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Editoriale
PeC n. 43 - 14 aprile 2003
Mobilità e Multicanalità
Esiste una strategia per veicolare
sul canale wireless servizi che soddisfino i clienti?
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Difficoltà del B2C
Nell’ultimo triennio alcune aziende (le banche ne sono
un buon esempio) hanno creduto nelle potenzialità della comunicazione
mobile, creando vari servizi per il cliente: dal Wap all’Sms,
dal palmare al Pda. Il push commerciale esercitato dagli operatori
mobili è stato determinante per questa fase di mercato.
Oggi, però, il mercato attraversa un momento di seria riflessione,
in cui sono in molti a chiedersi quali siano i servizi realmente utili
per i clienti.
A questo impasse si è giunti per tanti motivi.
Intanto perché per i decisori delle aziende l’ottimizzazione
dei processi interni è più facile da comprendere e misurare,
mentre meno semplice è capire e valutare il miglioramento del
processo verso esterno, per le applicazioni mirate al cliente.
Le diverse sperimentazioni quasi mai hanno chiarito
quali siano veramente le reali necessità del cliente.
Anche sul versante del commercio elettronico chi
si è cimentato non ha ancora potuto portare i propri utenti
sul wireless, perché ha riscontrato che non esiste una massa
sufficiente di clienti disposti ad utilizzare il canale mobile e wireless
per fare acquisti.
Accanto a questi problemi vanno anche considerate le posizioni
degli operatori mobili, che sembra non abbiano agevolato
la realizzazione delle diverse soluzioni, visto che non poche aziende
loro clienti sono convinte che la relazione con gli operatori mobili
rappresenti un aspetto critico. In sintesi, le “accuse”
riguardano l’eccessivo
rilievo posto sul versante della tecnologia e meno al servizio da
proporre al cliente finale e la concessione di un basso margine sui
servizi veicolati al consumatore mediante il telefonino.
Per
i suddetti motivi è evidente come l’attuale fase di sviluppo
del mercato si presenti particolarmente critica e come sia diffusa
la convinzione che per garantire il successo delle prossime innovazioni
tutti gli attori della filiera devono condividere il business plan
(e i costi di promozione).
Del resto gli sforzi fatti sino ad oggi dalle aziende hanno senza
dubbio contribuito ad aumentare i contatti con il cliente, ma in modo
non così evidente per le parti in gioco.
Occorre passare ad una fase più complessa, in cui il
telefonino permetta di conoscere meglio i propri clienti, in modo
da garantire il miglioramento della relazione, e di sfruttare concretamente
le potenzialità insite nella multicanalità.
Analisi di customer satisfaction
La raccolta delle informazioni sul cliente è fondamentale
ad un indice di customer satisfaction non solo deve essere caratterizzato
da un basso margine di errore, ma deve cogliere anche le code
dei soddisfatti: coloro che non lo sono e coloro che sono più
che soddisfatti. Ciò perché avere clienti
semplicemente soddisfatti non significa averli fidelizzati, bisogna
individuare e capire le cause di insoddisfazione.
Per superare le aspettative dei clienti (nostri e dei concorrenti)
è opportuno conoscerne il comportamento.
Si può dire di aver instaurato un rapporto di loyalty
col cliente quando non ci abbandona pur avendo nuove possibilità
sul mercato; mentre in alcuni casi i clienti sono trattenuti
semplicemente perché per cambiare dovrebbero sostenere
dei costi.
Proprio nel caso di clienti “gold” l’indice
di customer satisfaction può rilevare un forte gap fra
la prestazione fornita, la qualità del servizio e le aspettative
di tali clienti.
Le analisi spesso forniscono risposte non adeguate a causa del
diverso livello di esperienza e conoscenza dei prodotti che hanno
i clienti inseriti nel panel di analisi.
Nel mercato consumer il rapporto di fiducia si sta riducendo,
non si superano le aspettative spesso a causa di una cattiva gestione
delle attese e delle code sul punto di vendita o nel momento di
decisione di acquisto.
Per migliorare la fiducia nel rapporto di front-office
si deve agire sulla proattività, sull’assistenza
post-vendita e sul cross-selling.
Infine, occorre effettuare un riesame periodico degli
indicatori che misurano le performance dell’azienda nei
confronti dei clienti
Questioni strategiche
Molti piani di marketing sono stati impostati per tipologie e
profili di clienti collegati al singolo canale commerciale.
E’ stato detto che il
cliente “dogmatico e perfezionista” si trova a proprio
agio nell’impiegare i nuovi media, mentre si è pensato
che quello “abitudinario e sicurò di se” preferisca
impiegare i canali più tradizionali.
Ancor poco si è fatto sul
versante dell’analisi a posteriori in un ottica multicanale.
Il canale commerciale wireless rappresenta una soluzione unica
per soddisfare una caratteristica della "mobilità",
intesa non solo per quanto riguarda la fruizione dei servizi in
un’ottica any time any way, ma anche per quanto riguarda
le esigenze di un rapporto unico (nella tavola seguente
un metodo per stimare questo tipo di mobilità).

Bisogna perciò capire quale sia il posizionamento
del mobile e wireless nei confronti degli altri canali:
-
Il telefonino è un canale di supporto ad Internet?
E in quali casi specifici?
-
Invece,
è un canale distintivo? E, in tal caso, è caratterizzato
per il valore dei servizi veicolati o per i servizi destinati
a soddisfare specifiche esigenze di mobilità?
-
Oppure il telefonino è un canale del tutto simile agli
altri, per scelta di servizi e di pricing?
Solo
le risposte a simili domande potranno aiutare a rivedere in modo
convincente le strategie della comunicazione wireless di tipo
B2C in un’ottica di multicanalità.
Sempre tenendo conto che il cliente “mobile”
vuole essere particolarmente “coccolato”.
Mario Massone
mario.massone@markab.it
Editoriali
pubblicati nel 2003
n° 42: "Nomadismo digitale"
n° 41: "Occorre una vision
più chiara"
n° 40: "Benefici dal confronto"
n° 39: "Telecomunicazioni:
industria sana e credibile"
n° 38: "Cercansi
clienti"
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Editoriali
pubblicati nel 2001
n°
19: "Lo
Stato ricco ora deve redistribuire"
n°
18: "Banda larga e incentivi"
n°
17: "Certezze e incertezze"
n°
16: "Sms anonimi, mercato e norme"
n°
15: "In attesa degli MMS"
n°
14: "Pullover o pneumatici?"
n°
13: "Flatrate: per far crescere
il mercato"
n° 12: "La difficile missione
del mobile operator"
n° 11: "Utenti e Arpu: quale
la realtà?"
n°
10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n°
9: "Su
chi scommettere"
n° 8:
"Quando
le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7:
"ICT
boom! E l'Italia?"
n° 6: "Monopoli e clienti"
n° 5: "Intrattersi con il telefonino"
n° 4:
"Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3: "Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate
convergenze"
n°
1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000" |
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