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Canone
per il local loop: Italia vs. Europa
L'indagine
Nus ha confermato (maggio 2000) che i prezzi delle telecomunicazioni
stanno scendendo e che in Italia nell'ultimo anno si è registrato
un "taglio dei prezzi" pari al 42,7% per le chiamate interurbane
(564 lire per una telefonta di 3 minuti), confrontabile solo con il
39% della Germania ed il 35% della Francia.
Purtroppo il prezzo medio di una telefonata urbana di 3 minuti è
restato praticamente costante. pari a circa 191 lire.
In questo ambito solo da dai primi mesi del
2000 vi sono offerte alternative a Telecom Italia ed i problemi posti
dall'ultimo miglio sono fondamentali per poter concludere la fase di
liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni. Per questo motivo
riportiamo le seguenti considerazioni registrate a metà di maggio
come reazione alle tariffe proposte da Telecom Italia.
La richiesta economica di Telecom Italia per cedere agli operatori
alternativi il cosiddetto "ultimo miglio"
(nel caso dell'utenza residenziale pari a 26.300 lire/mese per linea,
più un contributo di attivazione di circa 300.000 lire) potrebbe
subire un ridimensionamento a seguito di un intervento dell'Authority.
Tale richiesta infatti, giustificata da Telecom sulla base del cosiddetto
"deficit di accesso" (ossia la differenza tra l'introito
proveniente da canoni e le spese per la gestione e la manutenzione degli
impianti finali), appare in contrasto con l'orientamento ai costi
previsto dalla legge antitrust e con il fatto che l'andamento tendenziale
di tale deficit appare in
drastica diminuzione rispetto agli anni scorsi.
Questo fatto è legato sia all'aumento dei canoni connesso con
il recente "ribilanciamento" delle tariffe sia alla sempre
maggiore diffusione delle linee Isdn e Adsl, che utilizzano il normale
doppino in rame, ma hanno canoni più elevati.
Inoltre l'Authority potrebbe ritenere illegittimo il recupero (anche
parziale) del deficit di accesso mediante i prezzi praticati agli operatori
concorrenti, qualora risultasse (da un'analisi in corso) che la differenza
tra ricavi e costi è dovuta ad una mancanza di efficienza nella
gestione degli impianti, piuttosto che alla scarsa remuneratività
dei collegamenti con gli utenti finali.
Anche
un confronto con gli altri paesi europei mostra che il deficit di accesso
è ovunque minore rispetto al caso italiano: si possono infatti
fare le
seguenti considerazioni:
-
In Inghilterra, il canone di affitto è mediamente superiore a
quanto proposto in Italia, ma l'ex monopolista britannico deve sottostare
all'obbligo di fornitura di alcuni servizi a prezzi molto bassi;
- In
Francia il canone è lievemente inferiore, ma il deficit di accesso
riconosciuto è assai più basso e se il canone fosse portato
al livello italiano arriverebbe vicino all'annullamento (da notare che
France Telecom ha ancora il 99% del traffico urbano e l'80% di quello
interurbano);
- In
Germania il canone è di poco superiore alle 26.300 lire, ma,
se anche fosse abbassato al livello italiano, Deutsche Telecom arriverebbe
a "perdere" una cifra molto inferiore al deficit stimato da
Telecom Italia (si nota che Deutsche Telecom ha ancora l'80% del traffico).
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