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Osservatorio
PeC
1° Incontro 2001
Verso
l'Umts |
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L'incontro
si è svolto il 22 marzo 2001 presso SmauComm Mediterraneo
(Fiera di Roma). Nel
seguito, un resoconto dell'evento e i link alle presentazioni.
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L'incontro, che
ha visto la partecipazione di oltre 100 invitati - nella foto sopra
- si è aperto con la presentazione da parte di Markab di una serie
di analisi relative al mercato della Personal Communication,
con considerazioni a consuntivo relative all'anno 2000, l'indicazione dei
primi avvenimenti che stanno caratterizzando l'anno in corso e i trend previsti
per il mercato mobile nei prossimi mesi.
Nella tavola sottostante, tratta dalla presentazione Markab, il trend
previsto per l'Arpu degli operatori mobili nei prossimi anni.

E'
stata inoltre presentata in anteprima l'iniziativa dell'Osservatorio PeC
denominata "Mobile Internet Meter", un benchmarking on
line della qualità e delle prestazioni della connessione dati via
rete mobile (ulteriori informazioni
a riguardo e il modulo per iscriversi alla fase di beta test si trovano
qui).
La presentazione completa di Markab (che comprende i principali
risultati della ricerca "Mobile Internet Manager" di cui si riporta
nel seguito) può essere scaricata al seguente link
( file
PeC_SmauComm.zip, 1.840 Kb)
A seguire, sono stati presentati i risultati della
ricerca MIM (Mobile Internet Manager), promossa e condotta dall'Osservatorio
PeC e volta ad individuare come nelle aziende venga promossa l'integrazione
tra IP e wireless per lo sviluppo di servizi innovativi. L'analisi
ha messo in evidenza alcuni aspetti critici del percorso di sviluppo di
questo nuovo mercato, che non sembra avere ancora in sufficiente evidenza
quali possano essere le reali applicazioni ed i servizi che lo rappresenteranno.
Questi, in breve, alcuni risultati emersi dalla ricerca:
- Dai risultati
che emergono circa il coinvolgimento delle funzioni aziendali è
evidente la difficoltà delle aziende nell'equilibrare l'approccio
technology driven con quello marketing driven: in un terzo circa
dei casi presentati da un campione "innovatore", le Direzioni
Generali non vengono coinvolte nel progetto!
- Le scelte
strategiche confermano che l'argomento viene affrontato nella sua fase
iniziale e che l'innovazione dei servizi ai clienti e la loro. fidelizzazione
restano comunque le scelte primarie dichiarate.
- I
motori del cambiamento si confermano essere il lancio di nuovi prodotti
e servizi destinati ad aumentare le quote di mercato.
- La
principale incertezza dichiarata dalle aziende è relativa
al rapporto tra costi e benefici derivanti dall'impiego di soluzioni
Mobile Internet.
- E' senza
dubbio da rimarcare come aspetto favorevole il fatto che molte aziende
abbiamo già investito in reti e soluzioni IP-based; anche
questo conferma che il campione è da considerare vicino al profilo
degli innovatori.
- Le
tempistiche valutate per i progetti Mobile Internet sembrano invece
abbastanza limitate ed in parte confermano il grado di confusione
esistente sull'argomento.
- Il fatto
che, quando le aziende sono concentrate sulla soluzione, si preoccupino
degli aspetti di integrazione conferma che uno dei punti più
critici è proprio costituito dalla capacità di rendere
compatibili gli sviluppi, ad esempio per i database.
- Molti
degli intervistati dichiarano un'attenzione medio-alta sull'argomento
e segnalano di tenersi informati attraverso Internet: ciò
significa che la rete viene impiegata come "magazzino informativo"
in una logica di supporto pseudo-formativo, anche per cercare di ripararsi
da un bombardamento di messaggi spesso fuorvianti.
- Anche
dal punto di vista dei servizi che le aziende sviluppano nei confronti
dei mercati, appare evidente l'attenzione posta sul sito web, come
canale di relazione.
