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Wap per sviluppare l'm-commerce

Nei giorni 22 e 23 ottobre, si è svolto a Milano il convegno IRI "Applicare la tecnologia Wap per sviluppare con successo l’m-commerce".
Nel seguito si riportano i passi principali dei diversi interventi, mentre a questo link è possibile scaricare la presentazione dell’Osservatorio PeC (in formato Powerpoint ).

Frederik Geertman - McKinsey
La presentazione è iniziata mostrando un confronto tra le tecnologie Wap e Sim Toolkit (STK), quest’ultimo ritenuto l’ambiente applicativo su cui in Italia, nei prossimi due anni, si appoggerà il maggior numero di servizi mobili.
Il Wap, che rispetto al STK ha indubbi vantaggi in termini di interfaccia utente, vedrà probabilmente la propria consacrazione a seguito del rilascio delle nuove release del protocollo (attualmente la 1.2) e soprattutto con la feature "always on" e la velocità proprie del Gprs.
Anche la tecnologia Bluetooth è destinata a rivestire un ruolo importante nei prossimi anni. Un’ipotesi di scenario presentata è legata alla connettività broadband (quindi si parla di Gprs in fase evoluta o meglio di Umts). Potrebbe entrare sul mercato una nuova tipologia di attori in grado di offrire una connettività a larga banda alla rete nell’ambito di luoghi ristretti, con l’utente che si collega via Bluetooth all’infrastruttura (con velocità fino a 432,6 Kbps).
In altre parole, si potrebbe pensare a specifiche aree all’interno delle aziende (anche medio-piccole) dove rendere disponibile tale accesso e dove, nel momento in cui si ha bisogno di molta banda, ci si reca con il proprio terminale mobile; la necessità di garantire coperture di aree limitate riduce i costi, che potrebbero essere competitivi rispetto a quelli degli operatori.
Sono destinati a cambiare, secondo McKinsey, i rapporti di forza tra gli attori del mercato, sia in base ai servizi offerti sia al livello del rapporto tra penetrazione di Internet e telefonia mobile.
In un mercato come quello italiano, ad esempio, dove è bassa la prima e alta la seconda, l’utente medio non ha esperienza Internet ed apprezza senza un eccessivo livello di esigenze l’offerta di servizi degli operatori mobili. Negli Usa, al contrario, dove la penetrazione di Internet è molto superiore a quella del mercato radiomobile, gli utenti si aspettano e chiedono di ritrovare in mobilità quegli stessi fornitori di contenuti che sono abituati a conoscere su Web e che quindi si vedono attribuita una forza di mercato superiore.

Enrico Grazzini - Kpmg Consulting
Secondo Kpmg, le finestre di opportunità sul business del mobile non devono essere analizzate nel medio/lungo termine, in quanto questo è uno dei settori in cui è maggiormente significativa la possibilità di commettere significativi errori di forecasting. Viene poi riportata una stima di Durlacher, secondo cui, almeno fino al 2005, la piattaforma Wap su Gsm prevarrà in termini numerici su Gprs e Umts.
Per quanto riguarda invece l’m-commerce, si prevede un valore a livello europeo di circa 23 Mld di Euro nel 2003, su cui l’Italia è stimata pesare circa per il 20%. Le ipotesi realtive alle revenue per gli operatori derivanti da m-commerce fatte da Jupiter Research sono invece assai più caute, e valgono per il nostro paese circa 200 Mld nel 2002. In Giappone, ad esempio, un utente i-mode paga mediamente 120 dollari in più all’anno rispetto a quanto Ntt DoCoMo ricavava da esso prima del lancio del servizio. Tale cifra, che si può considerare suddivisa in 30$ da canone e 90$ da incremento di traffico, indica come i servizi mobili non generino ancora revenue sostanziali, anche se il potenziale di mercato è molto significativo. Ntt prevede che, nel 2010, i 2/3 del proprio traffico deriveranno da applicazioni embedded. Secondo Kpmg, il futuro dei servizi wireless sarà appannaggio dei portali mobili: tra 5 anni sarà più importante avere un portale mobile che una licenza o una rete. Il mercato prevarrà sulla tecnologia e il fattore di successo sarà dato dalla capacità di mapparlo e segmentarlo.

