| Editoriale
PeC n.
37 - 16 dicembre 2002
Coraggio,
investiamo
Augurio natalizio: cresca la serenità, per garantire la
ripresa degli investimenti |  |
Siamo
giunti alla vigilia di Natale 2002, quando è giusta consuetudine formulare
gli auguri di serenità a tutti, nelle aziende e nelle famiglie.
Una
serenità che auspichiamo possa consentirci di guardare con fiducia al nostro
futuro più immediato, per percorre strade di innovazione che raccolgano
il consenso dei mercati.
A
Roma, in ambito Confindustria, è nata, su iniziativa dei gestori
di telefonia, ASSTEL - Assotelecomunicazioni - associazione di
categoria nel settore delle telecomunicazioni con l'obiettivo di favorire
il progresso del settore, curando l'assistenza e la tutela degli interessi
delle imprese associate.
Mi
piacerebbe ritornare su questa notizia quando vedremo gli effetti delle primi
azioni (a partire dal contratto di lavoro).
Intanto registro come i carrier
di tlc hanno di recente espresso la loro contrarietà sia nei confronti
di un possibile controllo delle tariffe nella legge finanziaria, sia di intervento
di soccorso al settore telecomunicazioni. Ma piuttosto essi hanno sottolineato
come le telecomunicazioni già hanno contribuito e contribuiscono ancora
sulle entrate delle casse statali.
Ad esempio, non dimentichiamo che oltre
5 milioni di clienti di telefonini pagano da anni la tassa di concessione governativa
per un importo pari a 25,82 euro a bimestre (50mila delle vecchie lire); e ciò
rappresenta una situazione insostenibile di sperequazione di trattamento ed un
vincolo al decollo di nuovi servizi su un segmento di clientela che invece dovrebbe
rappresentare lo "zoccolo duro" per nuovi sviluppi.
Intanto, speriamo
che sotto l'albero di Natale il governo ci faccia trovare - senza balzelli - anche
le autorizzazioni per garantire gli investimenti nel mercato Wi-Fi.
Intanto
il mercato vive la solita frenetica volata di fine anno, con l'offerta impegnata
a cecare di raggiungere il risultato più elevato in termini di sell-in
e sell-out. Riscontro un discreto ottimismo sulla ripresa dei trend espansivi
a cui la telefonia cellulare ci aveva abituati negli anni scorsi, grazie alla
immissione sui mercati dei nuovi handset e registro anche un favorevole andamento
delle vendite nel campo dell'Adsl.
Inoltre le considerazioni che ho raccolto
in questi giorni sul tema della prima campagna pubblicitaria di "3"
mi confermano quanto la comunicazione di massa sia interessante e importate anche
nel mondo business.
Mi hanno colpito soprattutto alcune critiche raccolte
consultando i gruppi di discussione su internet: sui
contenuti comunicativi, sulle scelte dei target di destinazione dei messaggi pubblicitari,
sull'intera campagna pubblicitaria.
E' per lo meno strano che queste argomentazioni
provengano da persone di esperienza variegata - e molti non sono specialisti della
comunicazione - che pur si esprimono in questi modi:
"...Credo che
la strategia sbagliata non sia solo quella pubblicitaria ma tutta la campagna
di comunicazione!.."
".. la campagna pubblicitaria di H3G non è
innovativa, ma si pone in
un contesto generale molto banale e che considera
i clienti entità "non pensanti""...
".. Il payoff
("tu con la forza di tre") e' banalotto e servirebbe meglio la causa
di un trapano..."
Il mondo delle telecomunicazioni ha ormai coinvolto
nelle sue filiere di business uno spettro ampio di interessi e professioni, tanto
ampio che ciascuno è autorizzato a dire la propria.
Inviterei comunque
tutti a riflettere sul fatto che è continuato il calo della pubblicità
nel comparto delle telecomunicazioni: -25% (100 milioni di euro) rispetto al dato
dello stesso periodo del 2001.
Forse è inopportuno raccogliere e
diffondere sulla rete con quelle modalità le critiche alle poche società
che oggi investono.
Mario
Massone
mario.massone@markab.it