E’
stato anticipata parte del contenuto del quinto rapporto sui mercato
europei delle telecomunicazioni che viene reso ufficiale il 26 Ottobre.
Il rapporto sottolinea in Italia che la crescita del comparto
è stata a due cifre nel 1998 e si prevede così sarà anche nel 1999,
con la concessione di 61 licenze e l’entrata di svariati nuovi
operatori che hanno eroso alcuni punti percentuali della quota di
Telecom Italia. In particolare il mercato della telefonia mobile è il più importante
in europa sia per utenti che per valore.
Tuttavia è proprio
questo sviluppo frenetico dei cellulari a rendere urgente la razionalizzazione
dell’uso dello spettro delle frequenze Gsm e la loro assegnazione
in modo più trasparente.
Gli operatori reclamano
un anticipato phasing out del Tacs verso la fascia bassa del
Gsm attualmente previsto per il 2005 e l’allocazione di frequenze
ora ancora controllate dal Ministero della Difesa.
Positivo il giudizio
sull’Autorità delle Comunicazioni, che sostiene la competitività
e incoraggia gli operatori ad investire in Italia.
Alcune difficoltà persistono
nelle procedure per il rilascio delle licenze che, sono ancora
onerose e lunghe. In media l’iter dura oltre 3 mesi e, anche se tariffe
di base per tali licenze sono allineate con quelle di altri paesi
europei, si devono aggiungere tasse e prelievi per il funzionamento
dell’Autorità, che fanno lievitare i costi.
Il Ministro del Tesoro Giuliano Amato ha così commentato: "ogni volta che vedo un aumento del prezzo
in relazione al tempo di uso del telefono mi domando quale ne sia
il senso, perché ho imparato dagli esperti del settore che oggi la
portata dei cavi è talmente elevata che forse siamo al punto che si
potrebbe far pagare solo il canone. Mi domando se non è frutto di
preesistenti posizioni dominanti il fatto che si continui in forma
diversa a far salire il prezzo in ragione del tempo d’uso".