Giorgio Cecchetto - Siemens
L’evoluzione della new economy può essere definita "new mobile economy", e consiste nell’integrare con l’"e-model" il valore aggiunto dato dalla mobilità.
La presentazione ha mostrato alcune caratteristiche tecniche e architetturali del Wap e le evoluzioni di scenario tecnologico dei prossimi anni, dal Gprs a Edge all’Umts, con l’indicazione delle tipologie di servizi che la banda garantita da ciascuna tecnologia è in grado di supportare, che arrivano fino all’accesso database complessi per il Gprs, alla gestione di file audio e video con Edge, alla videoconferenza real-time con Umts.

Danilo Bartolozzi - Logica Consulting
Vengono riportate alcune stime a livello europeo, di fonte Datamonitor, secondo cui nel 2004 il 55% del parco terminali sarà in grado di accedere ad applicazioni di m-commerce, mentre gli utenti regolari di tale servizio saranno il 33% del totale.
I fattori che giocheranno un ruolo chiave nel successo dell’m-business in Europa saranno sei: disponibilità terminali, nuove tecnologie di rete, penetrazione di Internet e mobile (domanda potenziale), aspetti normativi e regolamentari, nuove applicazioni e livello di standardizzazione.
In Europa, lo stato dell’arte dello sviluppo di applicazioni Wap da parte delle grandi aziende si stima essere il seguente:
  • il 30% sta pianificando le proprie applicazioni
  • il 26% è in fase di sviluppo
  • il 22% di testing/trial
  • il 12% ha già applicazioni e servizi attivi
  • il 10% non ha alcun progetto in tal senso
Viene poi presentato il case study di una banca di investimento che ha sviluppato un’applicazione ad uso dell’utenza interna.
Riccardo Rosso - Blixer
La presentazione è focalizzata sugli aspetti relativi alla sicurezza delle transazioni via terminale (fisso e mobile) e sull’evoluzione dei sistemi di sicurezza mediante crittografia delle informazioni e l’uso degli stessi nel caso di applicazioni Wap e Sim Toolkit.

Antonio Mosca - Cap Gemini Ernst & Young
Presentazione inizialmente focalizzata sulla descrizione di alcuni scenari di mercato a livello europeo, in termini di revenue da m-commerce (7 Euro/mese per utente nel 2001, 12 nel 2002, 15 nel 2003). Durlacher stima che tale revenue possa derivare, nel 2003, da servizi finanziari (21%), di sicurezza in senso lato (3%), shopping (15%), advertising (23%), info management e provisioning (8%), intrattenimento (6%), applicazioni telematiche varie (8%) e customer care (7%).
Per uno sviluppo significativo di questo mercato occorre però una convergenza di sviluppo di tre elementi chiave: reti (Gsm, Hscsd, Gprs, Umts), tecnologie su cui i servizi si basano (Sms, Stk, Ussd, Wap, Web clipping, Mexe) e applicazioni abilitanti (email, mobile instant messaging, unified messaging, mobile chat, mobile personal information management).
Una delle possibili applicazioni, quella legata al concetto di customer care, è la possibilità di far gestire al cliente, via Wap e in self service, una parte di quei servizi (informazioni, cambio piano telefonico,...) che attualmente sono svolti dal tradizionale contact center (nella tavola sottostante, un esempio).


Marco Ravelli - Aleph
Secondo la società di sviluppo, non si deve parlare di Wap come la soluzione a tutti i problemi dell’utente. È necessario trovare la giusta combinazione di tecnologie per incontrare in modo corretto ed efficiente le esigenze degli utilizzatori.
Ad esempio, si può pensare di avvisare un cliente dell’uscita di un prodotto dal listino via Sms (senza, cioè, che egli sia costretto a collegarsi e cercare la pagina del catalogo), lasciando poi a lui la scelta di visualizzare via Wap, ad esempio, le caratteristiche del prodotto sostituivo.
Oggi gli utenti wap in Italia, che sono alcune centinaia di migliaia, sono soprattutto early adopters, giovani e aziende. Queste ultime, in particolare, utilizzano servizi di messaggistica, di rubrica/agenda e consultazione database. Chi guadagna dal Wap, oggi, sono essenzialmente gli operatori mobili: esistono però spazi di mercato che permettono anche a chi non è un carrier di offrire servizi a pagamento agli utenti, purchè si riesca a far percepire a questi ultimi il valore aggiunto e la diversificazione del servizio.

