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Mobile
Virtual Network Operators
A
fine giugno 2000 si è tenuto a Londra il convegno internazionale
"Mobile Virtual Network Operator", organizzato da Ibc.
Nel seguito riportiamo alcune note derivanti dalle presentazioni.
Un Mobile Virtual Network Operator
è un operatore di telefonia mobile che:
-
offre propri servizi a valore aggiunto ai clienti;
- dispone
di un proprio codice di rete mobile;
- distribuisce
proprie Sim card;
- gestisce
Mobile Switching Center e Hlr;
-
gestisce in modo indipendente pricing e brand;
- non
dispone però di frequenze proprie, e si appoggia in tal
senso all'infrastruttura di altri operatori con i quali ha stipulato
accordi commerciali.
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| Il
possibile posizionamento di un operatore virtuale nella value chain...
(Fonte One2One) |
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...e
le differenze tra un Mvno e le altre tipologie di operatori
(Fonte Ovum) |
La domanda
che ci si può porre, a questo punto, è legata al punto
di vista degli operatori di rete che hanno investito in un'infrastruttura
di accesso: perchè dovrebbero valutare una partnership con
un operatore di questo tipo?
L'operatore inglese One2One, che ha concluso un agreement con
l'operatore virtuale Virgin Mobile, sintetizza nei seguenti punti le
motivazioni alla base dell'accordo:
- Contributo
alla crescita nell’utilizzo della rete;
- Sfruttamento
migliore della capacità in eccesso;
-
Incremento della penetrazione nei diversi segmenti di mercato
-
Ingresso in mercati non raggiunti dal brand dell’operatore
-
Incremento di capacità distributiva
Ovviamente,
il rapporto tra un operatore mobile (Mno, Mobile network operator)
e un Mvno deve aggiungere valore ad entrambe le parti: in
generale, maggiore
è la differenza tra i posizionamenti di mercato di Mvno e Vno, e
maggiore è la possibilità per il Mno di mantenere e controllare tale
differenza, maggiore è la possibilità di giungere ad un accordo
(a
volte può essere necessario creare una relazione a livello di capitale
proprio tra le parti per rinforzare la parthership e creare valore economico
condiviso)
.
Alcune tre le domande che un operatore mobile dovrebbe porsi nel
momento in cui deve considerare la possibilità di un agreement
con un operatore virtuale sono le seguenti:
1.
In che modo l'operatore virtuale aggiunge valore all'operatore mobile?
2. L’incremento di valore generato dalla crescita del traffico/revenue
supera la limitazione dello stesso dovuta al fatto che i nuovi clienti
sono fuori dal controllo dell'operatore mobile?
3. Il posizionamento dell'operatore virtuale è complementare
o competitivo in temini di brand, segmento target, distribuzione?
4. Come può, a tal proposito, l'operatore mobile assicurarsi
che il posizionamento del Vno non cambi nel tempo assumendo un carattere
più competitivo?
5. Quali sono le condizioni per l’accesso del Vno alla rete?
Mentre
le domande che invece dovrebbe porsi la controparte VMO potrebbero
essere:
1. Il
mercato è attrattivo per un operatore virtuale?
2. Quali sono le caratteristiche del mercato in termini di dimensioni
attuali e potenziali e di revenue medio?
3. Come è e come varierà nel tempo il rapporto tra numero
di Mno e numero di Vno presenti sul mercato?
4. Altri operatori virtuali potranno entrare facilmente sul mercato?
5. La forza del marchio e la capacità distributiva possono essere
sostenute nel tempo?
6. Che condizioni di accesso pone l'operatore mobile?
Si tratta
in altri termini di un delicato bilanciamento. Da una parte si hanno
potenziali vantaggi quali:
-
Utilizzo migliore della rete
- Economie
di scala
- Maggior
capillarità nella distribuzione
- Più
clienti sulla rete
- Aumento
del mercato/ampliamento del target
- Generazione
di valore
mentre,
come rovescio della medaglia, esistono rischi di:
- competizione
con un partner
- cannibalizzazione
di clienti
- suddivisione
diseguale delle share
-
congestione di rete
Nel contesto
attuale di mercato si possono riscontrare una serie di "driver"
a favore dell'ingresso degli operatori virtuali:
primo tra
tutti un "supporto implicito" da parte della autorità di regolamentazione;
inoltre la
domanda da parte degli utenti per operatori paneuropei in grado di
differenziare la propria offerta di servizi a valore aggiunto appare
in forte e costante crescita;
gli operatori
virtuali possono poi costituire una "corsia preferenziale"
per gli operatori di rete fissa in un'ottica di integrazione fisso-mobile.
Esistono naturalmente anche delle barriere:
- resistenze
da parte degli operatori "reali" MNO
- elevati
costi da affrontare per
marketing e customer acquisition
- incremento
della competizione e avvicinamento della saturazione del mercato
- business
case legato al prezzo da pagare all’operatore reale per
l’airtime
- scarsità
degli interventi concreti dell’autorità a
supporto della nascita degli operatori virtuali.
Un
primo caso reale
Virgin Mobile è stato il primo operatore virtuale nel
Regno Unito.
In joint venture con One2One, dispone di proprie Sim card e di un proprio
Mobile network center.
Gestisce in proprio anche billing e customer service ed ha acquisito
75.000 clienti nel primo mese di attività.
La strategia annunciata è quella di sfuttare la notorietà
del marchio Virgin per guadagnare quote di mercato nell’m-commerce.
Per quanto riguarda i possibili fattori di successo, Virgin Mobile dichiara
di puntare su un pricing aggressivo, sulla proposta a dei migliori terminali
sul mercato e, ovviamente, sui servizi a valore aggiunto
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