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Editoriale PeC - 6 febbraio 2001
Editoriali precedenti
n° 2: "Grandi e piccole storie di mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine dell'anno 2000. I segnali, in gran parte positivi"

Inno agli innovatori
Indicateci come conquistare spazi di tempo per i nuovi consumi

Abito a Milano da ormai più di 25 anni, eppure qualche giorno fa mi è capitato di rientrare in città dall'hinterland nord di Milano e, volendo sperimentare nuovi percorsi, sono riuscito a perdermi alla periferia della Bovisa (provate a pensare cosa significa all'una di notte chiedere informazioni in quella zona).
In quel frangente ho realizzato quanto poteva essermi utile un navigatore e mi sono ricordato dell'intervento di un noto (e ben pagato) guru dell' Information Communication Technology, che in un convegno sosteneva quanto fosse negativa l'innovazione quando rappresenta un tentativo di imporre nuove tecnologie e relativi consumi: "mio cognato è milanese da generazioni e di rado si muove dalla città, eppure ha installato un navigatore satellitare sull'auto e si vanta di usarlo…".

Queste mie note vogliono, invece, essere un "inno agli innovatori" perché è soprattutto grazie a loro se esistono i mercati, se i beta test dei nuovi prodotti possono essere realizzati e se certi costi legati alla frenesia dei cicli di vita vengono contenuti.
Intendo anche richiamare l'attenzione delle società dell'offerta del settore su un altro aspetto: quello del tempo che è, e sarà, possibile dedicare ai nuovi consumi.
Vediamo ad esempio alcune considerazioni sull'intensità d'uso di Internet:
- in Gran Bretagna si riscontra un alta penetrazione di Internet, ma una bassa intensità di utilizzo;
- in Germania gli internauti hanno aumentato il tempo di uso sottraendo spazio ai portali generici e preferendo i siti specializzati;
- in Francia si è verificata una forte crescita degli utenti, ma un incremento d'uso selettivo, da parte di chi è più interessato ai contenuti.

Il consumo di Internet è pertanto vario in questi paesi ed è altrettanto in Italia.
Intanto ai fornitori non sfugge che un potenziale elevato di mercato che però spende poco tempo è meno appetibile di un potenziale più piccolo ma che effettua un utilizzo più intenso.
Inoltre occorre individuare come sia possibile ritagliare nuove quote di mercato su una risorsa molto limitata come quella del tempo totale che ciascuno di noi può ritagliare per i consumi innovativi. Negli Usa il tempo medio passato su Internet ha raggiunto i 1.000 minuti al mese (più di mezz'ora al giorno), mentre in Francia si raggiungono solo i 250 minuti al mese.

Se è difficile togliere il telecomando ed telefonino dalle mani degli italiani, forse sono proprio questi due oggetti che limiteranno o favoriranno l'introduzione dei nuovi servizi.
Questo è l'aspetto che più interessa indagare, proprio attraverso il contributo degli innovatori.

Mario Massone


Editoriali precedenti
n° 2: "Grandi e piccole storie di mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine dell'anno 2000. I segnali, in gran parte positivi"