l'importanza
dei terminali nel favorire il content delivery e l'integrazione tra
le diverse tecnologie, ma occorre una standardizzazione che consenta
ai vendor di operare in condizioni profittevoli. |
Dalla
teoria alla pratica.
La tavola rotonda a cui hanno, tra l'altro, partecipato esponenti
di Tim, Ibm e Italtel, ha fornito qualche interessante riflessione.
- con il wireless occorre ripensare al lavoro interno ed esterno e
spesso le stesse aziende non conoscono le reali esigenze dei loro
utenti finali
- i progetti pilota dovrebbe consentire almeno di individuare i profili
di utenti standard (es. manager, venditori, installatori, manutentori)
e sceglierne uno prioritario
- i progetti wireless possono evidenziare i vincoli prodotti dalla
necessità di organizzare bene la system integration e, quindi,
l'impatto sul sistema informativo aziendale non sempre è basso.
- spesso occorre fare un extra budget e un relativo business plan
(con analisi delle esigenze); occorre sempre definire e tener sotto
controllo nel tempo il ROI. |
Mobilità
a 360°
Dalle presentazioni di Cisco Systems sono state raccolte
alcune considerazioni.
La produttività delle aziende dipende da quella dei "lavoratori
della conoscenza", ma i driver dello sviluppo sono diversi. Di
fronte a diverse soluzioni tecnolgiche, si assiste ad una crescente
difficoltà di confinare l'azienda in una sede unica (remotizzazione
del posto di lavoro) e nella necessità di fornire servzi anche
per chi si ospita guest off-line). La proposta di Cisco è la
"compatible extension".
Premsso che i tempi di introduzione dei servizi wireless possono essere
più veloci di quello che ipotizzano alcuni analisti, le arre
di intervento sono tre: 1) migliorare le vendite, 2) incrementare
la produttività e 3) contenere i costi. Interessanti i risultati
di un pilot interno (es. due ore di incremento di produttività
alla settimana), ma va curato l'help desk, anche con una newletter.
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| La
sessione pomeridiana di mercoledì 14 maggio è stata
dedicata al Wireless Supply Chain Management ed
in particolare alla logistica.
Otello Azzali di Intermec ha
citato i trasporti e il retail, come i settori nei quali si assiste,
in Europa, al maggiore sviluppo di applicazioni di logistica wireless
ed ha anche riportato un dato sul ritorno dell'investimento nel
wireless nei magazzini delle fabbriche, misurato tra i 6 ed i 18
mesi.
Si è quindi parlato dei device più adatti, caratterizzati
dalla convergenza in un unico dispositivo di diversi standard radio
(Gsm/Gprs, 802.11x, Cdma, Bluetooth,...)
e di diverse funzionalità (voce, raccolta dati, agenda, ...).
Andrea Aparo dell'Università la Sapienza
di Roma, ha posto come monito il fatto che le aziende, prima di
dotarsi di una soluzione wireless devono conoscere i propri processi
con i relativi punti critici e capire come si possono integrare
con quelli dei propri fornitori.
L'esperianza di soluzioni di logistica wireless è stata raccontata
da Luigi Orlandini di Artoni Trasporti e Antonio
Findanno di Ups.
Nel primo caso il wireless si è rivelato un efficace strumento
di aumento della produttività misurato con la crescita dell'utile
del 15%, del fatturato del 6% e del numero di colli movimentati
del 15%.
Nel secondo caso, il wireless è oggetto di notevoli investimenti
(120 Mln di $ in 5 anni) con l'obiettivo l'abbatimento dei costi
di distribuzione e di gestione del magazzino.
Si è parlato anche di tracking delle spedizioni, da considerare
non solo un mezzo per aumentare l'efficienza aziendale, ma sopratutto
come
un nuovo servizio da offrire al cliente e come nuovo strumento di
customer care.
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