| Editoriale
PeC n.
34 - 16 settembre 2002
Formare
oggi
In momenti di incertezza occorre soddisfare
i bisogni di apprendere e di scoprire |  |
Alcuni
giorni fa abbiamo commemorato il primo anniversario di un tragico atto terroristico
che (senza dimenticare gli scandali come Enron e Worldcom) ha fortemente inciso
sulla nostra vita sociale ed economica innalzando i livelli di insicurezza e di
incertezza.
Un anno non basta per riprenderci, ma può servire a guardare
con maggiore razionalità alcuni aspetti del nuovo scenario.
Ad esempio,
sembra che nel caso di molte multinazionali sia quasi svanita la loro immagine
di solidità e di credibilità costruita in tanti anni di attività,
immagine che permetteva un determinato posizionamento del marchio sul mercato
e a cui erano collegate le scelte di marketing mix, non ultimo il listino prezzi
e le condizioni di vendita.
In tale frangente le filiere commerciali non dispongono
più di adeguati riferimenti per il pricing ed i clienti/consumatori sono
sempre più confusi.
Inoltre attuali le difficoltà economiche
comportano un ridimensionamento del margine delle aziende e, quindi, delle possibilità
di investire, in primo luogo sulle iniziative di marketing. Da qui la crescente
disaffezione per gli eventi fieristici e per le pubblicità tradizionale.
E' comunque difficile distinguere in quale misura questo
problema sia dovuto alla congiuntura economica attuale oppure ai modelli di business
del settore.
Inoltre
viene da chiedersi quanto questa debolezza del mercato abbia origini finanziare
e quanto invece sia anche correlata all'inadeguato livello di preparazione delle
diverse persone coinvolte nella filiera del business.
Negli
anni '70 le scuole (e le culture) di formazione alle vendite nel comparto
che oggi denominiamo ICT erano due - Ibm e Olivetti - con un outsider:
Rank Xerox. Quest'ultima, in cui ho lavorato per oltre un quinquennio,
offriva un'esperienza unica, in quanto il suo modello di business era
particolarmente innovativo (noleggi e contatori d'uso) e vicino a quello
che poi sarebbe stato applicato dagli operatori di telecomunicazioni.
Si tratta di un tipo di cultura che dovremmo cercare
di recuperare in tempi ragionevoli anche nel settore della personal communication.
Ipotizziamo
di occuparci del nuovo mercato dei servizi attivati via Gprs e J2ME, fruibili
in modalità always-on, con localizzazione e caratterizzati da alcuni contenuti.
Ad esempio, i pacchetti possono essere i seguenti:
- informazioni per la mobilità,
traffico, ristoranti, farmacie, ecc..
- informazioni per i trader finanziari,
con indici di borse italia ed estero.
- gestione del tempo, agenda, sport e
giochi.
I servizi vengono proposti assieme alla vendita del terminale e in
accordo tra il costruttore del telefono e il fornitore del servizio e del contenuto.
Il
pricing è definito sia con un prezzo a pacchetto, comprensivo di terminale
e di abbonamento annuo ai servizi, sia con tariffe per l'abbonamento mensile dei
vari pacchetti, nel caso in cui la vendita del servizio avvenga su terminali già
acquistati.
Oltre all'impiego delle tradizionali reti dei rivenditori di telefonini,
l'ipotesi di lavoro può prevedere l'impiego di alcuni siti web per la fase
di promozione su comunità di early adopter, attraverso i quali si raccolgono
le prenotazioni di acquisto da girare ai punti vendita. Nel caso di vendite via
Internet occorre consegnare il terminale tramite strutture commerciali anche diverse
dalle tradizionali. E questo esempio può continuare con altri dettagli
del piano commerciale, inclusi i margini e gli incentivi per ogni attore della
filiera.
Resta ora da concentrarsi sui vari strumenti
di supporto all'intera filiera commerciale, a partire dai clienti finali.
Per questi ultimi non si tratta solo di erogare
informazioni, ma anche programmi con obiettivi formativi. In
particolare, per i clienti che navigano sui siti web suddetti, occorre
renderli via via più consapevoli dell'utilità dei servizi
e autonomi nella fruizione.
Compito che non può essere solo affidato alle spiegazioni
fornite da un operatore di call center o dall'addetto nei punti di vendita.
Si possono impiegare servizi di IVR interattivi on-line personalizzati sulle esigenze
del cliente in tempo reale. Sulla base dei servizi già utilizzati, il cliente
viene guidato da una voce che riprende la spiegazione nel momento in cui l'utente
ha svolto l'operazione indicata sul proprio pc.
Inoltre al cliente possono essere offerti corsi di autoapprendimento
in modalità e-learning
sui nuovi servizi. Si
tratta di corsi indirizzati alla conoscenza del mondo finanziario ed
alla gestione delle finanze familiari, oppure
alla conoscenza del mondo della infomobilità e della sicurezza
nei viaggi, oppure ancora agli approfondimenti su nuove sfide sportive
e di gioco.
In
tal modo la vendita dei servizi diventa l'aspetto fondamentale ed il successo
passa attraverso la rivalutazione della conoscenza.
L'essere
umano, soprattutto in momenti di maggiore incertezza, cerca nuovi orizzonti e
prova piacere nello scoprire e nell'apprendere.
Occorre che i servizi di personal
communication sappiano cogliere questa opportunità per svilupparsi e consolidarsi.
Mario
Massone
mario.massone@markab.it