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| Editoriale
PeC n.
23- 8 febbraio 2002
Sms
e Sos
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E'
noto che di recente l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali
ha avviato un procedimento di verifica circa accordi o convenzioni sottoscritti
tra enti locali e operatori mobili per utilizzare i messaggi Sms a fini di pubblica
utilità. Sebbene tali iniziative possano rispondere a finalità
di pubblico interesse (es. comunicazioni su limitazioni alla circolazione delle
auto), il Garante afferma che esse devono avvenire solo nei limiti previsti dalla
tutela della privacy. Anche per rispetto della sensibilità dei cittadini,
i quali hanno sollevato il problema dell'invasione della loro sfera privata tramite
Sms. Occorre, pertento, bilanciare il principio della pubblica utilità
della comunicazione con il diritto del cittadino alla privacy. Anche
gli operatori mobili ritengono che i loro clienti vadano difesi dal rischio di
invasione della loro sfera personale e sono disponibili a questo tipo di servizio
solo se si rispetta ciò che ciascun cliente sceglie. Particolare significato
assume la posizione di Omnitel Vodafone, in quanto per prima in Italia ha avviato
iniziative nei confronti della PA locale: ricordo con il Comune di Catania per
il servizio di controllo dell'elettrosmog e con il Comune di Bologna per il servizio
informativo alle fermate degli autobus. La strada preferita da questo operatore
è quella della definizione di un accordo con gli Enti Locali e con
tutti gli altri attori (es. associazioni non profit) definibili come Service Provider
che operano nell'ambito dei servizi di pubblica utilità. In tal caso sarà
il Service Provider a diffondere l'informativa e a raccogliere il consenso nei
confronti dei suoi clienti-utenti-cittadini; già esistono progetti, realizzati
con il contributo di Omnitel, che hanno seguito questi criteri con successo, ad
esempio tramite l'impiego dei portali Internet degli Enti con cui era stato formalizzato
l'accordo. Da
un punto di osservazione più ampio ricorderei ancora che:
solo in questi giorni l'Authority delle Comunicazioni ha deliberato sulla creazione
di elenchi telefonici in cui ciascun utente avrà la possibilità
di scegliere le modalità e le finalità con cui intende essere raggiunto;
per le società private l'impiego degli Sms va comunque subordinato alla
richiesta del consenso provato per iscritto (anche in forma elettronica);
vanno distinte le effettive funzionalità del servizio, anche nei casi di
pubblica utilità, ove un'impiego non adeguato potrebbe far sorgere solo
un disservizio, fatte salve le situazioni che saranno classificabili di emergenza;
l'impiego degli Sms deve essere inquadrato nell'ambito più ampio della
messaggistica, sia per reti fisse che per quelle mobili.
Mentre
si attende la chiusura della procedura istruttoria da parte del Garante (forse
già entro il mese di marzo), suggerisco che si faccia chiarezza sulle
diverse tipologie di mezzi da impiegare, ovvero degli strumenti più
corretti dai punti di vista tecnico, economico, di funzionalità e sicurezza.
In altre parole, il telefonino, anche se molto diffuso, non può rappresentare
il mezzo più idoneo per veicolare certi messaggi di emergenza o di pubblica
utilità, ma vanno invece comprese e sfruttate le sue peculiarità
di comunicazione personale. Nell'attuale fase di sviluppo del mercato, in
cui le scelte della PA sono determinanti per sostenere l'innovazione, intervenire
in modo inadeguato sull'impiego degli Sms può contribuire a produrre un
sensibile ritardo degli investimenti da parte degli operatori mobili negli MMS,
i messaggi multimediali via telefonino in via di attivazione. E'
perciò opportuno che con il contributo di tutti - e nei diversi aspetti
che ho sopra accennato - si chiarisca la situazione creatasi per gli Sms degli
Enti Locali. Sarà un bene per l'oggi, ma soprattutto per quanto ci
aspetta a medio termine.
Editoriali
pubblicati nel 2002
n°
22: "Gprs:
prezzo e prodotto"
n°
21: "Meglio
perderli"
n°
20: "Benvenuto
2002" |
Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
19: "Lo
Stato ricco ora deve redistribuire" n°
18: "Banda larga e incentivi"
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12: "La difficile missione del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere" n°
8: "Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino" n°
4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze" n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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