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M-obility, scenari di sviluppo

Il 20 giugno si è svolto a Milano un convegno avente l'obiettivo di illustrare alcuni scenari di sviluppo dei servizi mobili nel prossimo futuro, soprattutto in relazione al mobile commerce su reti Gprs e Umts.
Nel seguito, alcuni spunti tratti dall'incontro.

Flavio Ronzoni di Banca Intesa ha aperto i lavori con alcune considerazioni relative ai servizi di banca telefonica in Italia. Secondo Banca Intesa, il nostro paese si trova in una posizione di avanguardia in tal senso, in quanto il 79% degli istituti offre ai propri utenti un accesso via telefono ai servizi bancari, contro un 71% di media europea. Più marcato il distacco rispetto al resto del continente se si considera l'uso del telefonino (principalmente mediante accesso ai servizi basato su Short messages): il 45% delle banche permette ai clienti di interagire mediante cellulare, mentre il valore medio EU è vicino al 14%. Da notare però che, fatto 100 il numero degli istituti che offrono accesso via telefonino ai servizi bancari, solo 30 di essi hanno previsto l'uso del Wap.
Viene infine citato qualche numero di Banca Intesa: la banca telefonica ha circa 600mila utenti, di cui 30mila interagiscono anche mediante cellulare. Il servizio ha generato in un anno circa 3,5 milioni di Sms, di cui 2 milioni "push" (eseguiti, alert, estratti conto) e 1 milione generati dagli utenti.
Le ricariche telefoniche eseguite mediante i sistemi di Banca Intesa sono circa 90mila al mese.

Lucia Vezzoli, Mobile Internet Applications marketing Manager di Nokia, ha presentato il punto di vista della sua Società sulle applicazioni mobili e i relativi driver di mercato nei prossimi anni. In particolare, l'opinione di Nokia è che saranno le esigenze espresse dagli utenti finali a guidare lo sviluppo delle applicazioni e che un'offerta "a pacchetto" personalizzata sarà probabilmente il modo più corretto per approcciare tali esigenze (nella tavola sottostante, fonte Nokia, la previsione dell'evoluzione della spesa utente in servizi Internet, Intranet e Mobile, a livello mondiale ed in miliardi di dollari).



In base ai risultati di alcune analisi, Nokia ritiene che gli utenti sono mediamente disposti a spendere, qualora percepiscano effettivamente un valore aggiunto, circa 39$/mese per i nuovi servizi mobili.
In tal senso, un particolare valore verrà riconosciuto, secondo l'azienda finlandese, ai servizi di comunicazione mobile "peer-to-peer", ovvero quei servizi che consentiranno uno scambio di contenuti multimediali tra singoli utenti o comunità.
Personalizzazione dell'intefaccia di accesso e dei contenuti e localizzazione degli stessi saranno altri due fattori che avranno un ruolo determinante nello sviluppo di questo nuovo mercato, oltre alla possibilità che diverse applicazioni (location, payment, directory, ecc) avranno di interagire tra loro per offrire all'utente un servizio
completo ed efficace.
Maurizio Montagna , responsabile Umts di Alcatel Italia, ha presentato un quadro dell'evoluzione dello scenario mobile sia dal punto di vista degli operatori che dei servizi per gli utenti.
La nuova catena del valore che con il 3G si potrà costituire prevederà nuove modalità di suddivisione delle revenue (v. tavola sottostante, fonte Alcatel).



A titolo indicativo, nella tavola il 100% delle revenue equivale a circa 40-60 Euro per utente. Si nota come, secondo questa valutazione, i conten provider potrebbero catturare ben il 38% del valore prodotto.
Nel prossimo futuro, parlando invece di servizi, un ruolo significativo potrà essere giocato dalla possibilità dei singoli utenti di creare e personalizzare le applicazioni in base alle proprie esigenze; inoltre, anche la Qualità del Servizio garantita dai provider e percepita dall'utente sarà determinante. Le nuove reti consentono in tal senso una buona flessibilità nella scelta e nella gestione dei relativi parametri.
Montagna introduce poi uno scenario "futuristico", indicativamente ambientato nel 2010, ma facente riferimento, più in generale, a quanto accadrà "dopo l'Umts", uno scenario che appare molto lontano nel tempo, ma sul quale i laboratori di ricerca stanno già lavorando.
In tale visione, le persone disporranno di una serie di sensori indossabili che consentiranno una comunicazione contestualizzata person to person, e person to machine e la creazione di reti nel momento in cui la persona entra in un determinato ambiente.
Vi sarà inoltre la possibilità di collegarsi a reti diverse (mobile, WLan, Home network, Bluetoth personal area network) in modo del tutto trasparente e i terminali saranno in grado di autoconfigurarsi in base alla rete in cui si trovano in un determinato istante.

