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Questions
& Answers relative all'Area Reti
wireless integrate
risponde Andrea Tarasconi
Specializzazione:

Reti Wireless
Andrea
Tarasconi, nato a Reggio Emilia nel 1965, laureato in Ingegneria
Elettronica presso l’Università di Bologna, è
specializzato in Microelettronica ed Informatica.
Prima di fondare Essentia nel 1996 assieme all’Ing.
Ferdinando Sabatino, ha maturato una lunga esperienza nel
settore dei sistemi operativi per la robotica e per l’automazione
industriale. Attualmente
è Presidente e Direttore Tecnico di Essentia, carica
che riveste dal 1997, è Membro del Comitato Telecomunicazioni
di Confindustria, è Docente Accreditato dell’Istituto
di Formazione IFOA. L’Ing.
Tarasconi è stato il titolare del brevetto d’invenzione
per la tecnologia d’antenna denominata “Advasu”
(Antenna a Due Vie A Senso Unico); brevetto oggi di proprietà
di Essentia |
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| Q
Riguardo l'utilizzo in Italia del wi-fi 802.11a 5GHz, ho letto domanda
e risposta già riportati su questa pagina web, ma mi rimangono
delle perplessità: il Piano Nazionale di Ripartizione delle
Frequenze e la sua modifica DM 20 Febbraio 2003 nella nota n. 184
non sembrano impedire l'uso di apparati wi-fi nella banda 5.150-5.350
MHz e neppure richiedono la presenza di TPC e DFS, che invece sono
esplicitamente richiesti per la banda 5.470-5.725 MHz nella nota 190A.
Cosa
ne pensa? |
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A
In merito all'utilizzo della banda ISM 5.15-5.35 GHz in ottemperanza
all'uso previsto per le applicazioni ISM civili libere, va precisato
che:
- Gli apparati radio devono comunque avere l'Omologazione Europea,
cioè essere stati approvati da Competent Body secondo la
direttiva CE EN-1999-05.
- Tali apparati sono utilizzabili sono per applicazioni "indoor"
ove si sia certi di confinare al massimo il campo irradiato.
- La potenza massima ammessa è stata limitata ulteriormente
rispetto all'altra porzione di banda. Pertanto,
secondo l'orientamento attuale del Ministero Italia, mi sento di
poter dire che:
- I servizi TPC e DFS siano comunque richiesti per una classificazione
come BRAN, e quindi per poter utilizzare la massima potenza ammessa
per tale uso (oggi il Ministero autorizza anche i 500 mW EIRP).
- In caso contrario si può chiedere l'omologazione come LPD
SRD, quindi con la limitazione dei 15 mW EIRP. Purtroppo,
però, causa l'ancora non del tutto stabile normativa tecnica
e visione politica in tal senso (uso indoor dei 5.15-5.35), a differenza
di quanto oggi noto per le banda ISM dei 2.4 GHz e dei 5.4-5.7 GHz
outdoor, non posso assicurarle che quanto da me ora esposto sia
effettivamente corretto ed ineccepibile.
Pertanto, per poter avere un quadro più chiaro possibile,
le suggererei di agire in questo modo:
- Contatti il CETECOM (Germania) e chieda a loro di darle il quadro
aggiornato delle normative tecniche ETSI per tale banda per l'uso
indoor.
- Contatti il Ministero nello ISTITUTO SUPERIORE C.T.I. e chieda
la loro interpretazione.
Rimaniamo in contatto, interessa anche a noi avere un quadro più
chiaro.
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| Q
Le reti wifi a 5 Ghz (802.11a) sono utilizzabili in Italia su fondi
privati ? Ci sono già vendor certificati per vendere in italia
apparati 802.11a ? Inoltre, il 5 Ghz è utilizzabile in ambito
Hot spot (es. aree portuali ?) |
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A
Il
quesito richiede una risposta tecnica ed una giuridica.
Pe quanto riguarda la parte tecnica:
1 - Gli apparati IEEE 802.11a, operanti nella banda dei 5.x GHz,
non sono utilizzabili in Italia, né nel resto della UE, causa
diversi possibili problemi di interferenza RF con dispositivi radar
e strategici militari.
