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Il Rapporto 2004 “Mobile e Wireless in Italia”, presentato di recente da Markab, offre una lettura specifica del mercato della Mobile Communication nei segmenti business e consumer. Il rapporto contiene previsioni sul mercato mobile (parco Sim, mercato Wi-Fi, Mms), ma anche indicazioni sulle attese degli utenti nei confronti dei nuovi servizi 3G e delle aziende nei confronti dell’offerta delle applicazioni mobili. Tra i temi che fanno riferimento al mercato business particolarmente interessante è la misurazione effettuata sui benefici delle applicazioni mobile e wireless nelle aziende che hanno adottato soluzioni: dal Mobile Office al Sales Force Automation. Altro tema di rilievo nel rapporto è quello della messaggistica: si è fatto riferimento in particolare agli Sms e Mms per i quali si è indagato sulle modalità di utilizzo dei due servizi e sui parametri di giudizio della qualità. Dai dati stimati a fine 2003 si nota come in Italia sono state superate le 58 milioni di linee cellulari. La crescita rispetto al 2002 è stata di circa il 6%. Tim mantiene la leadership di mercato (45%). Si riscontra la crescita dell'Arpu, grazie ai Vas. La vita media dell’handset si riduce a 18 mesi (nonostante l’indisponibilità dei nuovi prodotti) e il suo prezzo scende, anche a causa delle azioni di sussidio da parte degli operatori. Vi è un’attesa positiva per il 2004, quasi tutti prevedono nel breve termine una crescita del mercato mobile e tale ottimismo risulta giustificato da almeno tre fattori:
A
proposito di Vas il mercato è cresciuto nel corso del 2003 ed
è per oltre il 60% rappresentato da servizi basati su Sms.
I contenuti offerti tramite Sms Premium riguardano l’Infotainment (sport, news, finanza, meteo) ed i servizi di personalizzazione del cellulare (loghi e suonerie). Per quanto riguarda gli Mms, il costo di invio e la scarsa diffusione dei terminali ne frenano ancora la diffusione, ma è solo questione di tempo. Intanto si attendono indicazioni più precise per i servizi di messaggistica - dal mobile Vas alle applicazioni aziendali – soprattutto dal segmento consumer attraverso gli utilizzi del tipo “person to person”. ![]() Il 2003 è stato anche caratterizzato dagli effetti della portabilità del numero; ora si sta prospettando la produzione di un nuovo elenco pubblico dei numeri dei cellulari. Quali le scelte più opportune? Ad esempio si permette ai clienti che lo ritengono opportuno di pubblicare i loro numeri nei data base degli elenchi pubblici? Si decide di far pagare un importo a chi richiede che il proprio numero resti riservato? La linea della privacy nei confronti dei clienti sembra essere chiara: il cliente deve avere il diritto di mantenere il suo numero riservato, se lo desidera, e per far valere tale diritto non deve farne richiesta specifica. Così come tale diritto non può essere eluso semplicemente perché la scelta viene inglobata all'interno della stipula di un contratto con un operatore di telecomunicazioni. Del resto, va tenuto conto che l’elevata diffusione dei telefonini ha da tempo trasformato un servizio per pochi in un servizio di massa. Non sarà perciò l’elenco dei numeri dei telefonini ad avere effetti su uno stato dell'arte ormai consolidato. Dal punto di vista degli operatori, la pubblicazione di un elenco per i cellulari renderebbe il servizio confrontabile con quello dei telefoni di linee fissa e potrebbe promuovere un ulteriore incremento di traffico da mobile a mobile; probabilmente ulteriore fatturato potrà derivare da servizi ancellari e da una eventuale una tantum addebitata a coloro che richiedono di tenere riservato il numero di cellulare. In ogni caso si spera che la nascita di elenchi pubblici per i telefonini venga vista ed interpretata come un ulteriore momento di crescita del comparto e del servizio reso ai clienti.
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