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Editoriale PeC n. 48 - 14 luglio 2003
Marketing driver
Cosa serve per far decollare nuovi mercati nella comunicazione mobile

Gli scenari
Si discute e si opera per realizzare scenari diversi, partendo da una base di clienti pari ad oltre 50 milioni di Sim, che rappresentano il mercato di riferimento. Quante delle Sim Gsm si trasformeranno in Umts entro il prossimo quinquennio?
C’è chi pensa che l’Umts ne acquisirà una parte minoritaria, magari in prevalenza dal mercato delle aziende, e che il Gprs e l’Edge potranno far evolvere i clienti Gsm verso il cosiddetti 2,5G e 2,8G, interessando il mass market.
Se si accetta questo scenario esso andrebbe completato da una ipotesi di quote di mercato… e qui entrano in gioco la leve di marketing che gli operatori mobili vorranno metter in campo.
Infatti, per far evolvere rapidamente il parco dei terminali e per far comprendere i servizi no-voice alla massa occorre un consistente sforzo di marketing mix e di programmazione dei terminali.
Lo sviluppo dell'Edge richiede la disponibilità dei terminali in quantità e ad un prezzo competitivo rispetto a quello dei videofonini Umts e la scelta di un pricing adeguato rispetto al resto dell'offerta degli operatori mobili.
Occorrono decisioni importanti da parte degli operatori.
E’ evidente che la situazione di stagnazione dell’economia ha contribuito a traslare in avanti i tempi e che sarà il 2004 l’anno cruciale. Anche perché in quel periodo Vodafone effettuerà il lancio del suo Umts ed il mercato potrà già contare su una buona base di installato di 3.
Pertanto tra un anno l’Umts avrà affrontato alcuni dei suoi problemi cruciali: di copertura della rete, qualità del servizio, gamma dei terminali e dei servizi.
Occorrerà capire, quando saranno disponibili gli handset più evoluti - sia Gprs/Edge che Umts– e quali saranno le scelte dei clienti. Saranno fedeli e si lasceranno convincere dal loro fornitore a passare attraverso una evoluzione intermedia, oppure vorranno acquisire direttamente l’ultima generazione?

Come reagirà il cliente.
Una prima considerazione si può trarre dai 700mila che hanno cambiato gestore utilizzando la portabilità del numero.
Personalmente ritengo che il cliente italiano sia abbastanza fedele, anche se molto attento alle condizioni economiche: ciò che costa richiede comunque una riflessione, mentre ciò che è gratuito o è in offerta speciale può consentire scelte più rapide (e questa considerazione spesso non vale solo per il mercato di massa).
Molte decisioni di acquisto sono legate alla scelta del terminale, in Italia vendibile solo se dotato di linee estetiche riconoscibili e se facile da usare.
I marchi leader (Nokia e Motorola) oggi si confrontano con le performance dei nuovi player sud-coreani e ciò cambia anche le opportunità degli operatori mobili che, in questa fase di discontinuità, sono molto legate alla capacità di stringere accordi con i costruttori di handset. Tenendo conto che sono almeno tre le famiglie di terminali dedicati alla personal comunication:
1) imaging, con fotocamere per Mms,
2) entertainement, con musica e giochi,
3) business application, con e-mail ed agenda.

Il gioco dei VAS
Per quanto riguarda i servizi è certo importante considerare l’approccio degli operatori mobili verso i fornitori di contenuti ed il criterio adottato per la ripartizione del fatturato.
Molti operatori hanno guardato all’esperienza i-Mode di NTT, che oggi conta su 38 milioni di utenti e che ha aperto al mondo degli application e content provider (circa 20mila tra partner diretti ed indipendenti) conseguendo un Arpu interessante, in cui su 500 euro/anno i servizi no-voce pesano quasi per il 30%.
Sul mercato italiani questi numeri vanno riconsiderati, non solo per la numerosità degli utenti, ma anche perché l’Arpu in Italia è inferiore di circa il 33%-35%. E ciò condiziona le scelte di pricing, influenzate anche dalla nostra diffusa modalità di pagamento (prepagato).
Inoltre occorre considerare che il nostro cliente è abituato soprattutto a scambiare messaggi (si pensi al servizio di consegna via posta degli Mms di recente lanciato da Tim) e non ha ancora avuto modo di esercitarsi diffusamente nella fruizione di altri servizi: non solo loghi e suonerie, ma anche entertainment, giochi e informazioni.
Tale situazione può avere effetto sulla scelta delle modalità di erogazione: dall’i-Mode - aperto ai vari content provider - al Vodafone-Live! (che però in Italia ha già circa 350mila clienti).

Il marketing avrà un ruolo fondamentale nel lancio dei servizi, molti dei quali sono oggi conosciuti solo dagli addetti ai lavori, ma sarà ancor più il mix di offerta degli operatori ad essere determinante, attraverso l'adozione di soluzioni differenziate per fasce di consumatori.
Penso comunque che in Italia entreremo nel mondo "mobile internet" grazie ai terminali ed ai prezzi, che faranno ancora la differenza rispetto ai servizi, mentre saranno meno determinanti le prestazioni tecnologiche e la qualità spinta dei servizi. Anche se questi ultimi aspetti potranno avere effetti importanti sull’immagine degli operatori.

Mario Massone
mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 47:
"
Il coraggio di fare promesse contenute"
n° 46:
"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
n° 45:
"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
n° 44:
"Le malattie dell'on-line"
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40:
"Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"