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Editoriale PeC n. 63 - 2 novembre 2004
Concorrenza, innovazione e professionalità
Il cliente é disposto a pagare di più se percepisce che ciò serve ad aumentare la qualità dei servizi.

Concorrenza?
Di recente il Gabibbo di Ricci ha fatto visita a Telecom Italia per indagare sui motivi della differenza tra i prezzi dell’Adsl praticati in Italia e quelli offerti dalla stessa società in Francia: 3 volte più alti da noi a parità di prestazioni, anzi, in alcuni casi con prestazioni migliori.
Il servizio di Striscia la Notizia fa parte di un'iniziativa dedicata all'analisi dei prezzi - come nel caso dei farmaci o della benzina – per evidenziare le differenze in euro, prezzi sempre più cari in Italia rispetto a quelli di altri Paesi dell'UE.
Le motivazioni di tale situazione, per quanto diverse a seconda dei settori interessati, sono tuttavia da ricondurre a due aspetti in comune: concorrenza limitata ed inefficienza del nostro sistema.

La liberalizzazione all’anglosassone non sembra abbia sempre portato a risultati positivi. Si pensi ad esempio al settore elettrico, dove le privatizzazioni american style hanno comportato impatti negativi, che forse aumenteranno anche in futuro, tenuto conto che esistono troppe responsabilità e si propone di introdurre anche la figura del Ministro dell' Energia.
Si fa notare che in Italia il prezzo dell' energia elettrica è aumentato negli ultimi 5 anni del 3%, il prezzo dell' acqua del 40%, mentre quello delle assicurazioni del 105% !

Per tornare al settore delle comunicazioni, la liberalizzazione del comparto delle telecomunicazioni è stata avviata, ma - nonostante la leva dell’innovazione tecnologica – non é ancora completata.
Per capire come potrà migliorare la libera concorrenza nel prossimo futuro dobbiamo pensare che sarà l’offerta di contenuti a fare il mercato.
Internet e la Tv digitale terrestre potranno consentire più pluralismo rispetto allo scenario dell’analogico e del satellitare.

Effetto digitale
Vi sono varie considerazioni a sostegno di questa affermazione.
Intanto in fase di innovazione si riscontra una particolare attenzione posta dal Legislatore e dalle Autorità di vigilanza.
Ad esempio l’Antitrust di Giuseppe Tesauro ha di recente rilevato pubblicità ingannevole per l’offerta dei servizi e decoder della televisione digitale terrestre, che non evidenzia le carenze di copertura territoriale del segnale e non avverte del fatto che non sempre i servizi saranno gratuiti.
Inoltre la legge Gasparri distingue tra operatori di rete (con licenza) e fornitori di contenuti e servizi (con autorizzazione). Chi ha contenuti e servizi potrà pertanto usare a condizioni eque la rete di un operatore.
Come spesso è stato sottolineato ciò signica realizzare un nuovo modello di business per l’operatore digitale: non più quello integrato verticalmente, ma quello focalizzato o sui propri contenuti o sui propri clienti.

Le nuove soluzioni digitali permetteranno molteplici usi di “nicchia”: dagli house organ aziendali (es. Webintesatv di Intesa e Mediolanum Channel) ai servizi per gli enti e le comunità locali.
Inoltre per le aziende e per la famiglia si diffonderanno in modo sempre più ampio e conveniente l'e-commerce, l'home banking e gli adempimenti amministrativi attraverso le reti.
Il digitale può pertanto aumentare il livello della competizione, sia sul lato della domanda per il controllo del consumatore, che su quello dell'offerta per il controllo dei contenuti.

.. e le Risorse Umane
Un ostacolo importante è legato alle competenze e alle professionalità che il settore richiede nella nuova era della interattività e della multicanalità.
Questo è il punto. Le strategie delle aziende e degli enti – soprattutto durante una fase di congiuntura economica non favorevole - sembrano orientate a ridurre i costi, limitando ulteriormente la relazione interpersonale e impiegando in modo crescente strumenti di self service e di comunicazione di massa.
Inoltre la stessa valorizzazione delle imprese attuata con l’applicazione della Certificazione di Qualità ISO 9000 é limitativa, visto che essa prende in considerazione il modello organizzativo, le procedure e l’organizzazione e non pone in primo piano la risorsa umana, che invece svolge un ruolo determinante nella qualità di servizi, la cui qualità percepita si basa proprio sulla relazione che intercorre tra le aziende ed i clienti.

Abbiamo così che l’insoddisfazione del cliente è sostanzialmente attribuibile a scarsa professionalità degli addetti, mentre l’insoddisfazione di tali addetti è attribuibile sostanzialmente alla loro scarsa preparazione.

In un contesto di tecnologie disponibili e di modelli organizzativi similari, la risorsa umana fa la differenza, per offrire a clienti, consumatori e cittadini un servizio efficace ed efficiente, per garantire ad aziende ed enti ritorni adeguati sugli investimenti.

Se il cliente percepisse che pagare prezzi maggiori serve a migliorare le competenze degli addetti e, quindi, la qualità dei servizi, molto probabilmente sarebbe favorevole a tale situazione.
Investire nelle risorse umane è forse il miglior investimento possibile. Bisogna farlo con lungimiranza e trasparenza, sfidando modelli di retroguardia e badando che il tanto decantato pluralismo o la concorrenza a tutti i costi non ostacolino l'attenzione sulle professionalità degli addetti.

Mario Massone mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2004
n° 62:
"Ripensare all'ICT"
n° 61:
"Dal Voice Processing al VoIP"
n° 60:
"Monopolio e libero mercato"
n° 59:
"Risorse Umane e Mercato"
n° 58:
"Serve una 488 per il mobile business"
n° 57:
"Televisione Digitale Terrestre e interattività"
n° 56:
"L'ARPU del broadband su rete fissa"
n° 55:
"Servizi: ancora e sempre
"
n° 54: "Telefonio e individuo"

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 53: "Anche per il 2004 molte novità"
n° 52:
"Verso la Televisione Digitale Terrestre"
n° 51:
"Wi-Fi: new dotcom?"
n° 50:
"Mobile Crm e ROI"
n° 49: "Reti commerciali per offrire soluzioni integrate"
n° 48:
"Marketing driver"
n° 47:
"Il coraggio di fare promesse contenute"
n° 46:
"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
n° 45:
"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
n° 44:
"Le malattie dell'on-line"
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40:
"Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: industria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"
Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37: "Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35: "Fusioni e sinergie"
n° 34: "Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30: "La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28: "Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"
Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"