![]() ![]() |
| |
| ![]() |
Secondo Assinform, nel 2003 il mercato della comunicazione mobile e wireless è cresciuto dell'6,7% rispetto al 2002 con un valore totale di 21,04 milioni di euro. Le linee di telefonia mobile a fine 2003 erano 56,77 milioni (+4,7%) ed il numero degli utenti di 41,4 milioni (+3,5%). I servizi di rete (15,8 milioni di euro) sono cresciuti dell'11,1% sul 2002 ed i Vas (Sms, Mms) del 36,3%. Sembrerebbe che sia tutto positivo, ma in verità così non è! Sul versante dei servizi, lato Operatori si propone la messaggistica Mms e le videotelefonate con l’Umts. Ma l’effetto sull’Arpu è in linea con le attese? Da parte dei Content Provider si pensa ai contenuti sui terminali mobili (Mobile TV). Ma il revenue sharing è adeguato? Per quanto riguarda poi i Solution Provider, si riscontrano S.O. diversi per tipo di hand set e proposte pacchettizzate e sviluppate ad hoc. Sul fronte delle infrastrutture, si segnalano importanti diversificazioni – dall’i-mode all’Edge. Quali saranno gli effetti sulle quote di mercato degli operatori mobili e sarà favorito il mercato dei Vas? I servizi Wi-Fi per il mondo business (hot-spot e WLan) aprono domande sul tipo di modelli di business e sul come integrare le Sim e con quale roaming. Infine si sottolinea la vastità dell’argomento Wireless, che spazia da GSM/GPRS, Edge, all’UMTS, al Wi-Fi, e al wireless professionale (es. ottico, satellite). Le scelte si ampliano, ma richiedono anche una chiarezza di soluzioni: quali soluzioni? Come integrarle? Come pianificare reti sicure e a norma? Sul versante degli hand set, si riscontra una proliferazione dell’offerta a tutto campo: da terminali specifici per applicazioni industriali con evoluzioni oltre Gprs, ad hand set per nuove esigenze di usabilità, con camera phone e grandi display. Molte altre sarebbero le questioni da porre. Lasciatemi ora fare due brevi riflessioni relative al mercato delle PMI e delle maggiori organizzazioni.
Entro luglio saranno rese pubbliche le graduatorie sugli 880 progetti presentati nel bando di agevolazioni per sostenere l'innovazione digitale nelle piccole e medie imprese (legge 46/82), emesso nel novembre scorso dai ministri per le Attività Produttive e per la Innovazione e le Tecnologie, con una disponibilità finanziaria di 62,3 milioni di euro. Sarebbe utile conoscere quanti di questi progetti sono centrati su soluzioni di mobile e wireless communication. Ho la sensazione che siano pochi e che questo mercato sia ancora molto frenato. Una considerazione sul versante della occupazione nella maggiori aziende. Oggi tutte le Corporate europee hanno il problema di mantenere i tassi di occupazione, ricorrendo anche al part-time e a forme di flessibilità sempre più elevata. Gli investimenti in servizi e soluzioni mobile per le imprese sono adatti a supportare il mantenimento dell’occupazione anche per l’effetto che hanno sull’estensione e la personalizzazione dell’orario di lavoro. Il modello “Any time, Any where” può essere adottato da molte organizzazioni, nella convinzione che la produttività del lavoro non si misura più con il tempo speso restando incollato alla scrivania. E in questo contesto le infrastrutture e le soluzioni di “mobile communication” sono certamente abilitanti per l’organizzazione del lavoro flessibile. Il mobile business deve produrre vero valore aggiunto per tutti. Lo hanno capito gli operatori mobili, che pure hanno avuto la fortuna di imbattersi su applicazioni consumer con alti margini, come quelle collegate agli Sms. Anche in Italia, come sta accadendo negli altri Paesi europei, il mercato delle aziende – nei vari modelli B2B, B2E e B2B2C - deve conquistare uno spazio molto più significativo. Servono scelte che agevolino questi investimenti. Guardiamo a quanto sta accadendo sul versante del broadband. Le sovvenzioni sulla banda larga hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo del mercato degli accessi da rete fissa, ma si dimostra che il mercato degli accessi ha ancora bisogno di sussidi. Sussidi che tuttavia sembrano non avere effetti sull'uso della banda e, quindi, sull'Arpu; perché mancano servizi e contenuti. Nel mercato del mobile business non si presenta questo problema, in quanto le applicazioni già ci sono: SFA, Crm, FFA, e-mail e Mobile Office. Tuttavia occorre creare un clima che favorisca decisioni più rapide e sviluppi più consistenti su questo fronte.
Mario Massone mario.massone@markab.it
|