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Editoriale PeC n. 57 - 2 marzo 2004
TDT e interattività

Quali i cambiamenti attesi dai nuovi servizi della Televisione Digitale Terrestre

Politica
Per parlare dei nuovi media - e in particolare della Televisione Digitale Terrestre (TDT) - occorre tener conto degli scenari politici, ovvero delle scelte che il governo del Paese sta facendo o dovrà fare per garantire sviluppo dell'industria dell'informazione.
In questi mesi maggioranza ed opposizione in parlamento si sono scontrate su questo tema: la prima affermando che la TDT è il nuovo "paradiso" e la seconda che questo "paradiso" digitale non serve.

Le considerazioni che vengono portate sono in sintesi le seguenti:

  • - la presentazione della TDT dal punto di vista del miglioramento dell'immagine e dell'audio sembra possa indurre un rinnovo del mercato lento e con la concorrenza del satellite,
  • - l'interattività potrebbe trovarsi perdente nei confronti del Personal Computer, in quanto gran parte degli utilizzatori non sono abituati ad impiegare tale funzione,
  • - il fatto che l'introduzione della TDT rappresenti l'occasione per liberalizzare il mercato, diversificare l'offerta e garantire il pluralismo, può essere poco credibile, visto che proprio su questo punto i politici non fanno che litigare.

Eppure la TDT è un argomento innovativo e importante perchè si inserisce in un processo di digitalizzazione che richiede investimenti dell'ordine dei miliardi di euro per le imprese e le famiglie.

Ricavi
La presenza particolarmente numerosa di personale di Telecom Italia ad un convegno svoltosi di recente su queste tematiche a Roma forse non è casuale se si fanno alcune considerazioni sui ritorni attesi dall'introduzione della TDT.
Per garantire interattività alla piattaforma si farà ricorso ad un canale di ritorno, che potrà essere di tipo Adsl e che potrà essere venduto assieme al set top box TDT.
L'interattività renderà più efficace la comunicazione televisiva, sia per quanto riguarda i contenuti di intrattenimento che per quelli della pubblicità.
Occorrerà rivedere i concetti di audience e le politiche di offerta degli "spot televisivi", ma alle aziende che investono in pubblicità si apriranno nuove opportunità per realizzare piani di marketing più efficaci.
I ricavi da pubblicità aumenteranno sia con la vericolazione differenziata per temi sia per la possibilità di interagire. Su questo versante sarà possibile affidare al canale di ritorno anche la connessione ad un Numero Verde, la cui capacità potrà essere pianificata per rendere tale servizio efficace, mantenendo un adeguato livello di soddisfazione dei clienti.
L'integrazione della piattaforma TDT con le reti Adsl permetterà ulteriori opportunità di ricavo per gli operatori, mentre dovrà essere verificato l'effetto nei confronti delle reti mobili (2,5G e 3G): si potranno inviare contenuti anche sui cellulari, ma per le transazioni il dual mode permetterà di impiegare la rete TDT, anzichè l'Umts.
Secondo Booz Allen Hamilton, i ricavi da TDT saranno di oltre un miliardo di dollari negli Usa nel 2004 ed in Italia si prevede un mercato pari a circa 200 milioni di euro.
L'Osservatorio PeC stima molto più lenta la crescita del fatturato della TDT e comunque sino al 2006 molto inferiore rispetto agli introiti broadband dei carrier telecom di rete fissa
(tavola).

Conclusioni
In breve, a favore del progetto TDT in Italia si segnalano:
- l'assenza di una rete TV via cavo,
- le 4 ore spese davanti al televisore in media al giorno,
- il fatto che la TV sia l'unico strumento domestico non ancora digitale.
Inoltre i settori produttivi direttamente interessanti (broadcaster, operatori tlc, systemi integrator, hardware e software vendor) si aspettano molto e prevedono un interessante mercato per i servizi e i contenuti, ma soprattutto parlano di riflessi positivi su: occupazione, ambiente e cultura.

Inoltre, è probabile che la TDT non potrà avere effetti significati su:
- livello di integrazione verticale dei broadcaster, che è molto alto e rende deboli i produttori indipendenti,
- razionalizzazione nell'uso dell'etere terrestre, visto l'attuale tipo di utilizzo dello spettro con sovraffolamenti e concentrazione duopolisitca di frequenze a livello nazionale,
- creazione di efficaci regole asimmetriche che favoriscano nuovi entranti.

Resta il fatto che la TDT ha bisogno di stimoli ed incentivazioni che incidano sull'intera filiera produttiva e, soprattutto, di clienti che possano identificarla come uno strumento che semplifica e arricchisce la vita di tutti i giorni.

Editoriali pubblicati nel 2004
n° 56: "L'ARPU del broadband su rete fissa"
n° 55:
"Servizi: ancora e sempre
"
n° 54: "Telefonio e individuo"

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 53: "Anche per il 2004 molte novità"
n° 52:
"Verso la Televisione Digitale Terrestre"
n° 51:
"Wi-Fi: new dotcom?"
n° 50:
"Mobile Crm e ROI"
n° 49: "Reti commerciali per offrire soluzioni integrate"
n° 48:
"Marketing driver"
n° 47:
"Il coraggio di fare promesse contenute"
n° 46:
"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
n° 45:
"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
n° 44:
"Le malattie dell'on-line"
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40:
"Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"
Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"
Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"