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VAS: la rivoluzione è ormai in atto Questo è il titolo del rapporto e del convegno che si è tenuto il 10 novembre a Milano per presentare le conclusioni della ricerca sui Mobile VAS, dell'Osservatorio permanente fondato dalla scuola di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano Il rapporto è stato realizzato censendo circa 3600 servizi "pubblici" con contenuto applicativo attivabili da qualunque canale di comunicazione, offerti dalle circa 350 aziende che operano nel mercato italiano. I Mobile VAS sono stati così classificati: Sms, Mms, Browsing, Giochi Java, Video, Suonerie polifoniche e wallpaper.
- oppure in base alla tiplogia di servizio, con un 34% di servizi di infotainment e 27% di personalizzazione
La filiera dei servizi VAS è naturalmente influenzata dalla tipologia del servizio, ma in generale si nota un aumento della presenza di media company che si occupano della produzione dei contenuti. La filiera Mms è invece presidiata dagli operatori di telefonia mobile, che si occupano non solo della presentazione e del delivery. Tra i trend evolutivi individuati vi sono:Il tutto sarà comunque condizionato dalla evoluzione dei terminali e dal costo dei servizi. La presentazione del rapporto è stata seguita da una tavola rotonda nella quale sono state portate alcune interessanti considerazioni. Michele Morganti di Siemens Mobile ha fatto notare come nel mondo dei VAS ci siano alcune applicazioni business che presentano interessanti prospettive di crescita nel segmento consumer, come ad esempio i servizi di localizzazione e M2M. Paolo Bertoluzzo di Vodafone ha fatto notare il peso ricoperto in tale mercato dalle media company, che hanno delle competenze che nessuno altro attore ha: la competenza sui contenuti. Inoltre se il numero dei servizi inoltre è rimasto pressochè invariato rispetto al 2002, l'aumento di valore del mercato è attribuibile al fatto che i servizi hanno ora più valore ed il cliente è disposto a pagare. Lo sviluppo del mercato Video è - secondo Fabio Rimassa di H3G - strettamente legato alla generazione di contenuti da parte del cliente ed all'abbattimento della barriera d'entrata legata all'acquisto del terminale. Per Laura Rovizzi di Wind il portale mobile rappresenta un ottimo strumento per creare un contatto diretto tra fornitore e cliente, ma la sfida è creare un modello in grado di consentire una "fatturazione" valida. Nel modello i-Mode, Wind ha escluso il ricorso a forme di sharing con i content provider scegliendo di puntare solo sul traffico generato. Per Roberto Vannini di Tim il mercato potenziale è molto ampio, si pensi solo alla possibilità di far migrare gli utenti dall'Sms all'Mms, ma i servizi VAS devono essere profittevoli per l'operatore. Occorre rimuovere inoltre la barriera rappresentata dal costo dei terminali, che dovrebbe scendere al di sotto dei 200 €. La maggior disponibilità di numeri brevi ed in particolare dei numeri unici è stata e sarà, secondo Marco Argenti di Wireless Solutions, un importante fattore di sviluppo del mercato e ciò consentira anche di ripensare il ruolo del Wasp come soggetto in grado di stabilire una relazione diretta con il cliente, cosa possibile prima solo all'operatore. Pietro De Nardis di Buongiorno Vitaminic ha affermato che la catena del valore del mondo VAS , che può diventare un mass market, non è ancora definita ed in questa fase i Wasp stanno giocando il ruolo di ammortizzatori di complessità e abilitatori di business. Trai i diversi scenari delineati nel corso del dibattito Anna Puccio di Sonera Zed Italia ha affermato come nel mondo del micro-browsing ci si attende lo stesso tipo di evoluzione e crescita osservata nel mercato Sms. A conclusione del dibattito, la parola è passata ai produttori di contentuti, cioè alle Media Company. Claudio Guia di Kataweb ha sottolineato l'importanza del modello di distribuzione delle revenue e del ruolo di mediatori con gli operatori dei Wasp. Tra le diverse strategie adottabili dalle Media Company Stefano Genovesi ha illustrato la scelta di RTI New di puntare all'infotainment, in particolare a tutte quelle applicazioni della durata di 1 o 2 minuti di immediata fruizione e con un impatto emozionale e che non sotrraggono tempo ad altri media, ma concorrono a completare lo "share of time" dell'utente finale. Guido Pisterna di Mondadori.com ha riportato il punto di vista di una realtà "giovane" da appena 6 mesi sul mercato. L'attenzione è posta sul browsing cioè sul canale diretto tra lettore e testata. Il potenziale degli Mms è giudicato inoltre molto interessante perchè hanno una capacità comunicativa maggiore degli Sms. Alessandro Tortorella di Ansaweb ha raccontato l'esperienza della realizzazione del servizio di "video tg" con 3 sottolineando che nella realizzazione di un video per il mobile occorre adottare un approccio ad hoc, molto diverso rispetto agli altri tipi di media. |