2
- In Europa, ed anche in Italia, sono ammessi gli apparati rispondenti
al più evoluto standard IEEE 802.11h e successivi, che grazie
ad alcune funzionalità tecniche (ATPC e AFS), come il controllo
automatico della potenza trasmessa ed il controllo dinamico del
canale impegnato (in pratica l'apparato ricerca un canale libero
e non trasmette su canali già presunti occupati da altri
apparati).
3
- In Italia, non tutta la banda del 5.x GHz ERO / ETSI è
utilizzabile, ma in compenso è utilizzabile una parte della
banda 5.4 GHz (non tipicamente utilizzabile in altri paesi UE).
Per quanto riguarda la parte giuridica:
Al momento, la legge Italiana non fa distinzioni tra apparati Wi-Fi
a 2.4 GHz ed apparati WiMAX like a 5.x GHz, quindi entrambe le tecnologie
sono utilizzabili per i medesimi scopi, con le medesime limitazioni,
ed agli stessi costi.
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| Q
Una struttura portuale turistica vuole implementare una infrastruttura
di accesso alla rete dati per i clienti diportisti tipo Wi-Fi Hotspot
con addebito a tempo. Tutta l'infrastruttura, compreso sistema di
autenticazione e billing, dovrebbero essere di proprietà del
porto turistico che vorrebbe gestire l'infrastruttura per conto proprio.
Dal punto di vista normativo, tale servizio può essere venduto
al pubblico? Quali autorizzazioni occorre richiedere e quali costi
bisogna sostenere? In tal caso bisogna inoltrare domanda per un'autorizzazione
generale al ministero? |
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A
La
normativa sul Wi-Fi consente l'erogazione di tali servizi in aree
portuale, essendo considerato un ambiente confinato e soggetto a
regolamentazione simile a quella Aeroportunale. Il servizio di connettività
Wi-Fi, quindi, dovrà essere fornito, dal punto di vista tecnico,
in conformità con i dettami del disposto Gasparri sul Wi-Fi
ed erogato, dal punto di vista giuridico, da uno dei soggetti abilitati,
cioè da un ISP o da un Operatore Telefonico.
Da tenere in stretta considerazioni gli aspetti tecnici di sicurezza
di rete, AAA e roaming dei profili, normativa ETSI in termini di
potenza irradiata.
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| Q
Nel caso di reti che collegano diversi punti vendita di una società,
quali sono le soluzioni che consentono un risparmio sul traffico telefonico?
Fino a che punto conviene realizzare una rete dedicata? Qual'è
il break even point? E a tal proposito qual'è la sua opinione
riguardo alle VPN ? |
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A
Nell'ambito
di soluzioni wireless per lo sviluppo di reti private, le tecnologia
impiegabili sono diverse, e vanno scelte in base ad i vincoli fisici
di progetto (distanze e prestazioni), ai vincoli normativi ed a
quelli economici.
In linea di principio non vi è una tecnologia o soluzione
vincente a priori, tutte o nessuna potrebbero dare benefici economici
o di servizio ottenuto. In ambito di reti private, una soluzione
correttamente dimensionata dovrebbe portare al break even in un
tempo non superiore ai 2 anni.
Costruirsi una rete propria, ha tipicamente senso se si può
contare sul beneficio economico (break even rapido), o su benefici
strategici, anche prescindenti il ritorno economico a breve. Tra
i principali benefini strategici ottenibili troviamo: assoluto controllo
della infrastruttura, della sicurezza relativa e della scalabilità
delle prestazioni, estrema rapidità di risposta alle future
esigenze e richieste di aggiornamento tecnologico.
Per quanto riguarda le VPN, la mia opinione è assai positiva
sul piano tecnico (consentono servizi e sviluppo di applicazioni
assai interessanti ed utili), è neutra sul piano applicativo
(vanno usate se e quando sono necessarie o è sensato usarle
anche se non è strettamente necessario).
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