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PROSPETTIVE STRATEGICHE E RUOLO DELLE INFRASTRUTTURE NELLE TLC
Giornata di studio dedicata a “Telecomunicazioni, Innovazione Tecnologica, Protezione Ambientale”,
organizzata da Elettra 2000 e ARPA Lombardia.
di Ezio Costa
Percepire e comprendere la trasformazioni che sono in atto nella Società dell’informazione è un tema di grande attualità, ha sottolineato dalle prime battute l’Ing. Mario Frullone, Presidente del Consorzio Elettra 2000.
Occorre valutare l’eventuale sostenibilità di una modifica alle infrastrutture: il confronto dei dati relativi al primo semestre degli ultimi tre anni mostra che il traffico voce occupa una posizione predominante sia per i servizi di rete fissa che per quelli di rete mobile. Tuttavia un trend di crescita decisamente maggiore si riscontra nei servizi dati e nei VAS (servizi a valore aggiunto, che includono ad esempio gli sms) sulla rete mobile.
Un altro ambito di notevole interesse e crescita è rappresentato dalla TV digitale, sia satellitare che terrestre.
Parallelamente a questi aspetti è stata evidenziata quella che potrebbe rappresentare una sfida agli operatori di rete fissa, ossia la convergenza tra reti fisse e mobile, tenendo conto che, da quanto è emerso, il 70% delle chiamate da terminali mobili sono fatte in ambiente indoor.
Questa possibilità può diventare concreta tramite la tecnologia Unlicensed Mobile Access (UMA) che grazie all’uso di un terminale dual mode e a VoIP (Voice over IP) consente il roaming e l’handover tra rete radiomobile e la rete locale Wi-Fi senza licenza. In particolare qualora un terminale abilitato per UMA si trovi al di fuori dell’area servita dalla rete wireless a cui è connesso, UMA Network Controller (UNC) facilita il roaming alla rete radiomobile in maniera trasparente per l’utente (nella figura seguente si trova una rappresentazione grafica del sistema) [1]. Così pure una chiamata voce su GSM oppure una sessione dati via GPRS può essere automaticamente instradata su una rete di accesso libera qualora sia disponibile,senza interruzione del servizio.

Una tale offerta, che ora è in via di standardizzazione, in maniera aperta da parte dei costruttori, necessita di regolamentazioni e della definizione degli ambiti di competenza degli operatori mobili.
La tecnologia Wi-Fi rappresenta, in questo modo, un anello insostituibile, a livello di access network, verso la convergenza.
Le tecnologie che consentono la convergenza delle reti trasformeranno la struttura delle reti stesse: non vi saranno più infrastrutture duplicate e affiancate come nell’attuale modello che vede reti Gsm, Umts, Gprs affiancate alla rete fissa.
Il paradigma verso cui ci si sta orientando, sottolinea Valerio Zingarelli esperto di strategie delle telecomunicazioni, è quello di una rete che si sviluppa su strati orizzontali: composta dai terminali, da una backbone IP (internet protocol) e dai server di rete, ovviamente semplificandone al massimo la descrizione.
Per quanto riguarda l’evoluzione dei terminali mobili, la case costruttrici puntano su un’elevata capacità di memoria (dell’ordine di alcuni Gbyte) ed un display di alta qualità e definizione (400x530 pixel e 16 Milioni di colori).
In questo contesto, gli operatori mobili, che hanno le potenzialità per offrire servizi del tutto simili a quelli fissi in termini di prestazioni, seguono la strada degli investimenti.
La terza generazione (piattaforma 3G) del radiomobile, si avvia verso il potenziamento grazie all’upgrade HSPDA (high speed data access) [2] che consentirà prestazioni uguali a UMTS, per internet broadband e video conferencing, consentendo picchi di velocità in downlink fino a 14Mbps, notevolmente superiore all’attuale di 384 Kbps.
Con la corsa ad aumentare la velocità di trasmissione dati sulla telefonia mobile (fino a raggiungere bit rate comparabili con quelli di Wi-Fi e Wi-Max) verrà eliminato il collo di bottiglia presente oggi in questa tecnologia, consentendo l’apertura verso nuovi servizi quali la TV mobile.

A proposito di TV digitale ad alta definizione sono stati fatti notevoli passi avanti, illustrati nel convegno dalla mano esperta dell’Ing Tonio Di Stefano, della Direzione Strategie e Tecnologia RAI.
Lo standard DVB-H (Digital Video Broadcast - Handheld) [3]-[4] che permette la comunicazione televisiva verso dispositivi mobili apre la via alla convergenza del radiomobile con il broadcasting. Sul piano tecnologico DVB-H è lo standard che permette alla televisione di arrivare direttamente sui cellulari combinando gli standard del video digitale con l’internet protocol: suddividendo i contenuti in pacchetti di dati che potranno essere trasferiti sul cellulare e rimandati all’utente.

Quale la previsione sui possibili utenti? Aumentano in Europa gli utenti che pagano per vedere la televisione ossia per scegliere singoli programmi pay-per-view, di conseguenza gli operatori dichiarano di voler portare la TV su broadband entro due anni.
Accanto ad offerte di video on demand legate a connessioni di tipo ADSL, si affiancheranno quelle su piattaforma 3G: numerosi e soddisfacenti gli studi e le sperimentazioni portati avanti dalla Nokia e dalla stessa RAI in un test site a Torino, rivolto a DVB-H.
Naturalmente le cifre che gli operatori mobili dovranno versare alle televisioni per i contenuti sono assai elevate (si parla di 50-70 mln di euro), il passo risulta essere impegnativo e richiederà un’accurata definizione.

Il fermento portato dall’innovazione tecnologica si scontra con la realtà di costruire infrastrutture.
Un studio sperimentale condotto dalla Fondazione Ugo Bordoni (che fa parte del consorzio Elettra2000) su un’area urbana del comune di Bologna ha posto come obiettivo quello di confrontare, sia sul piano della copertura che su quello delle emissioni, l’utilizzo micro celle con la copertura tramite macro celle.
Questo studio ha dimostrato l’impossibilità di coprire il territorio con un numero di micro celle tale da garantire un’ottima copertura ovunque, senza superare il livello di 6 Volt a metro consentito dalla normativa vigente per il campo irradiato. Questo risultato appare ovvio solamente dopo la sua effettiva realizzazione e ha portato a risultati di notevole importanza pratica.
Il settore delle telecomunicazioni risulta dunque indeciso tra due strade: orientarsi verso i servizi di commodity o potenziare le infrastrutture.
E’ chiaro ormai che ogni operatore non può dotarsi di una rete gap filler (ossia di copertura capillare) ma deve orientarsi verso soluzioni basate su infrastrutture condivise. In particolare le reti Wi-Fi verranno utilizzate per garantire l’accesso nell’ambito locale e indoor.
In questo scenario, gli operatori fissi potranno dunque migliorare la propria offerta, sfruttando le infrastrutture esistenti , fornendo servizi che gli operatori mobili difficilmente sono in grado di fare.


Per ulteriori informazioni e documentazione sugli interventi del convegno consultare la pagina:
http://www.elettra2000.it/scienza/relatori12dicembre.htm (all’interno del sito del consorzio Elettra2000)

APPROFONDIMENTI:
[1.] Informazioni su UMA sul sito: http://www.umatechnology.org/overview/index.htm
[2.] Approfondimenti su HSPDA: http://www.3gnewsroom.com/3g_news/dec_04/news_5314.shtml
[3.] Per approfondimenti su DVBH: http://www.dvb-h-online.org/
[4.] Informazioni su DVB: http://www.dvb.org/