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Editoriale PeC n. 52 - 10 novembre 2003
Banda larga.. verso la TDT
Nel confronto tra tlc e tv vincerà la capacità di vendere servizi personali e interattivi.
Il mercato della banda larga collegato al mondo degli operatori di telecomunicazioni ha sino ad ora sofferto a causa di vari motivi: la copertura, il pricing, la capacità di trasmissione e la limitatezza dei contenuti.

Ma oggi l'attenzione si sposta sulla televisione digitale terrestre (TDT o DTT) e con essa sembrano giungere soluzioni a quasi tutti questi problemi, a partire dall'interattività.

L’ipotesi formulata dalla Fondazione Bordoni prevede questo trend per la TDT in Italia:
  • 500mila famiglie nel primo anno (2006?)
  • 6 milioni di famiglie nel secondo,
  • 20 milioni nel terzo,
  • 23 milioni nel quarto,
  • 25 milioni di famiglie nel quinto.
Si tratterebbe, perciò, di uno sviluppo importante, che in qualche modo per le dimensioni ricorda il successo avuto con il Gsm alla fine degli anni 90'.
Facendo attenzione al fatto che in quel caso tutte le previsioni sono sempre state sbagliate, e di gran lunga, in difetto.

Sul versante dei contenuti i grandi gruppi già si stanno muovendo: è di questi giorni l'accordo tra Fininvest e BBC, ma sono già stati preannunciati altre alleanze con editori italiani e tutto il mondo dei Media è in fermento.

Sembra che il modello di business lato tv sia più collaudato e possa sposare anche altre innovazioni.
Premesso che la tv conta sulla comodità di fruizione dei servizi, sulla semplicità d'uso dell’apparecchio e sulla capillarità, è possibile integrarvi internet (quindi le comunità tipicamente già presenti sulla Rete e che si potranno ancora sviluppare con i servizi della PA per il cittadino) ed i modelli di pagamento, come il prepagamento dei telefoni cellulari.
Inoltre (mentre è partita la sperimentazione del sistema radio Dab) se la normativa e gli standard sono in gran parte definiti, sembra proprio che la TDT possa trovare una sua posizione vincente nel sempre più variegato mercato della comunicazione in Italia.

In questa situazione resta l'aspetto "personale", ovvero la possibilità che la TDT si caratterizzi come forma di servizio ritagliato su misura per le esigenze di comunicazione che ciascuno di noi ha come individuo.
Ecco quindi un punto che occorre approfondire, in quanto sino ad oggi non siamo stati abituati a vivere la televisione in questa dimensione, se non attraverso lo zapping o la scelta di un film nelle modalità cassetta o dvd. Anche la stessa dimensione "locale" della televisione dovrà essere rivista, con contenuti più mirati a cluster di utenti.

Quanto il pubblico di massa della televisione sarà disposto a pagare per questo cambiamento?
Con quale velocità tale nuova modalità di fruizione conquisterà il mercato?
Mentre le offerte via fibra ottica e xDsl da parte dei carrier di telecomunicazioni permetteranno ad un crescente numero di utenti di usufruire di contenuti video in temporeale, spunti interressanti potrebbero essere colti proprio dal mercato della "Personal Communication". Perciò dedicheremo presto una ricerca on-line per catturare qualche tipo di suggestione in tal senso.


Un ultimo aspetto di riflessione riguarda il brand dei fornitori.
Si tratta di un asset importante e, per far leva sulla credibilità del brand, i vari attori dovranno commettere pochi errori nei messaggi che saranno trasmessi e la coerenza sarà da subito messa alla prova, in termini di credibilità dell'offerta e dei contenuti.
E' bene pensare sin d'ora come i nuovi servizi potranno corrispondere alle attese, cioè essere fruibili e utili.


Mario Massone mario.massone@markab.it
Editoriali pubblicati nel 2003
n° 51:
"Wi-Fi: new dotcom?"

n° 50:
"Mobile Crm e ROI"
n° 49: "Reti commerciali per offrire soluzioni integrate"
n° 48:
"Marketing driver"
n° 47:
"Il coraggio di fare promesse contenute"
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"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
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"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
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"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
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Editoriali pubblicati nel 2002
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"Da Smau 2002"
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n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
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n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
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n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"