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L'Italia
dell'e-family
Convegno
di Federcomin e Federazione ANIE
Il 25 maggio 2005 Federcomin e ANIE hanno presentato
all’interno di un convegno su "L'Italia dell'e-family"
svoltosi a Roma, i dati dell’indagine condotta da Niche Consulting
sul livello di diffusione delle nuove tecnologie nelle famiglie Italiane
e quindi gli scenari e le tendenze della convergenza digitale in casa.
Sono
intervenuti:
Il Presidente di Federcomin, Alberto Tripi, e il Presidente della
Federazione ANIE, Gian Francesco Imperiali, che hanno introdotto i lavori.
Il professor Giancarlo Lizzeri di Niche Consulting; Enrico Bucci, direttore
relazioni istituzionali Cisco System Italy; Stefano Gastaut, direttore
strategie Vodafone Italia; Roberto Lisot, internal and external affairs
manager Philips; Giuliano Muratore, direzione innovazione e tecnologie
TIM. Ha moderato Antonio Calabrò, direttore Apcom ed è intervenuto,
con un commento sul Rapporto, Mario Morcellini, preside della Facoltà
di Scienze della Comunicazione dell'Università "La Sapienza"
di Roma.
I lavori sono stati conclusi dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie,
Lucio Stanca.
Il Presidente
di Federcomin, Alberto Tripi, ha dichiarato
La vera sfida non si gioca soltanto sulla rincorsa verso tecnologie più
sofisticate, ma sui servizi che devono : «L'utilizzo
delle nuove tecnologie nelle famiglie italiane conferma che l'accesso
alla Società dell'Informazione è sempre più vissuto
come una dimensione della vita. coprire l'intera gamma dei bisogni e degli
interessi dei cittadini. In questa direzione si aprono per le imprese
dell'ICT opportunità di mercato e di business ancora inesplorate.
La famiglia italiana è il banco di prova nel quale si misura la
capacità di un'offerta completa e innovativa».
Da parte sua, Gian Francesco Imperiali, Presidente della Federazione
ANIE, ha aggiunto: "La famiglia
italiana ha compiuto passi avanti significativi verso l'informatizzazione.
Ma il digital divide nelle famiglie è ancora troppo forte. Questo
da un lato mostra quanto spazio ancora esista per le tecnologie, i prodotti
e i servizi innovativi; dall'altro fa emergere con chiarezza come tutte
le componenti della convergenza debbano impegnarsi a fondo per garantire
alla e-family, intesa come nucleo fondamentale della società dell'informazione,
una informatizzazione completa: un ruolo fondamentale deve essere svolto
dalla scuola e questo ruolo ancora non emerge appieno. Il problema, ancora
una volta, è culturale. Ma la direzione di sviluppo è positiva".
I
dati più significativi (al 30 giugno 2004, con un aggiornamento
a febbraio 2005) del Rapporto "e-family 2005", realizzato in
collaborazione con Niche Consulting.
La diffusione
della piattaforma informatica in casa rallenta il passo...
Nel 2004 non si è ripetuta la crescita a due cifre, registrata
nell'anno precedente, per PC, Internet e ricezione satellitare (il cellulare
personale si era fermato poco sotto la soglia del 10%). Cellulare personale
e PC sono cresciuti del 5% circa, mentre Internet non ha raggiunto il
4% (3,7%). La Ricezione satellitare ha mostrato una performance migliore
(+16%), ma il tasso di crescita della Pay-TV, che risente ancora della
fase di passaggio alla gestione tecnologica e commerciale della piattaforma,
è ancora lento (+8,5%). Incrementi vicini al 50% sono stati evidenziati
dalla Foto-camera digitale e dal Lettore dvd video.
Raddoppiano
i collegamenti in banda larga
Sono raddoppiati i collegamenti in banda larga delle famiglie
(a giugno 2004 erano quasi duemilioni). Nelle famiglie italiane la diffusione
di banda larga ha raggiunto il 10%, con una distribuzione abbastanza omogenea
nel territorio, fatta eccezione per il Sud e le Isole dove scende al 7,5%.
