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Going
Wireless, Svezia e Italia a confronto Il
22 maggio, nell'ambito di un evento organizzato da Swedish-Italian ICT Forum,
si è svolto a Milano un seminario dal titolo "Going
wireless: gli scenari futuri" Nel seguito, si riportano alcune
note tratte dagli interventi, tra cui quello di Mauro Sentinelli, Direttore Generale
di TIM.
I driver della domanda di nuovi servizi nell'"era 3G" saranno,
secondo Alessandra Rosa Ammaturo di Ericsson,
il valore percepito dei servizi stessi, la facilità d'uso e il livello
dei costi. Per quanto riguarda invece la tipologia di servizi che avranno
la possibilità di riscontrare un interesse significativo da parte del mercato,
viene citata una ricerca condotta da Ericsson su un campione interno di 6mila
persone, di età superiore a 20 anni e inferiore a 64 e di cultura medio-alta. Il
risultato di tale survey è stato un elevato interesse e propensione
alla spesa per servizi di ticketing e legati al positioning. Medio interesse
per domotica, traffic, banking e invio e trasmissione di immagini e basso interesse
per servizi di chatting, sport, news, oroscopo. Tali risultati devono ovviamente
essere letti tenendo nella dovuta considerazione il fatto che il campione era
composto da addetti ai lavori.
Ulf Anggard, di Melody Interactive Solutions,
ha presentato la visione della sua società relativa alla messaggistica,
mostrando l'applicazione "iSMS", una soluzione per sms interattivi e
per la creazione di "comunità".
Francesca Fiore di Omnitel Vodafone indica
il messaging come uno dei servizi che l'operatore ritiene avranno un valore
chiave anche nel prossimo futuro. Oggi gli Sms (10 milioni/giorno sulla
rete Omnitel) sono utilizzati per lo più dai giovanissimi, per cui una
delle sfide sarà portare il concetto di messaggistica verso le altre fasce
del mercato, capendo quali contenuti inserire per incrementarne l'uso e come
informare gli utenti della disponibilità di nuovi servizi.
Anche per Styrbjorn
Horn di Mgage System (la cui
presentazione in formato ppt è scaricabile al seguente link)
la messaggistica sarà un'applicazione rilevante per le revenue degli
operatori. Non tanto, ovviamente, il semplice Sms, il cui ruolo sull'Arpu
è stimato decrescere a partire dalla fine del 2002, quanto il multimedia
messaging ed in generale i servizi di messaggistica unificata avanzata e
location-based.
Un'altra
applicazione citata e di possibile successo è la condivisione dei propri
contenuti (loghi, icone, suonerie, rubriche) con altri utenti, in una logica peer-to-peer,
con possibilità di upload e download.
Secondo
Massimo Pettiti di H3G occorre prestare molta
attenzione ad indicare un servizio come la "killer application" Umts.
Il calcio potrebbe esserlo, per esempio, ma tante altre applicazioni di cui si
parla molto sono tutte da verificare. Ad esempio, per un servizio location-based
per trovare un ristorante, H3G ha fatto la seguente stima di revenue:- Utenti
di telefonino in Italia (compresi turisti) in un giorno "medio": 60
milioni
- Quanti,
tra costoro, si trovano mediamente fuori casa: 7 milioni
- A
quanti, tra questi, occorre un ristorante: 3 milioni
- Quanti,
tra questi, non sanno dove andare a mangiare: 200mila
- Quanti
tra questi hanno un abbonamento Umts: 40mila (calcolato su un 20% di share
sugli utenti di telefonia mobile)
- Quanti
di questi potrebbero conoscere il servizio di localizzazione ristoranti: 12mila
- Quanti
di questi sarebbero disposti a pagare il servizio: 4mila
- Ipotizzando
un costo di 1 euro per il servizio, si ha:
(4mila utenti) x (1 Euro) x (50
volte all'anno di uso del servizio) = 200mila Euro di fatturato all'anno.
Se
queste previsioni - assolutamente qualitative - sono verosimili, è evidente
come le applicazioni su cui basare i business plan devono essere valutate con
estrema attenzione!
Gli interventi si sono conclusi con Mauro Sentinelli,
Direttore Generale di Tim (la
cui presentazione in formato ppt è scaricabile a questo link) che
ha affermato che in Europa siamo di fronte ad un cambiamento molto significativo.
Fino ad oggi, il business model Gsm si è basato su una tecnologia sostanzialmente
identica per tutti, che ha prodotto un importante risultato in termini di penetrazione.
Oggi tale business model sta esaurendosi, ed occorre cambiare. Il Wap
non ha avuto il successo sperato non perchè fosse negativo in sè,
ma perchè si basava finora su una tecnologia - a commutazione di circuito
- che non permetteva un utilizzo coerente con le potenzialità. Inoltre
risulterà fondamentale non concentrarsi unicamente sul bit rate verso l'utente
finale, ma ottimizzare tutti gli anelli delle architetture, dalla parte radio
al backbone IP (V. figura sottostante, fonte Tim). 
Con
il Gprs le cose saranno diverse: Tim sta lavorando su servizi impostati come quelli
che DoCoMo offre con iMode in Giappone: servizi push Wap over Gprs, entertainment
e messaggistica, web browsing su Gprs, cartoline elettroniche, sistemi di pagamento
e location based services, oltre che a servizi di "sondaggio" via Sim
Toolkit. Per quanto riguarda i content provider Tim ha attualmente
steso circa 200 accordi con vari fornitori che esporranno i loro servizi sul "grande
sito" di Tim (non si tratta di un vero portale). Infine
Sentinelli ha evidenziato che per evitare il procastinarsi di ritardi nel lancio
del Gprs, Tim con altri grandi operatori europei (Vodafone e Telefonica) ha definito
alcune specifiche Gprs che i terminali dovranno rispettare. Questa scelta potrebbe
creare difficoltà a costruttori che non fabbricano chip (come Nokia), mentre
sarebbero favoriti Motorola, Sansumg e Siemens. | |