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Editoriale PeC n. 32 - 22 luglio 2002

La società dell'informazione
... e la Personal Communication

Banda larga. Il governo ha più volte espresso la volontà di non usare incentivi a pioggia per far decollare questo mercato, ma di cercare di combattere il digital device favorendo le aree più decentrate, ove anche la presenza di queste infrastrutture può essere discriminante per la scelta di nuovi investimenti (pensate ad un albergo o ad un centro d'affari che oggi non disponga di una adeguata banda di connettività).
Parimenti occorre evitare la sovrapposizione per quanto riguarda l'impiego delle diverse tecnologie nei settori emergenti della banda larga, dell'Umts e della Tv digitale terrrestre. Anche per salvaguardare gli investimenti, che, nel corso del triennio, quest'offerta genererà per oltre 30 milioni di euro.

Impieghi. Nel breve-medio termine non esiste una killer application certa, ma piuttosto vi sono tante situazioni in cui la tecnologia permette di fare meglio attività ludiche o professionali in gran parte già oggi svolte
.
Può essere il caso dell'e-government, della telemedicina, del commercio elettronico, ma anche dei giochi.
Dalla possibilità della certificazione a domicilio alle operazioni di tipo finanziario eseguite a distanza: quante occasioni si potranno concretizzare per ridurre i tempi di attesa, le code, i trasferimenti e gli errori!
Peccato che solo il 2% delle famiglie italiane disponga oggi di un accesso broadband.

Più controlli. La relazione presentata di recente dall'Autorita delle Comunicazioni ha evidenziato che, per far crescere il mercato, non servono più normative, ma più vigilanza, ovvero controlli mirati a garantire la crescita della concorrenza tra le aziende.
Da questa autorevole affermazione si deduce che le regole del mercato non sono ancora adeguate e sufficienti a garantire uno sviluppo normale e libero. In realtà molte variabili sono abbastanza fuori controllo perchè le situazioni a livello di ciascun paese europeo continuano ad essere variegate e perchè si interviene con ritardo sui fatti concreti.
Ad esempio
, quando saranno affrontati e risolti in modo più efficace i gravi problemi che incontrano gli operatori a realizzare le nuove infrastrutture per l'Umts a causa della differenza tra la normativa nazionale e quelle locali?
Oppure, quando sarà valutata e regolamentata la possibilità di impiego delle WLan in ambienti pubblici?
Occorre che ci si abitui a decidere sui fatti.

Questa accelerazione di concretezza risulta confermata se si pensa alle vaste opportunità che si presenteranno nell'arco del primo decennio di questo terzo millennio, opportunità che si possono indentificare nei seguenti filoni di possibile sviluppo applicativo:
  • 2004
    - banda larga, come strumento di accesso all'e-government
  • 2006
    - Umts, come videotelefono per l'ubiquità person-to-person
  • 2008
    - sistema satellitare galileo, come sistema di sicurezza paneuropeo
  • 2010
    - tv digitale terrestre, come mezzo di nuova alfabetizzazione di massa.
Il periodo della società dell'informazione è appena agli inizi e tutti, ciascuno per la sua parte, devono contribuire a costruirla giorno dopo giorno. Ma, poichè i filoni appena sopra indicati non possono identificare con chiarezza le strategie da perseguire, occorre lavorare tatticamente a fianco delle aziende e sui mercati con un osservatorio continuo per comprendere le vere opportunità.
Quanto noi stessi tentiamo di fare.

Allora proponiamo alla "comunità" 3 domande a cui rispondere con un puntuale monitoraggio sul mercato della Personal Comunication:

1) Nel mercato business, come gli operatori mobili realizzano nuovi approcci di partnership (B2B e B2B2C) tali da garantire a lungo termine margini significativi su un giro di affari che si estende dal traffico alle soluzioni pacchettizate?

2) Valore e volumi: come gli operatori mobili faranno divenire Crm e billing strumenti primari della competizione, accanto alle più tradizionali leve del marketing?

3) Per l'
UMTS, come i produttori di terminali, i grandi marchi del largo consumo e del mondo finanziario decideranno di trovare un ruolo più significativo e responsabile nella catena del business?

Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23: "Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21: "Meglio perderli"
n° 20: "Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19: "Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18: "Banda larga e incentivi"
n° 17: "Certezze e incertezze"
n° 16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15: "In attesa degli MMS"
n° 14: "Pullover o pneumatici?"
n° 13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"