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In attesa del Forum 
Considerazioni sullo stato del mercato delle telecomunicazioni in Italia, alla vigilia del 3° Forum annuale organizzato da Business International a Roma il 23 settembre 2003

Mercato
La recente relazione del Presidente dell’Autorità delle Comunicazioni, Enzo Cheli, ha evidenziato alcuni dei dati più significativi del mercato italiano.
Il mercato delle telecomunicazioni cresce ancora, soprattutto se si tratta di telefonia mobile e di internet.
In cinque anni i prezzi della telefonia sono diminuiti di oltre il 30%. I passi avanti fatti nella liberalizzazione del mercato sono stati riconosciuti dall'ottavo rapporto della commissione Ue sull'attuazione del quadro normativo per le tlc, e dal rapporto Ocse sull'economia italiana nel 2003.
Sono 3,5 milioni gli utenti che hanno scelto un concorrente di Telecom Italia con il servizio di carrier preselection; l'apertura dell'ultimo miglio (l'affitto in unbundling ai concorrenti del tratto di rete tra le centrali Telecom e i singoli utenti) riguarda 250mila clienti:
Per la telefonia mobile 700 mila clienti hanno utilizzato la portabilità del numero.
Secondo la relazione, sono circa 20 milioni gli italiani che a fine 2002 avevano accesso a Internet e nella prima metà del 2003 gli utenti con connessione a banda larga erano 1,5 milioni, poco meno del 3% della popolazione totale.
Relativamente all'Umts, Enzo Cheli ha affermato che, anche nell'ipotesi più favorevole, prima del 2005 la domanda non sarà tale da configurare un mercato di massa. Il garante delinea, per fine 2003, due scenari che oscillano tra i 400 mila e il milione di utenti.

Problemi
Tuttavia, dopo i progressi nel passaggio dal monopolio di Telecom Italia alla liberalizzazione, si sono aperti altri problemi, connessi alla posizione preminente dell'ex monopolista nel mercato dell'accesso e all'esigenza di incentivare investimenti dei concorrenti nelle reti.
Secondo l’Authority, il processo di liberalizzazione ha vissuto una prima fase, che ha condotto alla rottura del monopolio e alla messa a punto degli strumenti regolamentari adatti a garantire la concorrenza, mentre la seconda fase è da poco iniziata e ha come obiettivo la costruzione di mercati aperti ed efficienti, nell'interesse delle imprese, e trasparenti, nell'interesse dei consumatori.
Infine gli operatori telefonici sono troppi rispetto alle potenzialità del mercato.

Larga banda
I numeri raggiunto dal mercato della banda larga non sembrano così rilevanti.
Lo snodo più problematico sta nel ritorno degli investimenti: i grandi carrier di telecomunicazioni di rete fissa (Telecom Italia e Wind) devono aumentare l'Arpu, vista la discesa del traffico voce, ormai sempre più dirottato sul telefonino. E l'unico modo per poterlo fare consiste nell'offrire servizi e contenuti, senza attendere l'arrivo di una ipotetica killer application.
Se si guarda al mercato americano, l'Arpu per la larga banda sta raggiungendo i 90 dollari al mese e il 25-30% è collegato al consumo di filmati (in media 8 movie scaricati dalla rete al mese da un utente).
Per accelerare le decisioni su questo mercato, bisognerebbe che Telecom e Wind disponessero di soluzioni di rete di content delivery e, soprattutto, di capacità di costruire offerta, con bouquet ampi e di facile utilizzo. Inoltre dovrebbero ricorrere a sistemi di pagamento di tipo prepagato, piuttosto che al più tradizionale modello flat.
Ma tutto ciò non basta per garantire il successo di queste iniziative, visto che questi nuovi modelli di business si incrociano con i forti interessi del sistema televisivo e delle sue nuove piattaforme digitali.
Le strategie della tv si stanno gradualmente adattando a nuove scelte di Crm, cercano di identificare i target di utenti e mirano al raggiungimento di una nuova forma di fidelizzazione. Si punta non solo all'aumento dell'audience, ma anche all'incremento del tempo di permanenza di un utente su un determinato e riconosciuto programma televisivo.
Dunque, per creare la fidelizzazione occorre catturare l'attenzione e l'interesse del cliente, anche nei momenti in cui costui non è incollato dinnanzi al video, bisogna trasformare la passività dell'utente giocando sul suo potenziale protagonismo.
In questo senso il telefono è già un supporto indispensabile per la comunicazione di massa, sia via radio che via televisione. Infatti da tempo molti programmi hanno aperto i loro microfoni alla partecipazione in diretta degli ascoltatori e dei telespettatori. Ora le nuove piattaforme di comunicazione - integrate con web e Gsm - possono fare molto di più e gli effetti di Crm si possono misurare in modo credibile, per giustificare meglio gli investimenti pubblicitari sui palinsesti televisivi.

Mobile e wireless
Le comunicazioni mobili e wireless hanno superato il decennio di storia sul nostro mercato e ne risulta un quadro sostanzialmente positivo: la qualità del servizio raggiunta in Italia non è seconda ad altri in Europa ed i prezzi praticati ai clienti finali sono competitivi.
I motivi di successo sono vari. Intanto la liberalizzazione ha sostanzialmente funzionato.
Poi, gli operatori hanno investito molto, a partire dalla realizzazione delle infrastrutture.
Inoltre siamo stati sempre tra i primi ad innovare, sui diversi versanti, applicando nuove tecnologie e sfruttando tutto lo spettro del marketing mix, dal pricing alla comunicazione.
Infine i mobile operator non hanno quasi mai perso la fiducia del mondo finanziario, salvo che alcuni subito dopo le gare di acquisizione delle licenze Umts.
Ora non resta che trasferire queste esperienze e competenze per garantire il successo nel prossimo decennio. Proprio dai nuovi scenari che apriranno i videofonini di terza generazione dipenderà la possibilità di far fare un altro notevole salto di qualità alla comunicazione mobile: con terminali realmente multimediali si potrà aprire il mercato della informazione mobile.
A livello regolamentare si deve ancora capire come e se realizzare una convergenza tra regole, in un probabile scenario che distingue gli attori in tre aree: gestori di reti, fornitori di contenuti e fornitori di servizi.
Il ruolo degli operatori mobili è già stato importante (in ambito Gsm Forum) nel garantire una efficace interoperabilità tra le soluzioni e i servizi più innovativi. Occorre proseguire su questa strada, in quanto i loro interessi sulla crescita dell’Arpu spesso collimano con quelli del mercato delle telecomunicazioni.


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