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Editoriale PeC n. 70 - febbraio 2006
VoIP per lo sviluppo
Bisogna ricorrere alle organizzazioni sul territorio.


Pronti alla rivoluzione

Immaginate uno scenario in cui un operatore telecom lanci un’offerta con tariffe inferiori a quelle di Skype e che ogni tipo di vendita di prodotti e servizi Ict sia basata su soluzioni VoIP.
Ebbene questo è lo scenario di oggi, a partire dagli UK, dove BT sta muovendosi con politiche di prezzo aggressive che sono destinate a confermare la sua leadership in un mercato di vera ed innovativa concorrenza.

La realtà italiana è diversa, ma non di molto. Telecom Italia da tempo si prepara alla evoluzione IP: le sue infrastrutture sono pronte e non resta che attendere le scelte commerciali.
Comunque vi è chi scommette che entro il 2007 di fatto il “doppino” diventerà un “tubo” da 8 MB su cui poter far transitare ogni forma di comunicazione.
Del resto negli ultimi anni il nostro mercato si è distinto per la crescita record dei telefonini, ma ha anche superato una parte del gap relativo alla diffusione di connessioni internet a larga banda.

I vari attori sembrano pronti a mettere in atto la rivoluzione VoIP e a raccoglierne i benefici, ma vi è ancora una parte che sta faticando.
Si tratta del mercato business, in particolare delle aziende medio-piccole. Per non parlare poi di quelle piccolissime (Soho) che hanno una spesa media per l’Ict che è inferiore a quella di mia figlia ventenne.
Eppure senza la convinta e veloce adesione delle aziende il VoIP non potrà diffondersi così rapidamente come necessario sia.

Reti commerciali

Del resto per relazionarsi con questo mercato non possono essere impiegati solo i nuovi canali a basso costo di contatto: dal direct marketing al web marketing. Bisogna ricorrere agli Uomini.
In questi ultimi tempi assistiamo pertanto ad una particolare attenzione posta da parte dagli operatori e dai vendor in generale allo sviluppo delle loro reti commerciali, distributori, Var e installatori. Coloro che si sono tempo fa convertiti dalla telefonia al networking sono favoriti.

Tuttavia non bisogna dimenticare che anche queste realtà sono imprenditoriali e spesso le loro stesse organizzazioni non sono campioni di innovazione.
Occorre che questi partner siano supportati e aiutati a crescere con mentalità, regole e strumenti opportuni. A partire dallo scenario politico.

La concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni italiane non può evolvere se non vengono rafforzati gli organi di vigilanza: l’Autorità Garante e l’Antitrust.

L’innovazione che deve essere premiata è quella che produce benefici per gli stakeholder: dai Clienti ai Partner. I Clienti non devono essere posti al centro delle scelte strategiche sono quando conviene e dimenticati quando richiedono chiarezza ed assistenza. I Partner che stanno sulla filiera devono essere concretamente spinti a creare valore sui loro Clienti.

Low price

Ma questo ritorno di attenzione sulla filiera commerciale deve fare i conti con lo stato in cui si trova il mercato italiano.
Infatti non bisogna nascondersi che tutto il mercato negli ultimi anni si è molto appiattito sulla standardizzazione, con qualità e prezzo verso il basso. Per fortuna qualche eccezione è rimasta, che tuttavia non può incidere su un mercato esteso, come è quello interessato dal VoIP.

Infatti se si guarda alla motivazione principale che porta un' azienda a scegliere soluzioni VoIP le possibili risposte sono ricondotte ad una sola: risparmiare.
Nella fase di scelta conta molto poco la possibilità di migliorare l'accessibilità e la condivisione delle informazioni, di incidere sul servizio reso a clienti e partner, di disporre di una reale possibilità di miglioramento dei servizi attuali e di creazione di nuovi, e ancora di realizzare organizzazioni più competitive.
Bisogna risparmiare e basta!
Ecco quindi il vincolo. La tecnologia non è più ostacolo, mentre permangono forti problemi sul come essa debba essere impiegata. Quasi che si aspettasse che i servizi offerti da una soluzione IP Centrex fossero magicamente in grado di dare benefici alle aziende utenti. Tutte le connessioni broadband, le soluzioni hardware e software restano abilitanti, ma il come impiegarle sarà sempre una scelta delle aziende.
Cambiare cultura e proporre modelli organizzativi e di business diventa primario se si vuole cambiare.
Sono pertanto gli attori presenti sul territorio che tornano ad essere protagonisti: dalle associazioni industriali locali, alle pubbliche amministrazioni, dalle filiali del credito alle realtà di servizi e consulenza.
Anche grazie al VoIP le nostre aziende potranno riprendere fiducia ed investire.