Sergio Mello-Grand - Zucchetti.com
Oggi le applicazioni personalizzate e su misura sono rare anche su Web: il trasporto di tali funzionalità, che richiedono peraltro query complesse per presentare i contenuti che l’utente desidera nel modo in cui lo desidera, su rete mobile sta vivendo anch’esso i suoi primi passi. Se si considerano i tempi e i costi degli investimenti, i 2/3 anni che ci separano dall’Umts non sono un lasso di tempo molto lungo e con ampi spazi temporali per le decisioni e l’avvio dei progetti.
Zucchetti riceve dai propri clienti di software gestionale una pressione significativa allo sviluppo di modalità di integrazione dei sistemi installati con il mobile, sia in termini di Wap sia di Sms.
Secondo Zucchetti, il ruolo delle software house nel mercato mobile è destinato, nel nostro paese, a crescere di importanza, in quanto le PMI si fidano di chi ha installato il software e i sistemi su cui basano da tempo la loro attività, per cui anche in un’ottica di espansione dei servizi la software house può essere un interlocutore privilegiato.

Dario Calogero - Ubiquity
Demetrio Migliorati - Banca Mediolanum
Gli attori che occupano la catena del valore Internet per i servizi finanziari sono essenzialmente operatori, aggregatori e fornitori di contenuti/servizi. In un’ottica wireless, le applicazioni di tipo finance possono essere sia di tipo informativo sia dispositivo, e possono appoggiarsi tanto a contenuti di origine interna della banca quanto verso l’esterno. Un portale finanziario wireless dovrebbe prevedere servizi di informazione di mercato, polizze, fondi, conti correnti, gestione virtuale e reale di portafoglio.
La multicanalità è importante specialmente per le banche "virtuali", senza sportelli quale Banca Mediolanum. È fondamentale in questo caso studiare e progettare un’architettura hardware e software che consenta integrazione, riutilizzo di componenti applicative senza necessità di progettazione ex-novo e che permetta di ottenere le stesse modalità di accesso e i medesimi contenuti su qualunque canale.

Andrea Castiglioni e Giuseppe Omodei Salè - Grey Interactive
La presentazione inizia con una definizione e una descrizione dei protocolli IP e TCP del mondo Internet, compresa l’evoluzione verso l’Ipv6, in grado di gestire un numero di indirizzi enormemente superiore rispetto allo standard attuale. Ciò è necessario in quanto lo spazio degli indirizzi IP disponibili sta per essere colmato e l’arrivo del Gprs, in cui ogni terminale mobile necessiterà di un proprio indirizzo (statico o dinamico) rende ancora più urgente la questione.
Dal punto di vista mobile, il "Mobile IP" (v. tavola sottostante) è la proposta di uno standard che renda la mobilità dei terminali trasparente alle applicazioni e ai protocolli di livello superiore, come il TCP.
Il funzionamento si basa su queste regole. Ogni nodo della rete ha due indirizzi IP, uno cosiddetto "home", fisso, e uno "fisico", legato alla posizione in cui in quel momento il terminale si trova. L’applicazione chiamante conosce (tramite DNS) l’IP home del destinatario, e invia a questo i dati. Al livello home esiste un’applicazione che è costantemente aggiornata sull’IP "reale" del destinatario e rimanda a questo i dati, presentandoli però non come un forward, cosa che in effetti è, ma come se venissero direttamente dal chiamante. Il destinatario, ovviamente, potrà rispondere direttamente al mittente.

La presentazione è poi proseguita con la spiegazione delle caratteristiche e potenzialità del linguaggio Wml e Wml script e l’indicazione di due casi reali di applicazioni, una relativa alle informazioni sul traffico sviluppata in Germania e un portale mobile sportivo finlandese.