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| Editoriale
PeC n.
29- 31 maggio 2002 Wi-Fi
al via Buona fortuna
alle Wireless Lan (con Adsl) ! |  |
E'
alta l'attesa che si è creata nel mercato
delle
Telecomunicazioni per le nuove opportunità
che si potrebbero presentare grazie alla tecnologia Wireless Lan (IEEE 802.11B),
denominata più familiarmente Wireless Fidelity (W-iFi). Secondo
Gartner in Usa saranno 5 milioni gli utenti entro
la fine del 2003 ed il
giro di affari sarà di 5 miliardi
di dollari.
In Italia in questi giorni si sono
registrati importanti annunci sul fronte degli operatori di rete fissa. Telecom
Italia ha presentato Alice
Flash Flat, offerta Adsl che impiega trasmettitori Wi-Fi e costa 51,95
euro al mese (9 in più del normale pacchetto Adsl). Per il mercato delle
PMI sarà presto disponibile Smart Wireless e per le maggiori Interbusiness
Wireless e Hyperway Wireless (con un canone di 10 euro in più). Anche
Albacom ha annunciato che da giugno sarà disponibile l'offerta Wirekless
Lan per le PMI: 50 euro/mese per collegare un max di 15 terminali dell'azienda.
E
ancora nuovi annunci di "Adsl con Wi-Fi" stanno arrivando anche da Fastweb
e da Atlanet. Per completezza
occorre dire che da qualche tempo dagli
UK era già approdata sul mercato indoor italiano l'offerta di Megabeam:
agli aeroporti di Fiumicino si può accedere alle loro reti senza fili con
una spesa di circa 13 euro al giorno o con 70 euro al mese di abbonamento (per
l'uso di Wi-Fi in aree pubbliche è attesa una regolamentazione dell'Authority
delle comunicazioni). Ma solo ora, dopo gli annunci
dei principali operatori presenti in Italia, si può veramente affermare
che il
mercato Wi-Fi sta per
partire, perchè il successo di queste nuova modalità di servizio
"senza fili" risulta garantito solo se si rendono disponibili ai clienti
adeguati servizi di post-vendita. Infine permettete qualche considerazione
sul posizionamento di mercato.I
costi per acquistare un access point (la postazione radio base) e una scheda da
montare su terminale (desktop, portatile, palmare) sono oggi complessivamente
pari a circa 350 euro. A queste condizioni è immediato
notare come la scelta di pricing di Telecom Italia sia anche da considerare in
|   | un'ottica
di mantenimento dei propri clienti, in
particolare di quelli residenziali e soho con un volume di
traffico medio-alto,
che sono particolarmente attrattivi per la concorrenza Adsl.Cosa
faranno gli operatori mobili, che si vedono costretti
ad accelerare gli investimenti su Gprs e su Umts per rientrare al più presto
delle spese già sostenute (licenze incluse) e per dare più banda
ai servizi richiesti dai clienti? Questo
tipo di problema veniva di recente così affrontato da un giornalista d'oltreoceano. "Se
gli utenti di laptop possono accedere ad Interent via Wi-Fi perchè dovrebbero
usare i servizi 3G? Secondo un analista della Gartner Group "Questa situazione
di certo costringerà gli operatori mobili a rivedere i loro piani sull'Umts,
in quanto si riduce il fatturato atteso derivante dall'accesso dati".
Mentre
alcuni carrier ritengono che il Wi-Fi sia una minaccia per i loro programmi sul
3G, altri interpretano questa tecnologia per promuovere una nuova offerta di accesso
wireless ad Internet". | E'
perciò pensabile che anche gli operatori mobili italiani stiano oggi esaminando
con attenzione l'aspetto
tecnologico e prestazionale. Ma non si tratta solo di verificare quanto il rapporto
di banda sia favorevole al Wi-Fi rispetto all'Umts, occorre cercare di capire
come si porrà il confronto a regime, in quali condizioni di traffico da
soddisfare e per quali servizi. Intanto anche per il Wireless Lan occorre ridimensinare
i dati "lordi" che vengono diffusi dalle comunicazioni promozionali
e che fanno riferimento allo standard: dai 11 Mbit/sec in pratica si scende a
5-6 Mbit/sec ottenibili con le tecnologie di base oggi rese disponibili da molti
noti costruttori (da
Cisco a Symbol, da 3Com ad Avaya). Inoltre per disporre di un confronto
attendibile andrebbero portate almeno altre due considerazioni: - la diffusione
e la possibilità di uso del Gprs già oggi sono ovviamente ampie
e per alcuni servizi il bit rate è adeguato, - la sicurezza della
comunicazione potrebbe per certi impieghi di tipo business essere un fattore discriminante
nel confronto tra Wi-Fi e Gprs.I
l pricing per il Wi-Fi Come è stato detto, le prime condizioni di
prezzo sono variabili tra 50 e 70 euro al mese, comunque si tratta di una tariffazione
a periodo di tempo con abbonamento per giorno o per mese. Ben diversa è
la situazione in cui viene oggi offerto il Gprs, ovvero per volume. Quì
sta uno degli aspetti più critici, visto che il sistema di tariffazione
del Wi-Fi sembra non sarà diverso da quello oggi proposto, che si allinea
ai modelli impiegati per i navigatori di Internet. Come pensare che sia immediato
per un cliente abituarsi ad un metodo di pricing così diverso a seconda
che si trovi ad usufruire di un servizio in aree indoor ad alta intensità
di traffico (aeroporti ad esempio) o a minore intensità (ufficio o casa). Forse
è più pragmatico pensare a mercati ed usi distinti. Oggi, intanto,
molti operatori (a partire da quelli di rete fissa e Isp) ritengono opportuno
di dover annunciare la loro prima offerta, mentre si attende l'intervento del
Ministero delle Comunicazioni per gli aspetti che riguardano l'impiego del Wi-Fi
in ambiente pubblico.
Affinchè
Wi-Fi non sia solo la moda di oggi ricordiamo che nel lontano 1996, mentre guardavamo
con attenzione al rapido sviluppo del sistema PHS (Personal Handy Phone System)
in Giappone, raccoglievano in casa nostra le seguenti affermazioni: - "
Se il Gsm è il motorino il Dect rappresenta la bicicletta" (da Telecom
Italia), - " il Dect serve a svezzare il mercato di fascia bassa"
(da Tim). Buona fortuna Wi-Fi ! |
Mario
Massone mario.massone@markab.it
Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
19: "Lo
Stato ricco ora deve redistribuire" n°
18: "Banda larga e incentivi"
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12: "La difficile missione del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere" n°
8: "Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino" n°
4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze" n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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