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Arriva
il Gprs!
"Cronaca"
di un approccio operativo alla nuova tecnologia.
Il primo
passo è stato quello di dotarsi di un terminale compatibile: ci
siamo dunque procurati uno dei primi modelli in commercio, il Motorola
Timeport 260, "brandizzato" da uno degli operatori.
Successivamente è stato necessario abilitare la Sim (ricaricabile,
di un altro operatore) al servizio Gprs. Per tale operazione sono state
sufficienti due chiamate al call center, e l'attivazione è stata
pressocché immediata, anche se è stato necessario parlare
con più di un operatore durante ciascuna delle due telefonate.
Fatto ciò, non disponendo il laptop utilizzato di una porta ad
infrarossi, abbiamo collegato il telefono al PC via porta seriale.
A questo punto sono sorti alcuni problemi: abbiamo riscontrato diverse
difficoltà a far riconoscere il telefono come modem dal sistema
operativo dopo l'installazione del software fornito dal produttore. Il
problema è stato risolto, dopo svariati tentativi (anche con il
supporto telefonico - peraltro competente - sia del produttore che del
gestore della Sim), mediante reinstallazione del sistema operativo sul
PC.
Superato tale scoglio si è presentata un'ulteriore difficoltà:
la connessione Gprs veniva stabilita, ma resisteva pochi secondi e cadeva
inesorabilmente.
Per superare quest'ultimo problema è stato fondamentale l'intervento
del carrier.
Dopo aver verificato che la cella su cui il nostro terminale era registrato
non presentava problemi, l'operatore ci ha puntualmente assistito nella
risoluzione del malfunzionamento, dovuto ad una concatenazione di più
cause differenti: problemi legati al software del terminale non di ultima
versione, sistema operativo che non utilizzava i parametri DNS corretti
se questi non venivano forzati, un errore di password di accesso al servizio
non riportato in modo corretto.
Grazie a questo aiuto, comunque, ora il telefono Gprs è connesso
al PC, correttamente configurato, e consente di navigare, ad una velocità
media reale (testata mediante il servizio Mobile
Internet Meter) di 19,3 kbps.
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Alcuni giorni dopo queste
"avventure", abbiamo provato ad inserire una sim di un terzo
operatore nel terminale e a configurare manualmente un accesso remoto
Gprs. In questo caso, tutto ha funzionato correttamente al primo tentativo.
Alcune considerazioni:
-
Da un pur rapido "giro" presso i rivenditori, si è
constatata un'impreparazione di questi ultimi ad assistere la clientela
su questi problemi. Chi acquista un telefono Gprs difficilmente potrà
ottenere presso il punto vendita (sia esso "telefonico" o
"informatico") un supporto adeguato alla risoluzione di problemi
come quelli esposti.
- Per
contro, i call center dell'operatore (che ne ha allestito uno appositamente
per risolvere problemi connessi al servizio Gprs) e del costruttore
si sono dimostrati competenti ed in grado, ovviamente per quanto possibile
via telefono, di assistere in modo sufficientemente completo l'utente
in diffcoltà.
- Il
mercato Gprs è in fase di avvio e certamente soffre di alcuni
"problemi di gioventù", almeno da un punto di vista
tecnico: due terminali identici con versioni di software diverse possono
portare a problemi differenti in fase di configurazione; inoltre un
sms o una chiamata ricevuti durante una sessione Gprs attiva non la
fanno cadere, ma di fatto sembrano bloccare la ricetrasmissione dei
pacchetti rendendo necessario disconnettersi e riattivare la sessione
dati.
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