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Editoriale PeC n. 39 - 20 gennaio 2003

Telecomunicazioni:
industria sana e credibile

Quadro positivo
Ho assistito ad una tavola rotonda organizzata a Roma dalla Fondazione Rosselli a cui hanno partecipato gli amministratori delegati di alcuni tra i maggiori carrier che operano sul nostro mercato: tutti manager di successo, per la maggior parte giovani e con una rilevante esperienza acquisita nell'ambito del mercato della comunicazione mobile.
Ai relatori di questo tavolo gli organizzatori avevano chiesto un bilancio della prima stagione di liberalizzazione delle telecomunicazioni.
Sappiamo che per presentare un resoconto attendibile occorre avere una storia che permetta di confrontarsi con situazioni e dati correlati ad un'esperienza sufficientemente lunga nel tempo. Le comunicazioni mobili e wireless (volutamente abbandono il termine radiomobile) hanno superato il decennio di storia sul nostro mercato ed è pertanto corretto considerare utili come benchmarking le considerazioni portate dai loro protagonisti.

Dagli interventi della tavola rotonda risulta un quadro sostanzialmente positivo e riassumibile nei seguenti due punti:
  • la qualità del servizio raggiunta in Italia non è seconda ad altri in Europa
  • i prezzi praticati ai clienti finali sono competitivi.
Motivi di successo
Quali sono i perché di questo quadro positivo?
Intanto la liberalizzazione ha sostanzialmente funzionato, senza dover richiedere un alto tasso di regolamentazioni ex-ante.
Poi, gli operatori hanno investito molto, a partire dalla realizzazione delle infrastrutture; e l'intero comparto ha formato una generazione di ingegneri tra le migliori d'Europa.
Inoltre siamo stati sempre tra i primi ad innovare, sui diversi versanti, applicando nuove tecnologie e sfruttando tutto lo spettro del marketing mix, dal pricing alla comunicazione.
Ancora va rilevato che sin dalle fasi di start-up il ruolo dei partner stranieri non è mai stato determinante, né ha condizionato il successo delle aziende.
Anche il processo di consolidamento e di stabilizzazione è già stato avviato (caso Vodafone), ma non interessa numeri e situazioni così ampie come nel caso degli operatori di rete fissa.
Infine i mobile operator non hanno quasi mai perso la fiducia del mondo finanziario, salvo che alcuni subito dopo le gare di acquisizione delle licenze Umts.

Possibili sviluppi
Ora non resta che trasferire queste esperienze e competenze per garantire il successo nel prossimo decennio.
Proprio dai nuovi scenari che apriranno i videofonini di terza generazione dipenderà la possibilità di far fare un altro notevole salto di qualità alla comunicazione mobile: con terminali realmente multimediali si potrà aprire il mercato della informazione mobile.
A livello regolamentare si deve ancora capire come e se realizzare una convergenza tra regole, in un probabile scenario che distingue gli attori in tre aree: gestori di reti, fornitori di contenuti e fornitori di servizi.
Ma occorre anche focalizzarsi sul mercato delle aziende - affinché esse impieghino a pieno il modello e possano trarre benefici derivanti dal Mobile Business - integrando (ad esempio) sistemi di comunicazione di posta elettronica con altri sistemi del tipo sms/mms, dal punto di vista tecnico, ma soprattutto per quanto riguarda prezzi e prestazioni.
Il ruolo degli operatori mobili è già stato importante (in ambito Gsm Forum) nel garantire una efficace interoperabilità tra le soluzioni e i servizi più innovativi. Occorre proseguire su questa strada, in quanto i loro interessi sulla crescita dell’Arpu spesso collimano con quelli del mercato delle telecomunicazioni.
Salvo intervenire ex-post.

Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 38:
"Cercansi clienti"

n° 37
:
"Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19: "Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18: "Banda larga e incentivi"
n° 17: "Certezze e incertezze"
n° 16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15: "In attesa degli MMS"
n° 14: "Pullover o pneumatici?"
n° 13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"