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Editoriale
PeC n.
18- 19 novembre 2001

Banda larga e incentivi |  |
Siamo
pronti a vendere e a comprare la banda larga?
Questo il tema proposto dal recente incontro di Beltel, che ha visto la
presenza di molti protagonisti del comparto e che è stato pensato e organizzato
con la consueta genialità da Gianni Di Quattro.
La
partecipazione a questo incontro ci ha fornito molte suggestioni, nel seguito
cerchiamo di esporne alcune. Intanto occorre ammettere che il quadro generalmente
emerso è piuttosto negativo. L'offerta, cioè gli operatori
di telecomunicazioni, vive una situazione di incertezza e pochi sono disposti
ad investire. La
domanda potenziale c'è, ma non è ben espressa e comunque non è
ancora chiaramente eleggibile. | (per
gentile concessione di Beltel) | Gli
interventi che vengono proposti sono spesso contradittori. Infatti, per sostenere
una congiuntura negativa, in cui molti operatori e fornitori del comparto telecom
hanno bilanci in rosso, la maggioranza degli addetti ai lavori chiede interventi
di sostegno da parte del governo. Le visioni sono spesso di tipo a breve
e, in questo caso, si tende ad escludere un sostegno alla offerta, e alcuni pensano
che un sistema di incentivazione sulla domanda sia fattibile, meglio per famiglie
e per il segmento Soho. Sono in netta minoranza coloro che guardano più
a lungo termine e ritengono, ad esempio, che si dovrebbe incentivare la concorrenza
tra operatori, a partire dalle creazione di infrastrutture.
La nascita
di un nuovo mercato - come quello della banda larga - dovrebbe essere promossa
in due momenti distinti: un intervento che richiede un sostegno protratto nel
tempo, l'altro di tipo tattico, che va attuato in corrispondenza di una precisa
fase critica del ciclo di vita. Premesso che tutte le innovazioni oggi
diffuse hanno avuto un avvio lungo e stentato - basti pensare alla radio, al gramofono,
all'auto, al fax - sui provvedimenti che potrebbero essere decisi a livello statale
occorre saper fare una scelta politica "intelligente". Formuliano
alcuni esempi: Un intervento governativo a lungo termine potrebbe dispiegarsi
su due fronti distinti:
un
investimento sulla domanda pubblica, a partire dalle scuole per cablarle, favorirle
per l'acccesso, ma anche per promuove i contenuti educativi prodotti dalle stesse
scuole per trasformarli in servizi di e-learning un
intervento che sposti gradualmente l'attività regolatoria verso un'azione
di promozione e tutela della concorrenza.
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Una
decisione di tipo tattico potrebbe consistere nella detassazione fiscale a beneficio
della domanda per le spese sostenute nell'accedere alla larga banda. E'
nostra convinzione che affrontare il problema solo in modo tattico (come sembra
proporre Anfov) sia limitativo, ma, forse, è anche l'unica strada fattibile,
visto che in Italia è alquanto improbabile realizzare politiche più
lungimiranti o, addirittura, a livello di sistema-paese.
Ma veniamo
al mercato.
Per l'Adsl
a fine 2000 in Italia si contavano 220.000 utenti business (8% di penetrazione)
e 50.000 utenti consumer (0,8%), per la fine del 2001 si prevedono 550.000
utenti totali e per il 2002 1.500.000, di cui 650.000 di utenti business.
Non si tratta di un trend di sviluppo formidabile, ma è comunque
interessante, notando anche che tra
le PMI il 96% ha accesso Internet, il 61% con Isdn e l'8% con
Adsl.
Ancora,
per quanto riguarda il mercato consumer, sul fronte del media televisivo,
va evidenziato che esistono circa 2,4 milioni di parabole con regolare abbonamento,
ma si stima che vi siano oltre 3 milioni di altre "parabole fraudolenti".
Quale
di questi mercati della banda larga ha bisogno di essere più aiutato? Nella
curva di vita del "prodotto" è arrivato il momento più
proficuo per attivare gli incentivi? Quali sono i ritorni attesi dagli incentivi
proposti? Ovvero, quanto sono veramente utili ed efficaci?
Intanto
che cerchiamo di rispondere a queste domande, l'offerta dovrebbe rivedere i suoi
budget di comunicazione, che andrebbero modificati perchè troppo spesso
hanno contribuito a creare false attese e non, invece, a favorire la nascita di
nuovi e reali consumi.
Mario
Massone mario.massone@markab.it
Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere
il mercato"
n° 12: "La difficile missione del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere" n°
8: "Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino" n°
4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze" n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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