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Editoriale
PeC n.
21- 15 gennaio 2002
Meglio perderli
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Se
si tratta di clienti marginali, con un basso fatturato ed una eccessiva sensibilità
al prezzo."The
Wall Street Journal Europe" di ieri
ha pubblicato alcune considerazioni sul mercato della telefonia cellulare in Hong
Kong e Singapore, che ritengo interessante riproporre in sintesi nel seguito.
Il
protagonista è il proprietario di una piccola società di autotrasporti,
che svolge viaggi regolari lungo il confine con la Cina; ciò significa
che il nostro interlocutore è costantemente sulla strada e che impiega
il telefono cellulare per comunicare. Sino allo scorso anno egli aveva 3 telefoni:
uno per per le chiamate, uno per ricevere e un terzo per le emergenze (in caso
di guasto di uno dei primi due, oppure se si verificava il raggiugimento della
soglia di consumo mensile). Come era accaduto ad altri clienti il nostro amico
ha iniziato ad |  | impiegare
il primo cellulare anni fa, poi, in seguito alla continua promozione degli operatori
mobili, si è convinto a sottoscrivere nuovi piani, man mano che venivano
offerte nuove soluzioni. Un piano tariffario prevedeva bassi costi per le chiamate
in ricezione, così il trasportatore lo impiegò esclusivamente per
le telefonate in ingresso. Un altro piano tariffario era caratterizzato dalle
promozioni per le chiamate al di fuori degli orari di punta, così decise
di usarlo in quella fascia oraria. E così via dicendo. Il nostro cliente
accettava ogni nuova proposta che ritenesse più conveniente aggiungere
a quelle già adottate.
Tuttavia qualche mese fa i tre vecchi telefoni
sembravano avere chiuso il loro ciclo di vita e, soprattutto, il loro uso si dimostrava
complessivamente troppo oneroso. Così, il nostro cliente decise
di disdire tutti i contratti e di mantenere solo quello giudicato più conveniente. Secondo
il giornalista (Connie Ling) questa storia è rappresentativa di
un'ampia parte del mercato di Hong Kong e Singapore: dopo un decennio di forte
crescita il comparto sembra avere raggiunto la saturazione.Già
nel mese di Ottobre del 2001 il numero di utenti in Hong Kong era risultato pari
a 5,6 milioni, ovvero lo 0,21% in meno del dato del mese precedente. Per i 3,076
milioni di utenti di Singapore la diminuzione era risultata dello 0,13%.
Nel mese di Novembre il tasso di penetrazione si era fermato al
70%: il più basso degli ultimi 8 mesi. E questo andamento
negativo è dovuto in gran parte alla diminuzione di utenti
prepaganti. |
Quali
le reazioni degli operatori? La concorrenza degli ultimi tempi li ha costretti
a ridurre sempre di più le tariffe dei servizi e a sussidiare il prezzo
dei telefonini per attirare nuovi utenti. Ne è risultato che gran parte
della crescita del mercato è divenuta fittizia, in quanto molti utenti
decidevano come il nostro amico trasportatore della storia sopra riportata: in
base al prezzo e consumando in media sempre meno per ogni nuovo telefono acquisito. L'Arpu
scendeva quanto il numero di utenti saliva. Ma non tutto il male viene
per nuocere, (conclude l'articolo) visto che quasi tutti i clienti persi
erano basso consumanti e troppo sensibili ai prezzi. Mario
Massone mario.massone@markab.it
Editoriali
pubblicati nel 2002
n°
20: "Benvenuto
2002" |
Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
19: "Lo
Stato ricco ora deve redistribuire"
n°
18: "Banda larga e incentivi"
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere
il mercato"
n° 12: "La difficile missione del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere" n°
8: "Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino" n°
4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze" n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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