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La casa brucia ?
Il 2002 è l'anno decisivo per l'industria wireless

"Wirelesse brigade enters the burning house": così si intitola il servizio curato da Joanne Taaffe e apparso su Communications Week di gennaio 2002.
"La casa brucia" ha affermato Mauro Sentinelli, commentando l'andamento dell'Arpu che nell'ultimo anno è sceso almeno quanto sono scesi i prezzi praticati dagli operatori.
da Communications Week

Per evitare che questo trend si ripeta nel corso del 2002 il comparto deve introdurre con successo il Gprs, il cui modello di prezzo per i servizi dati deve essere di facile comprensione al mercato.
Sebbene Sonera abbia già annunciato l'apertura di servizi 3G in quattro città, le attese su questo fronte non permettono di pensare che l'Umts possa essere il protagonista di quest'anno. Mentre, invece, gli operatori devono puntare sul Gprs e sul ritorno relativo alla trasmissione dati per lanciare anche il 3G.

Secondo Mauro Sentinelli, la Gsm Association dovrà prendere in esame le specifiche relative agli m-services.
Tutto ciò mentre gli operatori hanno da poco introdotto un premium price per gli Sms e molti stanno cercando di posizionare l'offerta Gprs.
A tal proposito, alla fine del 2001, con il tradizionale momento di vendite natalizie, i risultati solo in parte sono stati favorevoli nelle vendite (in Italia va considerato che in quel periodo il traffico Gprs era ancora offerto gratuitamente dagli operatori mobili).

Per quanto riguarda la semplicità della proposta di prezzo, anzichè la soluzione di tipo flat, alcuni operatori hanno preferito un prezzo per byte, non sempre chiaro anche a questa tipologia di clienti.
In aggiunta molti non hanno saputo ancora far funzionare con successo un modello di "revenue sharing" con i fornitori di contenuti.
E' rilevante il caso Vizzavi, che ha abbandonato la ripartizione 50/50 del margine tra portale ed operatore per una struttura che lascia a Vizzavi il 5% del fatturato derivante da airtime e l'80% del fatturato relativo al pagamento dei servizi a premio (oggi anche gli Sms).
Anche questa situazione conferma la volontà degli operatori di "make money" attraverso i contenuti, mentre è ancora da chiarire quanto si sia pronti a creare un mercato aperto.

Restano da risolvere l'aspetto della fatturazione - in particolare per quanto concerne i prepaganti - e del roaming internazionale - critico soprattutto per i servizi destinati alle aziende.


Di fatto, le aziende difficilmente decideranno di dotare i loro addetti di soluzioni basate su Gprs, sintanto che non avranno garanzie sulla interoperabilità e sul roaming.
Se gli operatori mobili intendo conquistare realmente il mercato Corporate senza rischiare di subire costi contatto tanto alti da ridurre i margini operativi, l'offerta di una chiara soluzione di roaming per il Gprs è indispensabile. E i maggiori gruppi, come Vodafone, stanno proprio cercando di muoversi su questa linea.


Ma resta da chiarire quali sono i servizi di mobile communication per le aziende che avranno un impatto di maggiore efficacia sulla produttività e sulla riduzione dei costi. Senza queste risposte i responsabili delle telecomunicazioni all'interno delle corporate difficilmente riusciranno a giustificare le nuove applicazioni di mobile data; a maggior ragione in questo momento, in cui permane una forte pressione sulla riduzione dei costi.
Le scelte relative alla fattibilità e al pricing del roaming da parte degli operatori sono perciò fondamentali.

Conclude la giornalista Joanne Taaffe che "se gli operatori continueranno a adottare piani di business molto realistici, cercando di mantenere alto il fatturato per cliente piuttosto che catturare clienti marginali ad ogni costo, ma, invece, attirando i clienti grazie ai servizi e ai contenuti, essi potranno guardare al 2002 come ad un anno in cui il mercato del mobile data potrà realmente partire".

Non resta che aggiungere un breve riassunto di ciò che - a nostro avvio - bisognerebbe assolutamente fare per ridurre il rischio di "alimentare l'incendio delle casa":
  • per cominciare evitare l'impiego di una pubblicita' non chiara che dia solo l'illusione di ridurre il time-to-market, ma che tende a ridurre la credibilità del settore,
  • poi proseguire con una decisa svolta culturale nel marketing degli operatori, che porti ad evitare anche minime confusioni tra la tecnologia ed il servizio.
Si tratta di due operazioni non banali, che dovrebbero essere attuate nel corso del 2002.