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EITO 2001

La presentazione del rapporto Eito (European Information Technology Observatory) 2001 - iniziativa promossa da Smau - ha confermato l'attenzione rivolta al mondo del Mobile. Tra le molte considerazioni ed i dati riportati nel rapporto abbiamo estratto alcune considerazioni.

Il convegno di Milano ha anche rappresentato l'occasione per una tavola rotonda di discussione delle tematiche di mercato.
Nel seguito, alcune note tratte dal dibattito.

Giampio Bracchi (Politecnico di Milano)
Introduzione sulla net economy, in crescita significativa: traffico ed informazioni presenti in rete raddoppiano mediamente ogni 100 giorni. Si inizia però anche a comprendere come il modello virtuale debba affiancare il reale e non sostituirsi ad esso: "dalle dot.com alle dot.corp". In Italia, oltre ai nuovi entranti, anche le medie e grandi aziende stanno cominciando a fare investimenti strategici in rete e molte posizioni di lavoro risultano scoperte a causa di uno skill shortage a cui il sistema formativo non riesce ad oggi a fornire sufficiente "ossigeno". La formazione superiore manageriale e tecnologica ciocherà un ruolo fondamentale.

Antonio Emmanueli (Smau)
Presenta il nuovo ruolo che Smau intende ricoprire, ossia non solo una manifestazione fieristica ma un punto di riferimento per il mercato, segnalando come l'Italia, che all'estero è vista come "fragile" in termini di mercato ICT, sia sede della seconda maggior esposizione del settore.

Bruno Lamborghini (Eito)
Presenta il rapporto 2001, facendo alcune considerazioni sui dati emersi.
Innanzitutto, una significativa accelerazione del mercato ICT, con forti investimenti nella banda larga.
Il mercato ICT in Europa è cresciuto del 13% nel 2000, contro una media Usa dell'8,2% e del mondo del 10,4%. In Italia, in particolare, il dato di crescita del settore IT si è attestato nel 2000 sul 12,5%, mentre quello relativo al comparto TLC è pari al 14,8%. In generale, dunque, il mercato ICT in Italia è cresciuto di un punto percentuale in più rispetto alla media UE.
Lamborghini pone poi l'accento sulla skill shortage: si stima che nel 2000 siano mancate in Italia 110mila figure professionali, che diventeranno 160mila nel 2003.
Parlando quindi di m-commerce, la crescita prevista nei prossimi anni è esponenziale: 24 milioni di utenti mondiali nel 2001, 100 nel 2003 e 175 nel 2005. L'Europa ha secondo Eito la possibilità di guidare lo sviluppo di questo mercato su scala globale.
In Italia, gli utenti previsti sono 19,1 milioni nel 2003 (penetrazione 32% della popolazione) e 32,6 nel 2005 (penetrazione 53%).
Nella tabella sottostante (fonte Eito), una stima delle opportunità di revenue per i diversi attori del mercato dell-m-commerce.



Gianluca Dettori (Vitaminic)
Vitaminic si sta muovendo verso l'estero e nota come esista una diffidenza nei confronti delle iniziative on-line italiane: il nostro paese non è visto come un punto di riferimento serio per l'Hi-tech.
Il mercato mobile in Europa sarà certamente un successo di grandi dimensioni, ma occorre superare quelle disomogenietà legislative e fiscali che sarebbero dannose per il suo sviluppo.

Victor Massiah (Intesa e.Lab)
e.Lab è una struttura del gruppo Intesa la cui mission è seguire ed applicare l'innovazione tecnologica nel business della banca.
Il discorso parte dalla banda larga, vista come piattaforma abilitante per gestire nuove e diverse forme di interazione con la clientela ed i collaboratori. Dai corsi di formazione in broadcasting ai dipendenti sui nuovi prodotti e servizi, al download di documentazione alle filiali, agli aggiornamenti di agenda e quotazioni per i promotori finanziari: tutto ciò genera un aumento di produttività delle risorse grazie all'accentramento, una riduzione dei costi e un incremento delle possibilità formative.
Nel caso del cliente finale, occorre mediare tra l'efficacia della relazione umana e l'efficienza delle comunicazioni remote: condivisione ed interattività on line che si aggiungono e non sostituiscono le forme di interazione tradizionale.

Giorgio Pucci (Nokia)
Secondo Nokia, il Mobile Internet segnerà il passaggio dall'accesso free a contenuti più o meno indifferenziati all'accesso tariffabile a servizi customizzati.
Uno dei problemi sarà costituito dai micropagamenti: un elevato numero di operazioni di importo ridotto renderà necessario cercare e sfruttare significative economie di scala nelle transazioni.
Segnala inoltre il fatto che da una indagine condotta sul mercato consumer italiano, il 40% del campione dichiara di non poter vivere senza il cellulare; tale percentuale si riduce al 14% nel caso di Internet, che è ancora quindi percepita come non indispensabile per la vita di tutti i giorni.

Mauro Sentinelli (Tim)
Tim crede molto all'e-commerce, tanto che già da tempo applica tale concetto ai propri dealer. La direzione che il carrier intende intraprendere è questa, l'e-procurement, e a breve tutti i suoi fornitori dovranno adeguarvisi.
Secondo Sentinelli non ha molto senso parlare di telecomunicazioni ancora in termini di fisso/mobile, 2G, 2,5G e 3G. Le Tlc sono un mercato globale e le differenze vanno comprese in termini di esigenze e bisogni degli utenti, non di tecnologia sottostante.
La competizione ha ridotto di molto i margini degli operatori e in Tim è da tempo in atto un processo di ristrutturazione dei processi interni mirante a riprenderli.
Il problema fondamentale del prossimo futuro sarà costituito da economie di scala da raggiungere e standard ancora da costruire.
Nella tavola sottostante, fonte Eito2001-Ovum, una stima degli utenti di m-commerce nei prossimi anni, suddivisi tra business e consumer. I dati sono in milioni.



Giuliano Venturi (Edisontel)
Edison è entrata nel business Tlc facendo leva sulla propria rete di distribuzione dell'energia elettrica, con costi di ingresso conseguentemente ridotti. Il mercato di riferimento sono le PMI. Esse devono comprendere i vantaggi della rete, tra cui potenziale azzeramento dei costi di comunicazione e basso costo marginale per l'espansione della base clienti.
Edisontel (che occupa le fasi di infrastruttura, trasporto, applicazioni di rete e e.-commerce nella catena del valore) ha già avviato una politica di partnership con content provider e fornitori di servizi a valore aggiunto.