Un commento ai risultati della ricerca MIM,
unito ad alcune considerazioni generali sul mercato italiano, è
stato portato da Pietro Vittorio Varaldo, Direttore di Federcomin
(a destra nella foto, con il Coordinatore dell'Osservatorio PeC
Mario Massone).
Il Dott. Varaldo ha evidenziato l'impennata che il numero di linee
mobili ha avuto nel nostro paese, |
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sottolineando
però come il tasso di sviluppo dei ricavi sia necessariamente inferiore
rispetto a quello delle Sim (anche se interessante: ad esempio, le revenue
da servizi Wap, stimate pari a 70 miliardi nel 2000, arriveranno a 250 miliardi
nel 2001 e 450 nel 2002). Quello che stiamo vivendo è, secondo Federcomin,
un momento di passaggio che ha davanti a sè grandi possibilità
di sviluppo, anche se stiamo attraversando alcuni ritardi temporali, ad
esempio sul Gprs.
In relazione al MIM, Varaldo ha rilevato come le funzioni più coinvolte
nell'ambito dei progetti di Mobile Internet siano il supporto ai clienti
e il marketing, ossia persone spesso in movimento che hanno la necessità
di interfacciarsi in ogni momento con database aziendali. Inoltre, i clienti
stessi dovranno interagire con tali database, ad esempio per seguire l'andamento
di un ordine o inserirne uno - esistono quindi anche problemi, che devono
essere considerati, legati a tale tipologia di accesso. Risposte efficienti
ai clienti e integrazione dei processi sono aspetti non solo tecnologici
ma soprattutto culturali all'interno di un'azienda, per cui in questa
fase di transizione è richiesto un forte "salto" in termini
di mentalità e di approccio.
Inoltre in Italia, i tecnici ICT sono in numero fortemente inferiore rispetto
alle richeste del mercato e il sistema formativo italiano non riesce a soddisfare
la domanda, e ciò non fa che amplificare il problema di cui sopra.
A questo cercano di porre rimedio direttamente le aziende, organizzando
in proprio la formazione, ma questo non è ancora sufficiente, in
quanto le aziende fanno molto in termini di specializzazione, ma non possono
svolgere il ruolo che è proprio delle istituzioni preposte alla formazione
di base.
A valle di ciò si potrebbe poi articolare il discorso italiano in
modo più complesso, facendo riferimento alle specifiche realtà
dei distretti industriali di cui solo la metà circa risulta attivo
in termini di innovazione.
Il sistema Italia dunque, secondo Federcomin, è oggi un quadro
formato da luci e da ombre, ma caratterizzato da prospettive di sviluppo
ampie che permetteranno nel prossimo futuro di superare le carenze attuali.
A seguire, ha riscosso interesse l'intervento di Guido Teot di Xelion
SIM
(gruppo Unicredito), che ha illustrato come viene
interpretato dalla
società il concetto di multicanalità, utilizzando
sia il Web sia il Gsm/Wap
(e a breve il Gprs ) per costruire canali di contatto e di relazione
interattivi con i propri clienti. Xelion ha avviato la propria attività
nel
maggio del 2000 ed ha puntato ad offrire gradualmente ai clienti diverse
modalità di accesso sia ai contenuti che ai servizi dispositivi ed
informativi, tra cui ad esempio un sito Wap comprendente la maggior parte
delle funzionalità del sito html, come ad esempio l'analisi tecnica.
La presentazione di Xelion è scaricabile
al seguente link
( file
Xelion_SmauComm.zip 361 Kb)
Dopo le presentazioni, si è svolto un dibattito "panel",
moderato da Mario Massone, con la partecipazione di costruttori (presenti
Alessandra Rosa Ammaturo di Ericsson e Alberto Valsecchi di Alcatel)
ed operatori (presenti Nevio Boscariol di Wind ed Alberto Cardone
e Cristina Tagliabue di Tim).
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Il dibattito è
stato aperto dai costruttori, stimolati sul tema della tecnologia: essa
è solo un fattore abilitante o deve anche dare un contributo diverso
agli attori in gioco? E per quanto concerne i terminali - con riferimento
specifico al Gprs - quando si afferma che non sono disponibili in quantità
commerciale, cosa significa?
