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WI-FI:
UNA VERA RIVOLUZIONE DIETRO L'ANGOLO ?
 
 Riflessioni suscitate da una manifestazione dedicata alla tecnologia che è stata definita "il fenomeno tecnologico dell'anno".


di Dario Margiotta

Il fenomeno di fine 2002, che sta risvegliando il mondo della ICT dal torpore che lo ha pervaso durante quest'anno, si chiama Wi-Fi, ovvero Wireless Fidelity.
Quando si parla di Wi-Fi si intendono le WLAN (Wireless LAN) ed in particolare le reti wireless che fanno propria la raccomandazione IEEE 802.11b, che rientra nel gruppo di raccomandazioni di IEEE conglobate sotto la numerazione di 802.11.
Le reti wireless che seguono questa raccomandazione permettono di collegare, senza l'ausilio di cablaggio, un apparato mobile con dispositivi chiamati Access Point, che, a loro volta, sono collegati in maniera cablata con la rete sulla quale risiedono i Server che contengono applicazioni e dati dell'intero sistema.
In questo modo la Wireless LAN risulta essere il prolungamento naturale di una normale rete LAN e l'utente ha la possibilità di accedere ai servizi interni alla propria realtà societaria o ad Internet, senza il vincolo di collegamenti fisici.
Ciò può avvenire sia da postazioni private (come, ad esempio quelle situate all'interno della propria azienda), che da postazioni pubbliche, che prendono il nome di hotspot.

IL fenomeno Wi-Fi sta coinvolgendo in particolar modo gli Stati Uniti (luogo di nascita di questa tecnologia), ma si sta rapidamente espandendo anche nel resto del mondo e, quindi, anche in Italia.
Il 13/11/2002 si è svolta a Milano, presso lo Starhotel Business Palace, la manifestazione "WLAN Business Forum 2002", avente il significativo sottotitolo di "The Wi-Fi revolution".
La manifestazione, organizzata dalla rivista Wireless, con il patrocinio di ANIE, ha visto la partecipazione di importanti realtà nell'ambito delle reti senza fili, quali ad esempio Megabeam, Albacom, Cisco, IBM, D-Link, Psion Teklogix, HP e Toshiba, insieme ad altre società che hanno puntato la loro presenza sui workshop pomeridiani, anziché sulla sessione plenaria mattutina.

Come si può notare dai nominativi sopra riportati, le società partecipanti al Forum erano rappresentative di un vasto insieme di settori complementari del mondo telecom (Wireless ISP, carrier, produttori di software, produttori di hardware).
Da segnalare anche la presenza del Comune di Vicopisano, che ha illustrato una propria applicazione con tecnologia Wi-Fi e come essa possa essere di aiuto per tutte quelle realtà locali non raggiunte da reti cablate a larga banda e che, in questa maniera, possono creare una comunità informatica all'interno del comune e collegarsi con reti ad alta velocità che, per motivi di scarso ritorno d'investimento per i carrier, non lambiscono queste località.
La diminuzione del digital divide e l'applicazione del concetto di e-democracy risultano essere le vere finalità di questa rete.

Le parole introduttive, in qualità di organizzatore della manifestazione, sono spettate ad ANIE, che ha sottolineato la vitalità del settore ICT, proprio perché esistono innovazioni come il Wi-Fi.
La speranza è che questo fenomeno non venga attenuato da problematiche legate alla banda di trasmissione, normative più stringenti di quella attuale, discussioni su possibili rischi ambientali e (dulcis in fundo!) eventuali balzelli finanziari.

Dagli interventi degli oratori, in rappresentanza delle rispettive società, sono arrivate le considerazioni che formeranno il contenuto delle prossime righe di questo scritto e che saranno riportate in maniera indipendente da chi le ha esposte, avendo questo intervento lo scopo di offrire una panoramica sul Wi-Fi in generale e non dal punto di vista della singola società impegnata in questo campo.

È opinione comune che il boom del Wi-Fi (almeno negli USA) sia spiegabile soprattutto con una volontà di un nuovo modo di vivere il lavoro sia all'interno che all'esterno della propria azienda: potere, quindi, lavorare realmente secondo il concetto di mobile office.
La dimostrazione di ciò sta nel fatto che, da un'indagine realizzata, gli hotspot pubblici sono utilizzati soprattutto da manager tra i 35 ed i 55 anni che hanno necessità di lavorare in mobilità, con un sistema semplice, che garantisca loro l'accesso alla intranet della propria azienda ed al Web.

Ma il Wi-Fi non è visto come una tecnologia unicamente appannaggio dell'area pubblica, legata cioè al mondo del lavoro, ma anche di quella della sfera privata, in grado di sollevare il fruitore da ingenti spese e difficoltà di cablaggio.
Un punto di comune accordo è, infatti, quello che vede il Wi-Fi come una tecnologia di notevole rilevanza per il superamento di barriere altrimenti insormontabili con l'utilizzo delle normali reti cablate.

Un'altra opinione, molto condivisa tra gli intervenuti, è che questa tipologia di WLAN può essere la base sulla quale costruire servizi di utilità comune, sia nel campo lavorativo (per aumentare la produttività) che in quello privato (per facilitare le comunicazioni interpersonali).
Di conseguenza, l'approccio del Provider dovrà essere più quello di un WASP (Wireless ASP) che quello di un WISP (Wireless ISP).

