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Editoriale PeC
n. 13
- 19 luglio 2001


Flatrate: per far crescere il mercato
La commissione Reti e Infrastrutture dell'Authority in questa settimana apre l'istruttoria che, molto probabilmente entro pochi mesi, porterà a soddisfare le richieste avanzate dalle Società nei confronti di Telecom Italia per poter avere una tariffa di accesso ad Internet a canone fisso, senza scatto e a condizioni economiche tali da consentire a tali competitori di formulare a loro volta delle offerte competitive per i loro clienti .
E' un momento di svolta provocato da un contenzioso creatosi circa un anno fa tra Telecom Italia e l'Isp Galactica, quando veniva firmato un accordo in cui la prima si impegnava a fornire alla seconda - a fronte di un importo economico a forfait - capacità di rete che la stessa avrebbe poi rivenduto ai suoi clienti con accesso su rete commutata ad Internet ad un canone fisso. Questo contratto non venne sottoposto all'attenzione dell'Authority in quanto Telecom Italia lo riteneva sperimentale. Molto diverso il parere di Galactica, tanto che entrambi sono finiti in Tribunale e oggi giovedì 19 luglio Telecom Italia ha dichiarato di essere pronta a chiudere le linee dedicate a Galactica.
Una questione che l'Autorità dovrà affrontare riguarda la validità del modello modello "friaco" (Flat Rate Internet Access Call Origination), modello tariffario che permetterebbe agli Isp di offrire all'utente finale un accesso dial-up a Internet senza costi telefonici né limiti di tempo, che è stato imposto per la prima volta dall'Oftel inglese a BT, quando la obbligò a fornire agli altri operatori britannici l'interconnessione destinata al flatrate a un prezzo forfetario. Ciò ha permesso la diffusione della tariffa fissa in Gran Bretagna, a partire dal Giugno del 2000. Lo stesso modello è stato poi replicato in altri paesi, quali Germania, Francia e Spagna.
Clicca sulla foto per scaricare il documento in formato pdf
Secondo Galactica è necessario adottare un modello simile anche in Italia, in quanto, senza questo genere di scelta, è economicamente insostenibile per gli Isp italiani offrire un accesso flatrate al pubblico. E' stato detto da un autorevole rappresentate politico che "se Galactica svolge una funzione di avanguardia in questo settore avrà certamente l'attenzione necessaria". Così sta accadendo. Resta l'aspetto della qualità dei servizi venduti sul mercato, poichè a questo punto la vera concorrenza dovrebbe svolgersi non più sui prezzi, ma sui servizi. Ogni cliente dovrebbe poter contare su un SLA nei confronti del suo fornitore; questo a partire da chi fornisce la prima connettività fornita da Telecom, per poi passare a chi la rivende sino all'ultimo consumatore.
Non so quanto questa vicenda possa essere portatrice di novità su questo fronte, ma potrebbe essere questa l'occasione giusta per l'Agcom per valutare e premiare gli interventi che favoriscano una sana crescita del mercato, entrando nel merito del valore aggiunto.
A nostro parere la tariffazione flat facilita all'offerta questo tipo di approccio, ma contemporaneamente dovrebbe favorire la maturazione di una domanda (disposta anche a pagare), che non sempre è consapevole di come il proprio comportamento (connessione always-on) influenzi la qualità delle connessioni sulla rete e l'uso dei mezzi di comunicazione (basti pensare, in quest'ultimo caso, a come una scelta di connessione Internet su rete commutata influenza la scelta di usare il telefonino come seconda linea telefonica).
Le diverse tecnologiche di accesso (Adsl e commutata) non si contrappongono, ma rappresentano una possibilità di scelta per il cliente finale e sono indispensabili per far maturare il mercato delle comunicazioni.
Dal canto suo la tariffa flat ha già contribuito e potrà ancor più contribuire a far crescere lo zoccolo duro di questo nuovo mercato, per non restare indietro nello sviluppo della società dell'informazione e per essere pronti ad impiegare la banda larga appena le nostra case saranno connesse.

Mario Massone
mario.massone@markab.it
Editoriali già pubblicati
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"