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RICERCHE ON-LINE

 

 

Editoriale PeC n. 44 - 2 maggio 2003
Le malattie dell'on-line
Come curare l'esclusione dalla rete e l'overdose da informazione?


Avete osservato come un bambino tiene in mano un telefonino di ultima generazione? Esattamente come avviene negli spot televisivi, ovvero guardando il display. Perchè i messaggi che attraggono la nostra attenzione sono sempre più costituiti da immagine, colori e simboli.

Questo nuovo modo di comunicare contribuirà a migliorare ulteriormente la postura dell'utilizzatore, che già aveva abbandonato la scomoda posizione della cornetta tra collo e spalla (immagine). Ma si moltiplicheranno i momenti in cui si sentirà l'esigenza di impiegare il telefonino, che, ricordiamolo, è un'innovazione che non ha ancora

raggiunto la maggiore età.
Di fatto non possiamo più farne a meno. E se lo dimentichiamo il problema diventa veramente serio. Perchè essere scollegati, ovvero esclusi, dalle reti di comunicazioni è una nuova malattia, importante e difficile da curare.

News on line
Negli ultimi tempi, in particolare con la guerra in Iraq, gli accessi ai giornali on line hanno avuto uno sviluppo straripante. Per il giornale on line della CNN i “visitatori” sono passati da 1,3 milioni al giorno a 13,4 milioni, e lo stesso è avvenuto con Al Jazhera. Si stima che negli Usa la spesa mensile per acquisti di giornali on-line sia giunta a 150 milioni di dollari.
Anche in Italia il fenomeno è analogo e la diffusione dei giornali tradizionali su carta è diminuita: dal dicembre 2000 al gennaio 2002, i grandi quotidiani hanno ridotto la loro diffusione in percentuali che vanno dal 4 % del Corriere della Sera al 5,6% di La Stampa.
I giornali on line trovano maggiore attenzione presso le professioni più qualificate o specializzate e per alcuni costituiscono un mezzo di lavoro indispensabile (a destra alcuni link).
Vi sono poi altri aspetti del nuovo mezzo di comunicazione, la cui diffusione incomincia a preoccupare i sociologi, che parlano ormai di
www.affaritaliani.it
www.cnn.it
www.ilsole24ore.com
www.corriere.it
www.repubblica.it
intossicazione da overdose cognitiva, per cui può emergere il fenomeno degli “esclusi” per eccesso di informazione.

Quale device
Un altro tipo di rischio di esclusione è correlato al tipo di device da impiegare.
I contenuti dovrebbero essere resi disponibili indipendentemente dal tipo di strumento usato per l'accesso.
La scelta può avvenire a seconda delle funzionalità e delle esigenze. Ad esempio: cosa ci serve fare con un nuovo device portatile? Vedere la posta? Controllare l'agenda? Consultare una presentazione in ppt?
Ma è anche importante capire in quali condizioni ci troveremo quando dovremo accedere ad un contenuto o utilizzare un servizio.
Può essere importante accedere alle e-mail. Sebbene le caselle di posta elettronica siano spesso riempite da corrispondenza spazzatura, conosco manager che non si possono staccare dalla loro box e soffrono dell'impossibilità di accesso diretto.

La reperibilità via telefonino non condiziona più gli spostamenti di questi manager, ma essi sono schiavi del loro sistema di posta e l'assenza di assistenti che possano filtrare i messaggi rende ancor più complesso questo quadro clinico. La pc card Gprs è un stata una prima cura di questa "malattia".
Resta il rischio di overdose da device: visto che Pocket PC, Smartphone, Pda e Lap top stanno diventando oggetti di uso personale, occorre capire come potremo ridurre la gamma e semplificare l'uso di queste dotazioni.


La conoscenza

Intanto si riscontrano vari casi in le aziende hanno dovuto effettuare delle scelte.
Di recente una importante società del Veneto ha deciso di disconnettere tutti i propri collaboratori dalla rete. Ufficialmente per difendersi dai virus che navigano su internet. C'è da chiedersi quanto siano stati valutati i danni prodotti dall'essere e sentirsi "isolati".
Tempo fa un operatore di telefonia aveva aperto un call center dotato di un'ampia zona per gli intervalli degli operatori, zona che tra l'altro disponeva di postazioni con accessi ad internet. Dopo poco tempo la direzione del Personale fece sconnettere queste postazioni e appena un anno più tardi la società ricercava personale idoneo da impiegare per i servizi di supporto al web. C'è da chiedersi perchè non sono state considerate le esperienze acquisite dai giovani che avevano deciso di dedicare il loro tempo
alle comunicazioni on-line.
Nelle scelte relative alle comunicazioni personali (spesso correlate a quelle aziendali) è importante trovare un nuovo equilibrio, senza oscillare continuamente tra la situazione in cui si teme di essere avulsi da una certa realtà (in quanto scollegati) e la situazione in cui si decide di scollegarsi per timore di non essere in grado di usufruire di informazioni sovrabbondanti.

Invece, bisogna gestire il valore della conoscenza e le aziende hanno una forte responsabilità nell'orientare gli individui ad usare nuovi e più efficaci metodi di accesso ed uso delle informazioni.


Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40: "Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"