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Secondo Alessandra Rosa Ammaturo di Ericsson (nella foto
a sinistra), la tecnologia è un fattore abilitante, su
cui Ericsson costruisce la sua strategia di solution provider end-to-end.
In quest'ottica si inquadrano anche le attività di Ericsson
come consulente in area Business ed Internet, sopratutto mediante
società controllate (Edgecom ed Eunosia).
Per quanto riguarda i terminali GPRS, oltre al modello R520 già
introdotto, sono stati presentati al Cebit due nuovi modelli, il T68
e il T39. |
Segnala inoltre
che Ericsson ha condotto uno studio su personale interno, il cui risultato
(occorre però specificare che si tratta di una tipologia di utenza
ovviamente evoluta) indica ai primi posti in termini di interesse le applicazioni
di positioning, ticketing, domotica e, in misura minore, imaging, mentre
l'intrattenimento non è ai vertici della classifica delle applicazioni
desiderate.
Alberto Valsecchi (Alcatel - foto a destra) ritiene che non
ci sarà bisogno della cosiddetta "killer application"
per il successo di questo mercato: occorrono invece reti, sistemi
e piattaforme aperti, flessibili e stabili per favorire la graduale
migrazione dei contenuti e delle applicazioni, già in gran
parte esistenti, dai canali tradizionali a quelli nuovi. Già
oggi, infatti, gli utenti spendono, oltre che in servizi di comunicazione,
in spettacolo, cultura, sport, musica, servizi, informazione, ecc. |
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Il punto
fondamentale del discorso è l'infrastruttura con cui tali servizi
vengono erogati. Il prossimo passaggio che la tecnologia - anche in questo
caso vista dunque come fattore abilitante - dovrà supportare sarà
quello di offrire agli utenti un nuovo canale di intermediazione, frutto
dell'integrazione fra telefono fisso, mobile, internet e TV.
Il ruolo che Alcatel si attribuisce è quello di integrare le tecnologie
abilitanti, di fornire soluzioni "end-to-end" e di di promuovere
lo sviluppo del mercato anche mediante collaborazioni con importanti content
provider (ad es. Rai). Per quanto riguarda i terminali, Valsecchi sostiene
che Alcatel, che ha recentemente lanciato un cellulare Gprs (One Touch 502),
produrrà terminali in funzione della domanda del mercato.
La parola è poi passata agli operatori,
ai quali sono state chieste le rispettive posizioni rispetto al problema
della certificazione dei fornitori di contenuti: come farla e quali Service
Level Agreement considerare.
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Cristina Tagliabue di Tim (a sinistra) ritiene molto
importante il concetto di continuità dei servizi. A parte il
caso di fornitori di contenuti il cui nome ed affidabilità
sono noti, per gli altri è l'infrastruttura tecnica di Tim
che si preoccupa di verificarne l'affidabilità tecnologica
una volta che i contenuti sono stati ritenuti adeguati.
Non viene considerato in questa fase, afferma Cristina Tagliabue,
il possibile ruolo dei SLA. |
L'opinione di Nevio Boscariol di Wind (a destra) è
che, partendo dal fatto che i canali fissi e mobili hanno ovviamente
caratteristiche differenti, occorre capire cosa il content provider
è in grado di offrire sulle specifiche piattaforme.
Non va poi dimenticata la valutazione del margine che ogni specifico
servizio è in grado di dare.
Wind ha stretto e continua a stringere accordi,
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alcuni dei
quali vengono portati avanti mentre altri sfumano nel tempo per motivi diversi;
i criteri di valutazione escelta sono legati, oltre che alla tipologia di
contenuti, al brand del content provider ed alla sua capacità di
fornire i contenuti nei tempi e nei modi che l'operatore richiede. Wind
ha una serie di procedure e documenti standard per l'interfaccia utente
dei servizi, il formato con cui il provider deve consegnarli, ecc. e
della possibilità da parte del content provider di soddisfare tali
standard si tiene conto in sede di scelta. E' logico che se il brand della
controparte è molto forte, Wind può "andare incontro"
al partner.
