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| Editoriale
PeC n.
35 - 7 ottobre 2002
Fusioni
e sinergie
Considerazioni sul caso Telia Sonera |  |
Il
7 di ottobre Telia e Sonera hanno di fatto iniziato il primo passo per la fusione
delle società con l'apertura dell'offerta sul mercato, offerta che si concluderà
l'8 di novembre. Gli azionisti Sonera riceveranno per ogni loro titolo 1,51440
azioni di Telia con la condizione di raggiungere il 90% delle adesioni. Al termine
la ripartizione dell'azionariato sarà 64% Telia e 36% Sonera.
Poiché
quanto accade nelle telecomunicazioni in Scandinavia è stato spesso punto
di riferimento per chi opera nei mercati europei, abbiamo scorso la presentazione
del progetto TeliaSonera, che inizia con la frase "a passion for customers
and profits". Dal documento traspare subito l'adozione di un concreto
approccio rivolto al cliente e alle sue esigenze, partendo da una posizione forte
sia sul versante della tecnologia più innovativa, sia sulla capacità
di segmentare la propria base di clientela. L'offerta del nuovo provider
risulta da una combinazione sempre più integrata delle tre componenti di
rete fissa, mobile e internet, quindi dalla possibilità di sfruttare il
cross selling con proposte pacchettizzate. Infine, subito dopo il concetto
di customer driven, nel progetto si fa riferimento alla necessità di aumentare
il livello dei servizi e alla esigenza di perseguire la semplicità di utilizzo.
Quali
gli effetti attesi da questa fusione? Innanzi tutto il risparmio
gestionale. Si stima entro il 2005 una riduzione dei costi annui pari a 250 milioni
di euro, così ripartiti: - 32% sviluppo prodotti e servizi - 27%
sistemi e infrastrutture IT - 18% acquisti - 14% attività sulla rete
- 9% corporate functions.Poi
si punta ad avere quote di mercato più importanti. La presenza nella penisola
scandinava e nei paesi baltici è molto forte: Telia Sonera conta su 8.500.000
utenti circa di rete fissa e 8.400.000 utenti di rete mobile, mentre i maggiori
competitori - Tele2 e Telenor - stanno intorno ai 3 milioni di utenti (tavola).
Inoltre
la volonta di espansione sui mercaro dell'Est è | | già
oggi un dato di fatto, specie per la rete mobile. Ad esempio in Turchia, Turkcell
(37,1% TeliaSonera) ha
13.800.000 utenti di cellulare. Inoltre Megafon (43,8%) ha 1.700.00 utenti mobile
in Russia e vi sono altre presenze significative nei paesi dell'Eurasia.Non
stupisce che questo progetto evidenzi la posizione finanziaria di TeliaSonera,
che è forte, soprattutto se comparata con altri competitori: anche 3 o
4 volte migliore rispetto a Deutsche Telekom e France Telecom (tavola). 
Infine,
si rimarca come il realismo del programma traspaia anche dalle conclusioni, quando
si dichiara che la sua attuazione garantisce le condizioni per attrarre i partner
migliori. Tra l'altro, questa vicenda va anche
collocata nel momento particolarmente negativo per le attività di M&A:
secondo un'analisi di Thomson Financial in Europa nei primi 9 medi del 2003 si
è avuta una frenata delle fusioni e acquisizioni pari al 22% rispetto allo
stesso periodo del 2001 e le poche attività hanno riguardato soprattutto
i settori dell'old economy.
La storia di successo di TeliaSonera ci ricorda,
tra l'altro, alcuni principi industriali che restano basilari e sui
quali si costruisce il successo di un carrier di telecomunicazioni:
la modularità e l'integrabilità delle soluzioni che di
volta in volta vengono scelte e i livelli di sicurezza e back-up che
le infrastrutture debbono garantire. Le società che negli anni
più recenti non hanno voluto e potuto perseguire in modo appropriato
tali principi - in presenza di una forte evoluzione del mercato verso
esigenze sempre più ampie nella capacità comunicativa
dei
media - ne hanno sofferto le conseguenze.
Mario
Massone
mario.massone@markab.it
Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
19: "Lo
Stato ricco ora deve redistribuire" n°
18: "Banda larga e incentivi"
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12: "La difficile missione del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere" n°
8: "Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino" n°
4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze" n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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