La
posizione dell'Italia rispetto agli altri Paesi
Se fino al 2003 la famiglia italiana aveva recuperato posizioni
rispetto agli altri Paesi (Stati Uniti, Giappone, Corea, Regno Unito,
Germania e Francia), il 2004 ha registrato un peggioramento delle posizioni
per quanto concerne la piattaforma informatica (sia per il PC che per
Internet).
Per la Pay-TV non vi è stato ancora un recupero rispetto al forte
distacco che separa il mercato italiano da quello di altri Paesi.
I
driver della diffusione delle piattaforme tecnologiche in famiglia restano
essenzialmente tre:
- livello
di scolarità dei componenti adulti della famiglia;
- presenza
in famiglia di figli inseriti nel circuito scolastico;
- attività
lavorativa svolta da due o più persone.
Il
profilo della e-Family italiana
- si sforza
di essere tecnologicamente alla pari con le famiglie dei Paesi più
avanzati, anche se non sempre ci riesce;
- ha una
elevata disponibilità di spesa per le piattaforme digitali, con
una preferenza particolare per la telefonia mobile che colloca il nostro
Paese al top delle graduatorie;
- privilegia
soluzioni low-cost per le tecnologie digitali, prestando grande attenzione
al rapporto prezzo/prestazioni.
- considera
le principali piattaforme digitali diffuse oggi in casa alla stregua
dei media tradizionali più rilevanti: televisione e quotidiani.
I
dati sul digital divide
Il digital divide famigliare: quasi metà delle famiglie
italiane (il 48%) non ha un PC in casa e un terzo circa delle famiglie
che possiedono un PC non dispongono ancora di un collegamento Internet
in casa. Le casalinghe (40% della popolazione femminile adulta) e le persone
con oltre 60 anni (oltre il 20% della popolazione totale) fanno un uso
minimo di tecnologie digitali.
Sul divide territoriale lo studio conferma le tendenze degli anni passati:
il ritardo si registra solo nelle città di maggiore dimensione
del Mezzogiorno.
Il divide sulla scolarità: la probabilità che un laureato
usi un PC è cinque volte superiore alla probabilità che
lo usi una persona con licenza elementare. Il rapporto diventa 10 ad uno
per l'uso di Internet con collegamento dial-up e di 15 ad uno per la banda
larga.
Studenti
e piattaforma informatica (PC ed internet)
I giovani sono utilizzatori intensivi di tecnologie digitali.
Ma restano ancora troppo basse le percentuali di utilizzo del PC a scuola:
solo il 18%.
Il 39% di studenti non usa ancora il PC, né a casa né a
scuola, il 70% non accede ad internet. Il ruolo della scuola rimane poco
influente, anche con riguardo alle modalità di apprendimento, nelle
quali un ruolo suppletivo e decisivo è svolto dal network personale
e familiare.
La
spesa famigliare per tecnologie digitali
Una retrospettiva allargata all'ultimo decennio consente di affermare
che la convergenza digitale nella casa italiana ha compiuto passi da gigante.
Il volume della spesa per tecnologie digitali da parte della famiglia
è cresciuto a un tasso composto medio del 22% all'anno tra il 1995
ed il 2004, diventando una componente strutturale importante della spesa
complessiva della famiglia italiana; la crescita della spesa è
stata elevata per tutte le piattaforme, ma si è rivelata particolarmente
marcata per la telefonia mobile.
L'andamento
nel 2005
Segnali positivi vengono dal supplemento di indagine effettuato
a febbraio 2005, su un campione di 2000 famiglie, che ha consentito di
riscontrare non solo una prosecuzione delle dinamiche positive già
emerse nel 2004 per i collegamenti a banda larga e gli apparati di entertainment,
ma anche una netta ripresa della diffusione della piattaforma informatica.
A queste si aggiunge un tasso di crescita particolarmente elevato nell'adozione
del decoder per la televisione digitale terrestre, la cui diffusione si
è triplicata nei sette mesi che intercorrono tra luglio 2004 e
febbraio 2005, anche grazie agli incentivi messi in atto dal Governo.
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