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| Editoriale
PeC n. 38 - 2 gennaio 2003
Cercansi Clienti
Gli operatori sono alla ricerca di mercati disposti a spendere |  |
| L'industria
delle comunicazioni sta velocemente cambiando le sue priorità: dalla crescita
del fatturato alla crescita dei profitti, dalla disponibilità dei capitali
alla generazione di flussi di cassa. | | Intanto
sui mercati si riscontrano alcune buone prospettive di sviluppo. Nella
caso della banda larga, vi erano quasi 20 milioni di linee DSL installate a livello
mondiale agli inizi del 2002 e questo valore è raddoppiato nel corso dell'anno.
Gli indici di penetrazione sono molto vari: in Usa ed Europa vi sono circa 2 linee
per 100 abitanti, ma in Sud Corea le linee sono 12 ogni 100. Nel caso del wireless,
cresce il traffico tra mobile e mobile, è sempre più importante
l'uso degli Sms (in attesa del boom degli Mms), il WLan
crea forti attese, ma la sua attuale maturità (modelli di business inclusi)
è confrontabile con il mercato cellulare della fine degli anni '80.
Qualità Il
2002 negli Usa si è chiuso con un appello della Telecommunications Industry
Association che avvisa che la qualità dei servizi del comparto è
sull'orlo di una crisi di vaste proporzioni, soprattutto se i carrier continueranno
a ridurre i loro investimenti.
 | AT&T
e WorldCom hanno già annunciato un piano di aumento dei prezzi per evitare
un ulteriore decadimento del servizio, ma resta da vedere che effetti produrranno
sul mercato e sulla customer satisfaction i loro problemi finanziari. | Qwest
Communications, il cui indice di customer satisfaction era crollato, ha deciso
di far rientrate le attività di call center precedentemente date in outsourcing;
ha aumentato le attività di addestramento sui dipendenti, ha annunciato
un programma con premi e riconoscimenti ed infine ha esteso i servizi di call
center anche di domenica. Si tratta di un caso, ma esso
evidenzia una possibile inversione di tendenza.
La situazione è ancor più grave per la telefonia cellulare.
L'indice complessivo della customer satisfaction dei clienti wireless
americani è sceso dal 7,55 del 1996 all'attuale 7,21 (fonte: J.D.
Power) e si aspettano interventi del regolatore prima che la situazione
peggiori ancora. La qualità del servizio dei telefonini in New
York risulta essere la peggiore rispetto al resto del Paese, tanto che
un senatore ha proposto che i carrier non facciano pagare le comunicazioni
che cadono nell'area della Grande Mela.
La qualità potrà, in questo difficile 2003, iniziare
a fare la differenza?
Tecnologie Le
limitaziomi di investimenti, che pure nel 2003 si faranno sentire, forzeranno
gli operatori di telecomunicazioni a scelte importanti sulle nuove tecnologie
e sulle architetture delle loro reti. Dovranno decidere con criteri di discontinuità,
ovvero probabilmente non potranno più permettersi di investire sia sulle
reti esistenti che sulle nuove. Dovranno scegliere le tecnologie e le architetture
che ritengono vincenti e con gradualità investire solo su di esse. Ma
c'è una tecnologia non del tutto nuova che nel 2002 ha attirato su di sè
grande attenzione: la 802.11b, ovvero il Wi-Fi; e in Usa nel corso del
2003 si prevede che saranno ancora le WLan a concentrare l'attenzione dei mercati. Sebbene
molti analisti stimino che oltre la metà delle aziende realizzerà
almeno una WLan nel corso del 2003, gli operatori di telecomunicazioni non sembrano
abbiamo ancora messo a punto un modello di business che garantisca loro un adeguato
ritorno degli investimenti, mentre il fatturato Wi-Fi è poca cosa rispetto
al totale del giro di affari: nel 2007 Yankee Group prevede
solo 1,63 miliardi di dollari per le WLan. Degli 1,1 milioni di punti
di accesso installati negli Usa, oltre il 99,5% sono relativi a sistemi privati
aziendali o residenziali . In queste condizioni il mercato degli hot spot ha difficoltà
a identificarsi, a fornire un modello definito e a crescere. Tuttavia le iniziative
degli operatori in quest'area sono molte. La più significativa è
costituita da Cometa Networks, società creata da AT&T, Intel
e Ibm per fornire all'ingrosso servizi Wi-Fi a Isp, operatori su cavo e wireless. Poi
vi sono inziative di singoli carrier. T-Mobile, ad esempio, ha acquisito 1.400
hot spot nel 2001 investendo circa 7.000 $ per hot spot e, secondo alcuni analisti,
visto che la media d'uso è molto bassa è difficile ipotizzare un
rientro accettabile. AT&T Wireless sembra voler impiegare WiFi per coprire
le aree ancora non servite dalla rete Edge. Nextel Communications ha lasciato
intendere che offrirà WLan alle scoeità che realizzano ambienti
e soluzioni d'ufficio.
Superati i problemi di sicurezza, la motivazione principale che mostra
di avere l'offerta nell'investire in Wi-Fi consiste nella volontà
di assicurarsi le relazioni con clienti business ad elevate esigenze
di comunicazione. Cioè la "crema"
del mercato.
Immagini Le
linee a banda larga (DSL e cable modem) a livello mondiale si prevede potranno
raggiungere e superare i 100 milioni prima della fine del 2003, con una crescita
superiore al 100%. Resta sempre il problema dei servizi e dei contenuti da
veicolare. ll video-on-demand sembra emergere solo in nicchie di mercato. Sul
versante wireless, Mms per il 2,5 G e videofonini per il 3G puntano sulle immagini
per aprire un nuovo mervato. Ma, secondo alcuni commentatori, gli operatori
mobili cambieranno presto la loro visione multimediale, affiancando ad essa la
più realistica possibilità di impiego del 3G per ottimizzare le
"tradizionali" comunicazioni vocali.
Vedremo.
Intanto questo difficile anno 2003 ci aiuterà a capire chi (e come) avrà
raggiunto risultati concreti. A tutti i
lettori un sereno e proficuo nuovo anno!
Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
19: "Lo
Stato ricco ora deve redistribuire" n°
18: "Banda larga e incentivi"
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12: "La difficile missione del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere" n°
8: "Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino" n°
4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze" n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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