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Editoriale PeC n. 28- 20 maggio 2002
Permission marketing
Riflessioni dalle prime esperienze consumer
Quando poco meno di una ventina di anni fa si sviluppò il fenomeno Commodore nacque una nuova comunità di informatici, poco dopo, su un altro fonte, lo standard Gsm produsse una nuova cultura di telecomunizionisti facendo sviluppare un'altrettanto significativa comunità.
Ho portato questi due riferimenti (ma altri ne potrei ricordare) per giungere ad una prima considerazione: nel bene o nel male solo il "consumer", che interessa grandi numeri, può produrre vera innovazione su tutti i fronti, dalla tecnologia al mercato.
Il mondo delle aziende per sua natura è spesso molto condizionato e in certo senso frenato nelle fasi di innovazione.
Oggi però sta avvenendo qualcosa di nuovo, che interessa sempre il rapporto B2B, ma in un'ottica che guarda non alle applicazioni di enterprise soltanto, ma anche a quelle del mercato finale. Si sta concretizzando il modello di tipo B2B2C (figura).
Sono soprattutto gli operatori di telecomunicazioni - ed i loro tradizionali fornitori - ad essere coinvolti da questo cambiamento. Dato che i nuovi media da loro messi in campo rappresentano canali innovativi, attraverso i quali si possono realizzare nuovi business in un'ottica Crm. Ma su questo tema rinviamo i nostri lettori al precedente editoriale.

Ora vorremmo soffermarci sul permission marketing con un semplice esempio.
I
mmaginiamo una campagna promossa da una nota marca di abbigliamento sportivo, che intende raggiungere un target di giovani e che affida ad una new agency l'incarico. Quest'ultima predisporrà un messaggio idoneo e sceglierà il mezzo: pensiamo al cellulare. Procuratasi con uno o più sistemi di ricerca un file adeguato di numeri di telefonino, sarà per prima cosa confezionato un messaggio di tipo sms (tra poco mms), che avvisa ogni potenziale cliente che può ricevere dalla viva voce di un noto "personaggio sportivo" un messaggio personale e di suo sicuro interesse.
Basterà rispondere all'sms, ovvero dimostrare di essere interessati al'iniziativa e scegliere il nome del "campione con cui si intende parlare".
Se tutto ciò avviene, il giovane cliente verrà subito richiamato e potrà ascoltare un breve messaggio dalla viva voce del "campione preferito", messaggio impostato in modo amichevole (ciao, tu, ecc..) che comunicherà le modalità della promozione e/o dell'evento.
Quali i ritorni attesi? Interessanti, soprattutto se il file sarà impostato correttamente, se la promozione sarà accattivante e integrata nel piano di marketing communication.
Esempi come questi sono già attivi o attivabili e si calano su tutto il piano commerciale e di relazione delle aziende. Vengono avviati sul mercato consumer, ma non sono solo destinati ad un mercato di giovani. Forse la vera discriminante di fattibilità sta nel livello di appartenenza ad una comunità di interessi: tanto più tale livello è elevato, tanto più vi è possibilità di realizzare l'iniziativa con successo.

Con questo intendo affermare che il permission marketing può essere applicato anche a relazioni di tipo business, tra collaboratori commerciali e tecnici, lungo la filiera del business e all'interno di un sistema di Crm. Sia nel caso in cui questi attori debbano essere coinvolti nel piano di comunicazione, sia nel caso in cui ne siano i principali protagonisti.
Facciamo il caso in cui si tratti di supportare iniziative di marketing per un piano eventi. Chi opera in questo settore sa quanto sia complesso avere ritorni significativi da attività spesso costose (a causa degli impegni di spazi esposiviti e del personale coinvolto), troppo frequenti nell'arco dell'anno e difficili da gestire.
Occorre disporre di soluzioni che favoriscano la comunicazione al cliente interessato e che lo accompagnino prima, dopo e durante il singolo evento. Soluzioni di tipo one-to-one, che abbiano come punto di forza il costo limitato e la possibilità di integrarsi agevolmente con il sistema aziendali, ad esempio con il Crm operativo (front-office e canali di pre e post vendita).
Per inserirsi in questo tipo di business i carrier di telecomunicazioni e gli Isp dovranno predisporre pacchetti d'offerta dedicati ai rivenditori siano essi Asp o integratori Ict.
In breve, le tecnologie abilitanti sono quella IP e quella Gsm/Gprs/Umts ed il mercato di maggiore interesse è quello delle PMI.
Markab può contribuire a mettere e punto i nuovi pacchetti d'offerta - ad esempio testandoli attraverso panel di comunità business - e dovrà diffondere cultura e informazioni opportune.
Chi è interessato a partecipare alle nuove opportunità derivanti dal permission marketing?


Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 27: "Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23: "Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21: "Meglio perderli"
n° 20: "Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19: "Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18: "Banda larga e incentivi"
n° 17: "Certezze e incertezze"
n° 16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15: "In attesa degli MMS"
n° 14: "Pullover o pneumatici?"
n° 13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"