Come
le nuove tecnologie di rete mobile ed i servizi che su di esse verranno
implementati influenzeranno il Crm impiegato dagli operatori mobili?
Nevio
Boscariol afferma che Wind, come gli altri operatori, dispone di molti dati
che rendono possibile una profilazione dei clienti. Partendo da questo fatto,
avere un database integrato ed efficiente è comunque un problema,
sia "tecnologico" sia di capacità di profilazione da parte
di chi gestisce tali dati. E' un lavoro molto complesso, ed i sistemi di
billing attualmente disponibili non offrono un supporto adeguato. Oggi è
già soddisfacente offrire un servizio integrato di CRM con il web
call center, sebbene l'evoluzione futura preveda una gestione completamente
personalizzabile del cliente dei servizi da egli stesso attivati.
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Su
questo punto - precisa Alessandra Rosa Ammaturo - Ericsson sta lavorando
per predisporre sistemi di billing improntati sulla flessibilità,
in modo che ogni operatore abbia la possibilità di studiare
la propria strategia di pricing senza problemi.
Per quanto riguarda il pricing dei servizi Gprs - interviene Alberto
Cardone di Tim (a sinistra) - è in fase di studio
la tariffazione, in vista del lancio commerciale. L'obiettivo è
quello di applicare il Gprs |
non
solo ai servizi Wap, ma anche alla navigazione e all'accesso alle applicazioni
aziendali.
Tim sta testando il Gprs con terminali a 3+1 timeslot, che saranno presentati
a maggio. E' fondamentale l'interazione tra l'operatore ed i costruttori
per lo sviluppo dei terminali, soprattutto per lo studio dell'interfaccia
utente, che deve essere obbligatoriamente "friendly".
La comunicazione promozionale al mercato ai nuovi servizi: push forte
o approccio progressivo?
Secondo
Alberto Valsecchi, una volta la tecnologia era matura prima che il mercato
ne venisse a conoscenza. Oggi non è più così, l'informazione
è diffusa con largo anticipo e il push è molto forte; forse
un "male necessario", in quanto favorisce la diffusione della
conoscenza sulle nuove tecnologie, che però crea aspettative ed
euforia prima e delusione poi. Oggi forse si è raggiunta la giusta
consapevolezza ed è il momento di progettare le reti e programmare
gli investimenti sulla base dei nuovi modelli di business. Le applicazioni,
quando arriveranno sul mercato, andranno spinte in modo progressivo.
Alberto
Cardone sostiene una posizione analoga: gli operatori come Tim devono
diventare sempre più propositivi nello sviluppo e offerta di servizi,
ma non devono commettere l'errore di "caricare a valanga" gli
utenti.
Per
Nevio Boscariol, gli operatori devono prestare attenzione fin dall'inizio,
soprattutto nel caso dell'Umts, a ciò che sarà dato alla
clientela. Spesso finora sì è infatti puntato a creare "rumore"
sul mercato, mentre i vertici dei carrier dovrebbero concentrare la propria
attenzione sullo sviluppo progressivo del mercato anzichè su un
"boom" di breve periodo.
Dai risultati dalla ricerca MIM circa il coinvolgimento delle funzioni
aziendali, appare che in un terzo dei casi presentati da un campione innovatore,
le Direzioni Generali non vengono coinvolte nei nuovi progetti B2C. Quali
considerazioni su questo punto?
Secondo
Alessandra Rosa Ammaturo, le aziende stanno cominciando ad adeguarsi
alle nuove dinamiche del mercato, e a volte i vertici non sono la prima
funzione a recepire tali cambiamenti. E' un discorso di cultura e questo
richiede tempo, comunque il mercato ha intrapreso una strada che sembra
definita, e spingerà senza dubbio le aziende verso il cambiamento.
Il
coordinatore ha quindi concluso l'incontro, invitando i partecipanti ad
aderire alle iniziative proposte dall'Osservatorio PeC e dando appuntamento
al prossimo incontro "cenacolare" per i member, previsto per
la fine di ottobre a Milano.
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