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Editoriale
PeC
- 31 dicembre 2000
Le telecomunicazioni alla fine dell'anno 2000.
I segnali, in gran parte positivi. |
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1. Dal
punto di vista dei costruttori di tecnologie.
L'Italia si presenta non solo come mercato, ma anche come un paese
su cui è possibile investire. Possono essere portati come esempi la decisione
di Nokia di aprire a Catania un centro di ricerca, di Motorola di inaugurare
due centri di ricerca a Torino e la partecipazione di Cisco in Italtel.
Nel frattempo cambia il mix degli addetti. Infatti si riduce il
numero dei despecializzati, ma aumenta quello dei tecnici e dei ricercatori.
Si afferma l'outsourcing. Ovvero, mentre si sviluppa all'interno
la ricerca e l'innovazione, viene terziarizzata a terzisti la produzione.
Ciò vale per i gruppi maggiori (es. Ericsson per la fabbrica di Sulmona),
mentre il successo del gruppo Telit è legato alla formula del contract
manufacturing.
Si registrano nuovi insediamenti e con essi si ridimensiona il
Nord (es.Vimercate) ed aumentano le localizzazioni nel Sud, in particolare
in Campania, ove sono insediati i carrier (Telecom Italia, Infostrada,
Omnitel, Wind e Blu), i nuovi investitori (Sema, Telital e Marconi) e
quelli tradizionali (Alcatel, Italtel, Ericsson, Siemens e Ipm).
Domanda mondiale di apparecchiature
per telecomunicazioni
(valori in miliardi di lire)
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anni
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1996
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1998
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2002
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96-98 |
98-02 |
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reti voce
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134.000
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162.000
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207.500
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+ 10
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+ 6
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reti dati
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12.000
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24.000
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67.500
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+ 43
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+ 30
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Fonte: Analyst
Report
2.
Dal punto di vista degli operatori di mobile communication.
Il comparto wireless (con i valori di Arpu in continua discesa)
si trova ad affrontare due evoluzioni:
- il modello rappresentato dalla personal communication, ove
è il servizio ad essere privilegiato svincolandosi dal tipo di terminale,
- la possibile e auspicabile (ma non ancora del tutto scontata) convergenza
con il mondo Internet.
Questo settore deve perciò dimostrare di poter trasformare le variegate
potenzialità offerte dalla tecnologia in concreti valori di mercato.
Nel corso del 2000 i gestori di mobile communication operanti in Italia
si sono convinti di dovere investire e la loro scelta è stata
caratterizzata da una accelerata spinta verso la commutazione di pacchetto
(quindi verso il Gprs, piuttosto che l'Hscd).
Intanto il Gsm ha confermato la sua posizione di leaderdship,
con oltre il 50% di ricavi generati a livello mondiale e con esso il
ruolo dominante che negli ultimi anni hanno conseguito Nokia ed Ericsson;
ma, la decisione di DoCoMo di sbarcare in Usa (entrando nel capitale
di A&T Wireless) ed il successo riscontrato in Giappone del servizio
e-mode pongono una grossa ipoteca sul cambiamento nel medio termine
di questo scenario.
Sul versante dei sistemi operativi per i terminali si rileva l'avvicinamento
tra Epoc e Windows CE, a seguito dell'accordo tra Microsoft ed Ericsson,
mentre si è avviato il mercato della connettività attraverso la tecnologia
Bluetooth.
Infine i grandi volumi di vendita e l'elevata competizione sui prezzi
dei telefonini hanno dimostrato come i terminali seguano le logiche
del mercato consumer, ma anche come questo mercato presenti caratteristiche
uniche per la discontinuità collegata all'innovazione tecnologica e
del design e per la necessità di coniugare le logiche di produzione
e di logistica con il time to market dei nuovi servizi proposti dai
carrier.
Per finire un augurio: che, con l'avvio del terzo millennio,
il 2001 sia un buon anno di lavoro e di preparazione per il mercato
della terza generazione!
Mario
Massone
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