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Editoriale PeC n. 20- 2 gennaio 2002

Benvenuto 2002

Il 2001 è alle nostre spalle.
Il mercato delle telecomunicazioni mobili in Italia ha proseguito la sua corsa (+ 19% nelle reti, +10% nei servizi, + 2% nei terminali, con una densità del 85% di Sim sulla popolazione), ma l'economia mondiale ha registrato un secondo semestre particolarmente difficile. Ora non resta che puntare tutto sul nuovo anno, per ottenere incrementi ancora più consistenti per il comparto mobile e dare inizio ad una ripresa dei consumi e degli investimenti che venga coronata a fine anno con l'avvio dei primi servizi Umts.
Per fare in modo che gli investimenti nel nostro comparto possano continuare con un trend sostenuto occorre che:
1). Sin dai primi giorni del 2002 siano chiare le regole per la realizzazione dei nuovi siti delle infrastrutture e che si renda meno oneroso l'impegno finanziario già rilevante per i nuovi operatori Umts.
2). L'interoperabilità non resti un concetto astratto, ma, attraverso i vari enti di standardizzazione e con l'attività dei centri specialistici, venga ricercata in concreto dai produttori leader di telecomunicazioni.
3). I costi dei nuovi servizi, a partire dalle nuove tariffe del Gprs, siano collegati il più possibile al valore aggiunto fornito, o, meglio ancora, percepito dai clienti.

Se ci voltiamo indietro a guardare a quanto accaduto al mercato delle telecomunicazioni nel 2001 ("Le 12 notizie del 2001") possiamo rilevare che:

  • l'avvio del nuovo servizio Foma di DoCoMO in Giappone ha avuto un lieve ritardo, ma ha rispettato le prime attese,
  • la modifica della numerazione sul cellulare (senza lo 0) non ha prodotto problemi di sorta agli utenti,
  • gli accordi (Matsushita e Nec) le fusioni (Ericsson-Sony) tra produttori di handset hanno preparato lo scontro con i leader (Nokia e Motorola),
  • l'acquisto di Infostrada da parte di Enel e la successiva fusione in Wind ha dimostrato che si intende seguire un modello di MultiUtilities,
  • con la nascita di Telecom Lab lo Cselt è diventato un centro di profitto (proprio quando si festeggia il centenario del collegamento radiotelegrafico di Marconi) e la nuova proprietà del gruppo si concentra sugli investimenti italiani,
  • l'unbundling del local loop e le tariffe flat rate non hanno ancora dato avvio alla piena liberalizzazione del mercato e risolto i problemi degli Isp.
Le attese dei mercati - sia business che consumer - sono sempre più rivolte ai servizi. I nuovi business si fanno perciò attraverso cooperazioni molto profonde e ciascun attore mette in gioco nella filiera la propria specifica competenza. Per tutti resta il problema di dominare la catena del valore e di presidiare il rapporto con i clienti. L'anno nuovo forse non ci presenterà novità definitive su questo campo, ma costituirà una fase determinante per preparare il cambiamento.
L'avvento dell' Umts viene in un certo senso anticipato dal cambiamento indotto dall'offerta dei servizi, dagli Ems all'Infomobility, dove la qualità può iniziare a fare la differenza.

 

Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19: "Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18: "Banda larga e incentivi"
n° 17: "Certezze e incertezze"
n° 16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15: "In attesa degli MMS"
n° 14: "Pullover o pneumatici?"
n° 13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"