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Editoriale PeC n. 41 - 3 marzo 2003
Occorre una vision più chiara su applicazioni e servizi
I clienti (business e consumer) hanno ancora molto da dire nel mercato della personal communication


In febbraio si sono svolte due manifestazioni molto diverse tra di loro, ma utili per alcuni spunti che cercherò ora di condividere.
Una dedicata al mondo business - Mobile Business, il convegno con area demo a Milano, l’altra internazionale - il 3GSM World Congress di Cannes - che si estende a tutto campo sui vari mercati delle comunicazioni mobili
(leggere anche "Riflessioni dal 3GSM World Congress 2003").


Le conoscenze e le competenze
La prima manifestazione nazionale dedicata al mondo delle aziende ha riscontrato un notevole successo di pubblico con circa 1.300 adesioni (oltre il 40% con responsabilità di tipo decisionale). Hanno sicuramente contribuito alla riuscita di Mobile Business alcune scelte, come l’aver puntato ad un target fino ad oggi poco coinvolto in eventi di grande respiro sul tema della comunicazione mobile, cioè il mercato business. Segmento che richiede ai vendor conoscenze e competenze, con riferimenti a case histories, ovvero descrizioni di applicazioni mobile in vari ambiti.

Anche coloro che sono intervenuti al 3GSM World Congress di Cannes (26.000 visitatori) hanno raccolto l’impressione che il mercato sia più riflessivo e che si tenda a parlare ed approfondire più temi relativi a servizi e applicazioni. Crescono infatti gli sviluppi lato terminale per servizi in stand alone mode, cioè legati a funzionalità del telefonino più che a funzioni di rete; ma anche la rete tende sempre più ad inglobare piattaforme aperte per gestire billing integrati e contenuti di varia tipologia e provenienza.

La grande questione
Nello sviluppo della filiera del mercato delle comunicazioni mobili si vive un momento particolarmente cruciale: manca una visione puntuale sul modello di distribuzione da adottare per i servizi e contenuti.
A questo impasse si è giunti soprattutto perchè chi dovrebbe conoscere le esigenze dei clienti finali, non decide e chi invece non le conosce - i vendor - tende a crearsi una propria visione e a proporre le relative soluzioni.
Quasi tutti i tentativi condotti dai vendor al fine di arricchire la propria azione influenzatrice sugli operatori mobili con analisi sulle esigenze degli end-user si sono dimostrati troppo accademici e poco convincenti.
Non c'è dubbio che la complessità del settore e la relativa giovinezza non agevolano; e, comunque, solamente chi ha il contatto diretto può disporre degli elementi per definire una vision concreta.
Uno dei partecipanti ai panel del nostro Osservatorio Personal Communication ci ha suggerito che sarebbe utile che gli addetti ai lavori potessero disporre di risposte credibili alle seguenti domande:
  • Come si sta modificando il mercato e, quindi, come si stanno adattando ad esso i carrier mobili, sia in termini operativi che per quanto riguarda gli aspetti procedurali ed organizzativi?
  • In quale ruolo si posizionano i principali vendor del mercato - Siemens, Nokia, Motorola ed Ericsson - per seguire l'operatore (loro principale o unico cliente) verso questo nuovo cammino?
  • Sempre su questo mercato della comunicazione mobile, come stanno interpretando la convergenza tra informatica e telecomunicazioni i maggiori players dell'IT e della consulenza?
Temi di indagine
Per consentire che argomenti tanto strategici, possano essere accolti con interesse da chi opera sul mercato sarebbe inoltre opportuno integrarli con i temi più caldi, quelli per cui sono richieste maggiori informazioni. Tra i tanti ne ho individuati due:
  • L'integrazione delle reti WLan e delle reti cellulare e dei relativi servizi.
  • Le potenzialità delle tecnologie 3G per il mercato corporate e enterprise.
Inoltre, per quanto riguarda l'UMTS, tra gli addetti ai lavori si sente l'esigenza di chiarire meglio quali siano le aspettative degli utenti, in termini di profili di billing, di comprensione della possibilità di banda, di effettiva necessità di superamento dei limiti del 2,5G, di un diverso rapporto con la mobilità.
Su queste linee si muoverà l'Osservatorio Personal Communication nel corso del 2003 e sarà presto attivo con le "ricerche on-line", che già con notevole interesse sono state realizzate lo scorso anno.

In definitiva tutti cercano servizi ed applicazioni capaci di suscitare l’interesse del mercato finale, che rimane elemento essenziale del successo atteso.
E’ evidente che si possono creare aspettative e nuove esigenze agli utenti, da cui poi possono generarsi ricadute diverse e non previste.

I clienti (business e consumer) hanno ancora molto da dire nel mercato della personal communication.
Del resto questo mercato ci ha abituati a importanti sorprese. Basta essere pronti a coglierle!

Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 40: "Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
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n° 35: "Fusioni e sinergie"
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"Instant Messaging application"
n° 32:
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n° 31:
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n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
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n° 22:
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n° 20:
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Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19: "Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18: "Banda larga e incentivi"
n° 17: "Certezze e incertezze"
n° 16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15: "In attesa degli MMS"
n° 14: "Pullover o pneumatici?"
n° 13: "Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"

n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"