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Editoriale PeC n. 50 - 8 settembre 2003
Tasse e sviluppo
Per innovare occorre anche correggere
scelte fiscali anomale.

Negli ultimi anni nell'ambito del vasto comparto delle telecomunicazioni italiane il settore delle comunicazioni mobili ha avuto un andamento di mercato sempre molto vivace, ma tuttavia, per molti motivi, non si può considerare ancora soddisfacente il livello di impiego dei servizi a valore aggiunto.
Se si intende promuovere il decollo del mercato Mobile Internet occorre anche porsi l'obiettivo di applicare una nuova politica fiscale, facendo pulizia di alcuni interventi anomali e desueti.

Cerchiamo di ricordarli questi aspetti, a volte dimenticati, delle norme in vigore.

Tassa di possesso
Iniziamo con la " tassa di concessione governativa ", secondo quanto definito dal Dpr 641/72 articolo 21.
La licenza o il documento sostitutivo per l'impiego di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione sono soggetti ad una tassa pari 12,91 euro mese per gli utenti affari.
Tra l'altro va detto che per gli operatori mobili la riscossione di questa tassa rappresenta un costo e che in Europa non esistono imposte di questo tipo.

Detrazione Iva
Nel DPR 633/72 articolo 19 bis, comma 1 si fa riferimento alla regolamentazione dell'Iva per quanto riguarda l'acquisto e le spese di gestione (traffico e canoni) di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione e si decreta che la detrazione è ammessa solo al 50%. Anche in questo caso non sembra che questa norma sia in linea con la disposizioni a livello UE, tendenti ad armonizzare l'applicazioni delle imposte negli Stati Membri.

Costi non detraibili dall'imponibile
Ai fini delle imposte su reddito - Irpef, Irpeg e Irap - le quote di ammortamento, i canoni di locazione e noleggio, e le spese di impiego relative alle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione sono deducibili solo sino al 50% del totale (Dpr 917/86).

Precisato che la telefonia mobile fa parte di un sistema integrato di comunicazioni multimediali, siamo convinti che metter mano ai temi sopradetti significa ripensare alla funzione del "telefonino", ormai strumento principe delle nostre comunicazioni personali, considerando le sue innumerevoli e possibili evoluzioni, aziendali e sociali.

Le scelte di incentivazione dell'innovazione digitale avranno maggiore probabilità di efficacia e di successo se verranno indirizzate su aree ad elevato impatto di mercato. Per questo motivo bisogna tener conto dell'attuale primato della diffusione di applicazioni di base della telefonia cellulare, in quanto esso rappresenta un fattore discriminante e positivo di questo canale di comunicazione.
Per contro, le non lontane scelte adottate per le concessioni delle licenze Umts ci hanno anche insegnato che non è pensabile scommetere sullo sviluppo di un unico media.

Per capire e partecipare alla creazione della nuova società dell'informazione bisogna perciò partire da una buona conoscenza del "posizionamento" della mobile e wireless communication nella multicanalità.
E ciò si ottiene osservando tutti i media, pur focalizzandoci sul canale wireless, in quanto esso rappresenta una soluzione unica per soddisfare la fruizione di servizi in un’ottica “any time any way” e soddisfare le esigenze tipiche di un rapporto personale "one-to-one".
Con il conforto dei risultati di tali analisi sarà poi possibile fare scelte di politica economica e fiscale più eque ed efficaci.


Mario Massone mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 49:
"Reti commerciali per offrire soluzioni integrate"

n° 48:
"Marketing driver"
n° 47:
"Il coraggio di fare promesse contenute"
n° 46:
"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
n° 45:
"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
n° 44:
"Le malattie dell'on-line"
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40:
"Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"

Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"

Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"