Roberto Pellegrini , responsabile della divisione Business di Tim, ha concentrato la propria presentazione sul Gprs.
Secondo Pellegrini, il mercato dei terminali è in questo momento in una fase di "incertezza produttiva", in cui la distinzione, valida sino a pochi mesi fa, tra PC/Pda per il mondo aziendale e telefoni per il mass-market non è più così netta.
L'effettivo decollo delle applicazioni Gprs (e Umts in prospettiva) è fortemente legato (oltre che allo sviluppo di pacchetti innovativi e alla copertura del territorio) alla disponibilità di terminali standard che supportino l'utente nella soddisfazione delle proprie esigenze di mobilità, in evoluzione. Uno scenario di infrastrutture e interfacce proprietarie e scarsamente interoperabili (direzione in cui, secondo Tim, sta rischiando di muoversi il mondo dell'offerta) non può essere accettato dagli operatori, che devono giocare nell'ambito del nuovi scenario un ruolo che faccia leva sui seguenti punti chiave:

  • Capacità relazionali e di forza vendita
  • Rapporti consolidati con produttori di applicazioni corporate
  • Pubblicità e sensibilizzazione del mercato
  • Competenze relative a soluzioni radiomobili
Parlando di m-commerce (nella tavola sottostante, la relativa value chain presentata da Tim), il ruolo dei Merchants sarà fondamentale, ma le reali possibilità di sviluppo a livello di mass market sono ancora un'incognita importante.



In ogni caso, secondo Tim, il maggior successo dell'm-commerce sarà legato all'acquisto di beni intangibili e di contenuti di tipo informativo, piuttosto che all'acquisto di oggetti materiali.

Marco Tucci , Business Development Manager Mobile Internet di Ericsson, ha iniziato la propria presentazione con i risultati (vedi tavola sottostante, fonte Ericsson) di una ricerca interna di Ericsson, condotta su 600 persone e mirata sulle applicazioni desiderate e la propensione a pagare per usufruirne.



Nel valutare la tavola, occorre tener conto del fatto che l'indagine ha coinvolto utenti particolarmente evoluti.
Il nuovo significato dell'acronimo "TLC" è, secondo l'azienda svedese, "Time based, Location based, Customised", ovvero le tre dimensioni su cui si giocherà nell'arena competitiva del mobile Internet.
La presentazione è poi proseguita con la dimostrazione di alcune applicazioni di mobile portal, di localizzazione, di multimedia messaging e di collaboration. In relazione a questo punto, Ericsson ha in corso una partnership con Microsoft che ha portato all sviluppo di "MOSO" (Mobile messaging and collaboration), una piattaforma per l'accesso da terminale mobile ai dati di Outlook ed Exchange.

Daniele Bruno, Marketing Manager Mobile Network Division di Siemens, ha ripreso e sviluppato alcuni temi introdotti nelle precedenti presentazioni.
In particolare, ha iniziato la propria esposizione parlando del ruolo degli operatori, sempre più vicini a trasformarsi in Mobile application service provisers che integrano contenuti e servizi di terze parti per offrirli in modo uniforme ed integrato agli utenti.
Anche per Siemens, il fattore chiave per il successo dei servizi mobili sarà la personalizzazione dell'accesso e dei contenuti: homepage definite dall'utente in base ai contenuti che desidera ricevere, servizi di alert, localizzazione, ecc resi accessibili nel modo più rapido e semplice possibile (nella tavola sotto riportata di Siemens, un esempio di accesso ad un servizio di ricerca di un bus).

Vengono inoltre citati un servizio, realizzato con Lufthansa e già attivo, di telecheck-in mediante cellulare, in cui la carta d'imbarco è sostituita da un codice a barre inviato al terminale mobile e un'applicazione per il controllo di apparati domestici da remoto (v. immagini sottostanti)






Francesco Vatalaro, dell'Università Tor Vergata di Roma, ha infine introdotto un concetto su cui la ricerca sta lavorando in parallelo rispetto allo sviluppo dei sistemi di telecomunicazioni "4G", ovvero la "Telepresenza immersiva virtuale".
In tale vision, le persone saranno circondate da interfacce intuitive e intelligenti che, immerse in ogni tipo di oggetti e nell’ambiente circostante, rendono quest'ultimo capace di riconoscere e rispondere alla presenza di diversi individui con continuità, in modo non invadente, e di interagire in modo multimediale con le persone.
U
no degli attributi chiave del concetto di multimedialità è infatti l’"immersione". Altri due attributi sono l’interdisciplinarietà e la realizzazione di ipercollegamenti (hyperlinking). Da questi punti di vista l’attuale tecnologia è ancora bel lungi dal raggiungimento dell’obiettivo di consentire approfondite esperienze, intendendo con ciò la disponibilità integrata di segnali uditivi, visivi, olfattivi e immediatamente percettivi. La Telepresenza Immersiva è la rappresentazione di eventi reali mediante scene digitali che utenti remoti possono vedere interattivamente da ogni prospettiva desiderata (vedi immagine).


La ricerca su tali temi è in fase avanzata in Usa, Giappone e Svezia, mentre in Italia si è ancora a livello di singoli progetti accademici, anche se sembra crescente l'interesse dedicato dalla Commissione Europea.