| Editoriale
PeC n.
33 - 9 agosto 2002
IM
application
In
attesa del 3G, opportunità
per
la messaggistica istantanea |  |
Agli
inizi di agosto una cattiva notizia e una buona notizia.
Quella
cattiva da Madrid:
Telefonica comunica la sospenzione dei suoi investimenti UMTS in Europa. In Germania
Telefonica e Sonera hanno deciso di sospendere le attività della start-up
Quam, mentre Telefonica Moviles ha rivisto le attività di Ipse in Italia.
La
notizia buona da Roma: è stato approvato il decreto legge denominato
della "semplificazione". Tra l'altro per le installazioni Umts "con
potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 watts", se rispettati
i limiti di esposizione, è "sufficiente la denuncia di inizio attività''.
Il
fatto che Telefònica abbia deciso di fermare gli investimenti, conferma
alcuni sospetti, ma se nel breve la decisione può essere giustificata nei
prossimi anni non è da escludere un ripensamento.
Per quanto riguarda
il provvedimento governativo, la situazione in Italia era particolarmente critica,
in quanto le PA locali fissavano condizioni sempre più stringenti per la
realizzazione delle nuove reti radiomobili. Ma ora con il nuovo decreto vengono
fissati livelli di fondo elettromagnetico e delle procedure da far rispettare
alle amministrazioni comunali, che permettono la ripresa della realizzazione degli
impianti di telefonia mobile.
Resta il fatto che
l'Umts darà valore aggiunto solo quando gli operatori mobili caratterizzeranno
le loro strategie sui servizi. Ma ciò non è facile, perché
richiede profondi cambiamenti.
Occorre
creare un nuovo mercato.
Dal mercato Usa, ove oggi occorre più
che mai rilanciare i consumi, giungono alcuni segnali.
Occorre prima di tutto che le aziende si propongano standard di servizi più
elevati.
Si tratta di un tema complesso, in quanto bisogna
trovare un equilibrio tra il livello dei servizi e dei costi e convincersi che
oggi tagliare i servizi di pre e post vendita non ripaga: non si conquista l'interesse
e la fiducia dei consumatori, quindi non si rilancia il mercato.
Il nuovo
intervento va condotto su più livelli:
- invogliando le aziende che
già hanno scelto una politica di alto livello di servizi ad un uso sempre
più intenso e pervasivo e
- facendo crescere la consapevolezza dell'esigenza
di questi servizi alle aziende che ancora non li impiegano o lo fanno in modo
sporadico.
In Italia il momento è particolarmente delicato in quanto
le Associazioni dei Consumatori stanno cercando di portare a conoscenza dell'opinione
pubblica quanto sia rilevante ottenere servizi da aziende ed enti fornitori.
Tuttavia,
proprio in questa situazione, occorre evitare di chiedere un generico miglioramento
del servizio alle aziende, rischiando che esse decidano di non affrontare ulteriori
investimenti su tale versante.
Investire
su nuovi servizi
I profitti delle aziende non si salvano tagliando i servizi
e rischiando di perdere i clienti. Bisogna dimostrare di sapere fare profitti
migliorando l'offerta e rendendo veramente più "felici" i propri
clienti.
Occorre ricominciare a parlare con i consumatori,
prima ancora che con gli analisti finanziari.
Bisogna riprendere
le relazioni dirette con le comunità che creano mercato, con gli early
adopter, con coloro che avviano i passaparola. Diffondere positività e
innovazione, non solo verso il target dei giovani, ma anche verso le aziende.
Ma quali sono questi nuovi servizi? Uno sarà senza dubbio quello basato
sulla messaggisitica.
Il mercato dell'Instant
Messaging (IM) sta crescendo in Usa. Esso è presente in
modo sempre più massiccio in ambiente business e le società, necessitando
di sistemi sofisticati e sicuri, sono disposte a pagare per essi. Inoltre l'IM
può tendenzialmente migliorare e superare gli Sms, che hanno un debole
nella modalità store-and-forward.
Del resto gli smart phones dotati
di OS come Symbian (Psion), Palm e Microsoft non hanno problemi a supportare SIP,
che può gestire testi, html, messaggi vocali e in video.
Questo è
il mercato di Microsoft Net system, che comprende Windows Messenger, ma è
anche il mercato di AOL che ha 1/3 della sua base di clientela composta da aziende.
Con Microsoft e AOL già in competizione nei portali (Microsoft ha MSN)
e nei browsers (AOL possiede Netscape), l'IM sembra essere un altro campo di battaglia
tra i due contendenti, con qualche alternativa per le architetture aperte, ad
esempio Linux e la Jabber Software Foundation, piattaforma basata su XML.
Lo
scenario del messagging negli Usa si presenta pertanto con due fornitori dominanti
e rivali e soluzioni aperte che potrebbero mettere in crisi questo equilibrio.
Come
già è accaduto con le prime reti ed i primi servizi, ad una fase
di incompatibilità seguirà quella della interoperabilità.
Tutto dipende dal mercato e da quanto esso sarà invogliato a spendere su
questo versante dei consumi.
Mario
Massone
mario.massone@markab.it