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E-commerce
in Italia
Il 20 dicembre
1999, presso il Politecnico di Milano, sono stati presentati i primi risultati
di un Osservatorio sul commercio elettronico promosso dalla stessa
Università (denominato "Osservatorio e-Poli B2C"). Il campione
intervistato segnala inoltre tra i principali problemi la difficoltà
di reperire il sito, la lentezza dello stesso, la confusione grafica.
Appare però evidente come, superato "l'impatto iniziale"
con il commercio elettronico, il livello di soddisfazione cresce:
mentre del primo acquisto si dichiara infatti più o meno soddisfatto
il 93% degli utenti, dopo il 5° acquisto si raggiunge il 100% di
soddisfatti. Si può dire, in altri termini, che in Italia esiste ad oggi un gap di offerta: la domanda potenziale di e-commerce esiste, ma il sistema di offerta, in termini numerici e di qualità dei siti, di sicurezza dei pagamenti (solo il 40% utilizza transazioni "sicure") e di fruibilità dei servizi non appare adeguato. Le motivazioni addotte sono le più varie, dai conflitti di canale ai problemi organizzativi, a questioni di marketing irrisolte. Il settore però è in realtà effervescente: si assiste ad una natalità di siti e-commerce molto vivace (oltre il 15% al mese), anche se controbilanciata da una mortalità anch'essa elevata (7% al mese). La
maggioranza dei siti sono in lingua italiana, ma sono in crescita anche
i siti bilingua (italiano e inglese), segno di una volontà di chi
vende in rete di sfruttare le potenzialità del mezzo per uscire
dai confini nazionali con il proprio made in Italy. Su un totale
di circa 1250 iniziative censite, l'Osservatorio del Politecnico si è
concentrato su 153 realtà. Di queste, il 74% ha investito meno
di 10 milioni nel progetto e-commerce, mentre solo il 22% ha dichiarato
una cifra superiore ai 50 milioni. Per quanto
riguarda invece il fatturato derivante dalle vendite on-line, il 58% del
campione non arriva ai 3 milioni/mese, il 29% si colloca tra i 3 e i 10
milioni, e solo l'8% dichiara di fatturare mensilmente più di 100
milioni da vendite in rete. Boston
Consulting Group evidenzia le questioni chiave del tema in esame:
Quali sono allora le priorità che deve affrontare chi vuole entrare nell'e-business?
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