Dal punto di vista squisitamente tecnico, è stato puntualizzato che la velocità reale di una rete wireless che rispetta la raccomandazione 802.11b è commensurabile tra 4 e 6 Mbps, al posto degli 11 previsti (molto dipende dalle collisioni tra i segnali e dall'ambiente nel quale viene realizzata la rete).
È comunque in fase di standardizzazione un nuovo protocollo (IEEE 802.11b+) che, grazie ad una tecnica di modulazione differente da quella dell'attuale protocollo, porta ad avere una banda di rete pari a 22 Mbps.

Dal punto di vista dell'infrastruttura, il Wi-Fi prende spunto dalle reti Ethernet, per portarle su connessioni wireless e, quindi, le problematiche con cui si affrontano le WLAN sono molto simili a quelle con cui, alcuni anni addietro, si affrontarono quelle delle LAN.
Tra queste, sicuramente una grande importanza riveste il problema della sicurezza, che in ambito wireless è amplificato, nei confronti delle reti cablate, in seguito al fatto che, con queste ultime, non è possibile delimitare in maniera precisa l'espansione della rete, in termini di area "coperta" dal segnale radio.
Purtroppo l'attuale protocollo (che prende il nome di WEP) non ha portato a risultati soddisfacenti, sia in termini di confidenzialità del dato che di sicurezza di autenticazione.
Per risolvere il problema, si sta studiando un nuovo protocollo (WAP), che dovrebbe produrre risultati più soddisfacenti in termini di garanzia di "privacy" di dati e connessione.

Un ulteriore punto che ha visto gli oratori assumere una posizione di concordanza è stato quello della sovrapposizione tra Wi-Fi e tecnologie 2.5G/3G per mobile, ovvero GPRS ed UMTS: è stato ripetuto, da più fonti, che questo overlap in realtà sia più ventilato che reale.
A tale proposito è stato ribadito che le WLAN dovrebbero essere utilizzate per download pesanti da svolgere in brevi sessioni, mentre il GPRS e l'UMTS sarebbero principalmente connesse con download leggeri ed in sessioni più lunghe, da realizzare magari mentre ci si sposta tra più hotspot.

Ma quali saranno, nel breve-medio periodo i principali utilizzatori del Wi-Fi? E quali servizi si possono prevedere?

Tra i principali utilizzatori del Wi-Fi, secondo le previsioni, si possono annoverare i seguenti:
- Imprese,
- Ospedali
- Scuole
- Supermercati
- Banche.

Esempi di servizi (qualcuno è già stato sperimentato con risultati soddisfacenti), per cui può essere utilizzata questa nuova tecnologia, possono essere:
- consultazione ed aggiornamento di cartelle cliniche
- movimentazione di un magazzino merci
- virtualizzazione di uffici ed aule corsi (con utilizzo di Wi-Fi e tecnologie di streaming Audio/Video)
- addebito automatico nell'ambito di un supermercato
- supporto ai processi operativi delle realtà aziendali
- automatizzazione della gestione della forza lavoro (work force automation)
- controllo di un parco automobilistico
- supporto ad attività logistiche.

Rimane sottinteso che quanto riportato nei precedenti punti è solo un piccolo spaccato di quanto si possa prevedere per il futuro del Wi-Fi e delle applicazioni ad esso legate: il resto è delegato solamente alla fantasia!

Un altro risultato ottenuto dall'esperienza, seppur breve, dell'utilizzo di WLAN al posto delle classiche reti cablate è quello del costo per user/employee: si è valutato che, nel caso di utilizzo di Wi-Fi, il costo è di alcuni ordini di grandezza inferiori.

È difficile prevedere quale sarà la "killer application" della mobilità, ma, forse in maniera un po' restrittiva e provocatoria, è stata indicata la posta elettronica.
I bisogni degli utenti odierni di WLAN vanno però nettamente al di là della necessità di usufruire soltanto di questa applicazione: si richiede di accedere alle informazioni che interessano, sempre, da qualsiasi posto ed in maniera device-independent.
Il wireless è la tecnologia, la mobilità è l'obiettivo.

A detta degli addetti ai lavori il "trattore" delle WLAN è rappresentato dall'insieme degli utenti di classe "business", ma in un futuro, soprattutto in caso di convergenza tra il mondo delle WLAN e quello della telefonia mobile di terza generazione, anche l'utente privato potrà essere un ottimo mezzo trainante per lo sviluppo di questa tecnologia e delle applicazioni ad essa legate.
Tuttavia, al giorno d'oggi, ciò non è facilmente prevedibile, perché la novità è ancora troppo fresca e perché variazioni normative potrebbero limitare l'utilizzo di reti basate su Wi-Fi, o comunque redirigerne l'impiego da parte degli addetti ai lavori.

Nel frattempo il via alle prime sperimentazioni in Italia è stato dato e, quindi, non resta che attenderne i primi risultati.


(*) Dario Margiotta, laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano, ha sviluppato una vasta e variegata esperienza nel settore della ICT, ricoprendo svariate funzioni. Attualmente svolge la propria attività lavorativa presso Sirti Sistemi S.p.A., in qualità di Technical Consultant nell'ambito di tecnologie innovative.

- Sullo stesso argomento consultare anche:

Le possibili regole per il WiFi

Il mercato WiFi in Italia

Umts e WLan