Mario Massone mario.massone@markab.it

Editoriali pubblicati nel 2005
n° 69: "Convergenza wireless"
n° 68: "Il pubblico é più veloce del privato"
n° 67: "Comunicazione mobile-wireless e obiettivi di business"
n° 66: "Marketing, tecnologie e nuovi modelli"
n° 65:
"Idee chiare per far crescere i Vas"
n° 64: "2004: videofonini e non solo"

Editoriali pubblicati nel 2004
n° 63:
"Concorrenza, innovazione e professionalità
n° 62:
"Ripensare all'ICT"
n° 61:
"Dal Voice Processing al VoIP"
n° 60:
"Monopolio e libero mercato"
n° 59:
"Risorse Umane e Mercato"
n° 58:
"Serve una 488 per il mobile business"
n° 57:
"Televisione Digitale Terrestre e interattività"
n° 56:
"L'ARPU del broadband su rete fissa"
n° 55:
"Servizi: ancora e sempre
"
n° 54: "Telefonio e individuo"

Editoriali pubblicati nel 2003
n° 53: "Anche per il 2004 molte novità"
n° 52:
"Verso la Televisione Digitale Terrestre"
n° 51:
"Wi-Fi: new dotcom?"
n° 50:
"Mobile Crm e ROI"
n° 49: "Reti commerciali per offrire soluzioni integrate"
n° 48:
"Marketing driver"
n° 47:
"Il coraggio di fare promesse contenute"
n° 46:
"Offerte modulari e leasing per riavviare lo sviluppo"
n° 45:
"Non parlarsi addosso, coinvolgere altre funzioni"
n° 44:
"Le malattie dell'on-line"
n° 43:
"Mobilità e multicanalità"
n° 42:
"Nomadismo digitale"
n° 41:
"Occorre una vision più chiara"
n° 40:
"Benefici dal confronto"
n° 39:
"Telecomunicazioni: indutria sana e credibile"
n° 38:
"Cercansi clienti"
Editoriali pubblicati nel 2002
n° 37:
"Coraggio, investiamo"
n° 36:
"Da Smau 2002"
n° 35:
"Fusioni e sinergie"
n° 34:
"Formare oggi"
n° 33:
"Instant Messaging application"
n° 32:
"La società dell'informazione"
n° 31:
"Investire su J2ME?"
n° 30:
"La mobile communication oggi"
n° 29:
"Wi-Fi al via"
n° 28:
"Permission Marketing"
n° 27:
"Tlc e Crm"
n° 26:
"Tecnologie"
n° 25:
"Dieci anni"
n° 24:
"Vas e Sla"
n° 23:
"Sms e Sos"
n° 22:
"Gprs: prezzo e prodotto"
n° 21:
"Meglio perderli"
n° 20:
"Benvenuto 2002"
Editoriali pubblicati nel 2001
n° 19:
"Lo Stato ricco ora deve redistribuire"
n° 18:
"Banda larga e incentivi"
n° 17:
"Certezze e incertezze"
n° 16:
"Sms anonimi, mercato e norme"
n° 15:
"In attesa degli MMS"
n° 14:
"Pullover o pneumatici?"
n° 13:
"Flatrate: per far crescere il mercato"
n° 12:
"La difficile missione del mobile operator"
n° 11:
"Utenti e Arpu: quale la realtà?"
n° 10: "Culture da valorizzare: l'interoperabilità"
n° 9: "Su chi scommettere"
n° 8: "Quando le tlc saranno un mercato normale?"
n° 7: "ICT boom! E l'Italia?"
n° 6:
"Monopoli e clienti"
n° 5:
"Intrattersi con il telefonino"
n° 4: "Unificare le comunicazioni è un business"
n° 3:
"Inno agli innovatori"
n° 2: "Mancate convergenze"

n° 1: "Le telecomunicazioni alla fine del 2000"