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Editoriale PeC n. 61 - 12 luglio 2004
Dal Voice Processing al VoIP
La voce su Internet: un successo annunciato, ma per quali reali mercati?


La crescite del VoIP
Negli Usa oltre un quarto delle comunicazioni aziendali avviene su Internet. In Giappone sono 8 milioni gli utilizzatori del servizio “050” per comunicazioni vocali via internet ed il portale Yahoo ha è più di 3 milioni di abbonati telefonici.
Intorno la metà degli anni ’80 Markab adottò il termine Voice Processing, per identificare le opportunità collegate alla discontinuità prodotta dalla digitalizzazione della voce e dalla sua possibilità di essere integrata con la gestione dei dati. Erano i tempi in cui si sosteneva che forse non si sarebbe mai riusciti a pacchettizzare la voce, ad esempio su una Lan Ethernet!
In venti anni molte cose sono cambiate: ad esempio Idc prevede che in Italia nel quinquennio dal 2002 al 2007 la crescita del VoIP (Voice over Internet Protocol) sarà intorno al 67%.

Occorre però distinguere i mercati: quello delle aziende e quello dei privati.
In quest’ultimo caso la complessità dei servizi e la flessibilità richiesta nell’erogazione determinano ancora complessità tali che, per superarle, soluzioni specifiche debbono essere trovate e verificate sul campo. In altre parole, la distribuzione e la capillarità della rete è un fattore di cui occorre tener conto per poter comprendere le possibilità evolutive del VoIP non tanto per il mercato business, ma soprattutto per quello consumer. Visto che proprio il mercato consumer presenta complessità via via crescenti sia in termini di nuove esigenze che di affidabilità e qualità dei servizi da fornire.

Driver cambiamento
Molti sono i driver del cambiamento indotto dalla VoIP, ma l’abbattimento dei costi di comunicazione è senza dubbio quello più “reclamizzato”. Anche in questo caso occorre però distinguere.
Se ci si riferisce al mercato business, oltre al risparmio sulle tariffe va considerata la salvaguardia degli investimenti sugli impianti già presenti. Solo in alcune situazioni le integrazioni sono possibili e convenienti. Ad esempio si può mantenere il centralino telefonico, ma raramente avere nuovi servizi, e nel caso che la rete dati abbia circa 4 anni di vita il costo del nuovo intervento di sostituzione può pesare per il 50% dell’investimento.
Per il mercato consumer il risparmio atteso dai clienti sulla tariffa di connessione a internet rispetto alla tradizionale rete telefonica è credibile, ma è altrettanto evidente che solo con l’intervento degli operatori di telecomunicazioni si potranno realizzare questi nuovi scenari.
Saranno i grandi carrier di telecomunicazioni a gestire questo cambiamento. Come nel caso annunciato da BT, che trasferirà il primo panel di mille utenti dell'area londinese sulla rete internet e che ha stanziato 10 miliardi di sterline sino al 2009 su questo progetto di transizione.
Sarà importante cercare di capire quali saranno le leve di marketing impiegate per governare questa evoluzione del mercato, se le killer application, come la videocomunicazione, garantiranno adeguati ritorni finanziari.

Pmi
Ancora sul versante del mercato business, c’è una peculiarità del nostro mercato collegata alla struttura, costituita soprattutto dalle Pmi, con non più di un centinaio di utenti interni.
La qualità del servizio che queste nostre imprese devono poter far crescere nei confronti dei loro clienti passa sempre più dalle soluzioni del sistema di comunicazioni che viene adottato.
Occorre che le nuove infrastrutture adottate dalle Pmi possano reagire prontamente alle esigenze espresse dai loro mercati e che sia possibile articolare con la massima flessibilità tali reazioni. In altre parole diventa essenziale poter disporre di canali di comunicazione virtuali e integrati.
Ma cambiano anche le modalità con cui si effettuano gli investimenti nei confronti dell’innovazione tecnologica e lo slogan che Ibm in questi ultimi tempi sta diffondendo è più che mai significativo: la tecnologia si userà sempre più “on demand”.
Una recente ricerca condotta da Markab sugli investimenti previsti dalle aziende per migliorare la relazione con i loro clienti ha evidenziate queste previsioni:
  • nel 22% dei casi si pensa ad ottimizzare la struttura attuale
  • nel 20% dei casi di prevedono investimenti in nuove tecnologie
  • nel 13% dei casi si ritiene di dover formare il proprio personale.
Quindi equilibrio tra nuovo ed esistente per l’ICT, ma anche equilibrio tra esperienze acquisite e nuove competenze per gli utilizzatori.

Editoriali pubblicati nel 2004
n° 60:
"Monopolio e libero mercato"

n° 59:
"Risorse Umane e Mercato"

n° 58:
"Serve una 488 per il mobile business"

n° 57:
"Televisione Digitale Terrestre e interattività"
n° 56:
"L'ARPU del broadband su rete fissa"
n° 55:
"Servizi: ancora e sempre
"
n° 54: "Telefonio e individuo"

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 53: "Anche per il 2004 molte novità"
n° 52:
"Verso la Televisione Digitale Terrestre"
n° 51:
"Wi-Fi: new dotcom?"
n° 50:
"Mobile Crm e ROI"
n° 49: "Reti commerciali per offrire soluzioni integrate"
n° 48:
"Marketing driver"
n° 47:
"Il coraggio di fare promesse contenute"
n° 46:
"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
n° 45:
"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
n° 44:
"Le malattie dell'on-line"
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40:
"Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"
Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"
Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"